Outcazzari

Il videogioco buggato di Skrillex

Outcast è abbastanza ricco di nostalgici che soffiavano nelle cartucce del NES/SNES/Gameboy/whatever da poter guardare indietro a quel semplice gesto con commozione mista all'odio di quel gioco che non partiva, oppure partiva, ma facendo i “quadrettoni” e incasinando tutto. Outcast è (presumibilmente) altrettanto ricco di personaggi che odiano Skrillex, sempre ammesso che sappiano chi sia. Nel caso non lo sappiate, Skrillex è stato quello che ha fatto con la Dubstep ciò che Hans Zimmer ha fatto con l'Inception Horn. Insomma, se di questi tempi tutto fa “wub wub zoob” e ha i bassi a manetta, è anche un po' colpa sua.

Tuttavia, il suddetto Skrillex è soprattutto un giovane produttore musicale nerd a cui piacciono molto i videogiochi, cosa che traspare dai suoni vagamente 8/16 bit che fanno capolino in alcuni suoi pezzi o nel nome del suo secondo album, Scary Monsters and Nice Sprites, ma anche in alcuni suoi lavori recenti come il tema di Syndicate o la canzone realizzata per Wreck-It Ralph, (anche se non sembra essere l'unico problema del film)

Quale soggetto migliore da tributare, quindi, per Jason Oda? La mente dietro Nothing's Gonna Stop Me Now si è lasciata ispirare dalle musiche di Skrillex, che definisce come quelle “di un videogioco rotto”, creando, beh... un gioco “rotto”. Skrillex Quest è infatti una simpatica avventura in Flash che nasce dalla polvere, dalla scarsa manutenzione, dall'ingiustificata assenza di quell'antidiluviano gesto del soffiare nella cartuccia al fine di far funzionare tutto al meglio.

Skrillex Quest ci vede infatti vestire i panni di P1, a metà tra lo scita di Superbrothers: Sword & Sworcery EP e Link di Zelda, alle prese con il suo mondo, terribilmente deformato dai glitch causati dalla noncuranza con cui è stata trattata la cartuccia del gioco. Gioco che, per quanto visivamente semplice e dal gameplay tagliato con l'accetta (si usano solo le frecce direzionali e la barra spaziatrice), è ricco di oggetti collezionabili, easter egg e, addirittura, profondità delle tematiche. Almeno, sicuramente più di quanto ci si possa aspettare in un giochino flash da venti minuti. Musicato da Skrillex, per giunta.

A proposito, se siete arrivati fino a qui, vuol dire che un po' di curiosità la avete: premetto che ascolto quasi tutto con somma gioia, passando da Bach ai Daft Punk e mettendoci in mezzo Dream Theater e Slipknot, e Skrillex non mi dà fastidio. Ma al di là dei gusti, la parte musicale di Skrillex Quest non è affatto invasiva o fastidiosa, anzi, riesce a fondersi insospettabilmente bene con le atmosfere oscure e intime in cui il gioco ci immerge, quasi letteralmente.

Insomma, Skrillex Quest è un giochino che nasconde più di quanto dia a vedere e che, anche senza le musiche o il nome del produttore americano, sarebbe comunque un'esperienza valida. Ed è anche un advergame cui non mi sento, tuttavia, di dare un voto. Prendete queste mie parole come un adverpezzo, e magari concedete a Skrillex un po' del vostro tempo e, perché no, della vostra fiducia.

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