Il senso postumo di The Wind Waker HD

Il senso postumo di The Wind Waker HD

A che serve la recensione di un gioco pubblicato a ottobre 2013, ovvero svariati mesi fa, che era già stato pubblicato una decina d'anni fa, ovvero nel maggio del 2003, quando stavamo tutti visibilmente meglio? A che serve la recensione di un qualcosa che trascende il concetto stesso di opera multimediale del cazzo che ci frega ed è già mutata, irrimediabilmente, in amabile dittatura videoludica? A che serve la recensione di un dogma? Della Bibbia? Della grande bellezza, se essa già può definirsi tale in partenza? Ve lo dico io: a niente, serve.

Pippo Civati.
Pippo Civati.

Questa, infatti, non è la recensione di The Legend of Zelda: The Wind Waker HD. Anzi, The Legend of Zelda: The Wind Waker HD non esiste affatto. The Legend of Zelda: The Wind Waker HD va oltre il medium: il gioco è il messaggio e un sorriso grande così. The Legend of Zelda: The Wind Waker HD pone il giocatore in connessione con quel macrocosmo superiore che fornisce un senso ai giochi e al tutto, nonostante sia inferiore (in che senso, poi?) a The Legend of Zelda: Ocarina of Time.The Legend of Zelda: The Wind WakerHD non esercita un uso sui suoi giocatori, ma una demiurgia, crea una vita, non una proprietà digitale. The Legend of Zelda: The Wind Waker HD significa sempre qualcosa, come tutti gli altri Zelda prima e dopo di lui e come i migliori videogiocattoli che non tagliano, né si guastano (oggi non si trovano più simili prodotti dell'artigianato magico, il videogiocattolo è ormai industriale, inodore, introduce più a una sinestesia dell'uso che del piacere. Questi giochi muoiono molto presto, e una volta completati non hanno più alcun valore postumo per noi bambini). The Legend of Zelda: The Wind Waker HD, invece, è eterno, disceso da un altro universo, una forma a priori del videogiocare. Non finisce mai.

Questa non è la recensione di The Legend of Zelda: The Wind Waker HD. The Legend of Zelda: The Wind Waker HD non esiste affatto. Qui e ora esiste solo la nostra realtà, filtrata attraverso le mirabili lenti di quel vecchio giochetto di Nintendo, per continuare a sopportare quella che ci ostiniamo ancora a chiamare - non senza un qualche sbilenco sentimento ottimista – vita.

Oceano mare.
Oceano mare.

Ieri come oggi, The Legend of Zelda: The Wind Waker HD è capace di affascinare e ammaliare come un' incantevole rivelazione. Che l'abbiate mancato a suo tempo su GameCube (eretici, miscredenti, pazzi!!!) o che sia la vostra prima volta con The Wind Waker, The Legend of Zelda: The Wind Waker HD ha un senso che è già completo, perché postula un sapere, un passato, una memoria e un complesso ordine di fatti, idee, decisioni e colori. Assimilato nel cosmo infinito come pura energia, il piccolo e tenero Link si ritroverà quale ultimo mito di una razza fittizia, una stirpe celeste, che trarrebbe le sue particolarità dalla propria ascesi, per realizzare così una sorta di compromesso antropologico tra un giocatore problematico (perché adulto) e i bambini. La parola The Legend of Zelda: The Wind Waker HD è sacra e protettrice, vuol dire leggenda, Triforza, un mito capace di trasformare ogni piccolo otaku di sei anni nell'impavido avventuriero con scudo e cappa. Vuol dire assoluta purezza d'intenti contro le forze del male. La parola The Legend of Zelda: The Wind Waker HD, del resto, avrà sempre una funzione totalitaria: non soltanto ordinerà il bene e il male del mondo, ma esprimerà e poi imporrà - quasi allo stesso modo d'ogni altro mito superiore - la sua funzione fondamentale: colmare il divario che ancora intercorre tra la più semplice naturalezza delle cose videoludiche e l'innovazione tecnologica.

L'operazione di restauro compiuta da Nintendo con lo "Zelda scemotto per GameCube" su Wii U può dirsi impeccabile, azzeccatissima e fregna-tout-court. Questa è la sacra consegna di un oggetto prodigioso, mirabile glassa videoludica, tripudio di pantoni e occhi stropicciati, al sempiterno dell'alta definizione.

Mare.
Mare.

Giocatelo piangendo di gioia, ridete… e continuate a navigare, affrontando interamente il gioco in modalità off screen, ovvero sul monitor del controller, ovvero sul grosso "2DU". In alternativa, giocandolo sullo schermo del televisore, il touch screen terrà traccia di una serie di menu per l'utilizzo di oggetti e dell'inventario. Non manca il supporto al giroscopio del GamePad, per il movimento della telecamera e del mirino nell'impiego di armi, assai utile con arco e frecce. Inoltre, è possibile sfruttare un ulteriore livello di velocità di navigazione, in grado di ridurre notevolmente il tempo necessario per raggiungere le varie zone o isole, oltre alla facoltà di lasciare messaggi in bottiglia tramite Miiverse, che altri giocatori potranno ritrovare in maniera del tutto casuale.

Messaggi con su scritto prevalentemente "frèchete".

Dopo quattro mesi di gioco a The Legend of Zelda: The Wind Waker HD grazie a un codice fornitomi da Nintendo, ho conficcato la Spada Suprema nella coccia di Ganondorf, ma senza cattiveria. Piuttosto, la mia è stata grandissima compassione. Ascesi. In fede, Matteo Renzi.

Voto: 13

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