Il fondo del barile #3 - Aura-Aura Climber

Il fondo del barile #3 - Aura-Aura Climber

Ma quali Tripla A, Blockbuster Annunciati & Gigaprogetti Assortiti. I videogiochi più interessanti, divertenti e curiosi sono spesso quelli che, per un motivo o per l’altro, non si fila (o non si è filato) nessuno. Quelli rimasti sul fondo del barile, insomma. E che sarebbero pure destinati a rimanerci, se non fosse per l’ormai proverbiale curiosità della banda di Outcast, che ve li racconta in questa rubrica. Una piccola stella, battezzata Aura-Aura da scienziati barbuti e astronomi scheggiati, si è sganciata dal cielo ed è caduta sulla Terra. Capitano, di tanto in tanto, cose del genere. Raramente, certo, ma capitano. Ben poco sorprendentemente, la stellina non è che sia troppo entusiasta della sua nuova sistemazione. Si divertiva di più quando danzava e girava e brillava assieme alle sue amichette, tra pianeti ciccioni e galassie psichedeliche. E così decide di tornare da dove è venuta. Mica facile, però, arrampicarsi in cielo. E infatti, da sola, Aura-Aura non ce la farebbe mai. Tocca a noi aiutarla e riportarla a splendere come ai tempi d’oro.

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Sono queste le premesse di Aura-Aura Climber, un giochino arcade da due soldi (nel senso letterale del termine: costa 200 Nintendo Point e, quindi, due euro secchi) pubblicato da Nintendo un paio di anni fa come DSiWare. Dello sviluppo pare, si dice, si mormora che si siano occupati i ragazzacci terribili di NST (Nintendo Software Technology), gente conosciuta più che altro per via dei vari episodi della serie di Mario vs Donkey Kong (ce n’è pure uno bellino nel catalogo DSiWare, ovvero Minimario alla Riscossa). Digressioni, comunque, perché dopo cinque minuti di gioco queste considerazioni finiscono giustamente in un angolino. L’attenzione, infatti, sarà tutta per Aura-Aura e per le sue incredibili acrobazie aeree. Acrobazie aeree che sono legate con un doppio nodo al sistema di controllo.

Utilizzando la croce digitale (o i pulsanti dorsali) è possibile far girare la stellina su se stessa, mentre con il pulsante A la si lancia in avanti, in alto, a destra o a sinistra (a seconda della direzione verso la quale è voltata). L’obiettivo è di portarla il più in alto possibile, così da raggiungere il traguardo sistemato al termine di dieci livelli uno più incasinato dell’altro. Per riuscirci bisogna imparare ad utilizzare al meglio la nobile tecnica dell’aggancio volante. Sparpagliati in giro per i livelli, infatti, ci sono dei ganci ai quali Aura-Aura può appendersi utilizzando il Raggio Gancio, una frusta di luce che esplode non appena si preme il pulsante A. Di fatto, insomma, per scalare i livelli bisogna improvvisarsi maestri del trapezio, passando di gancio in gancio come se non ci fosse un domani. La sensazione è un po’ quella di giocare a una versione mignon di Donkey Kong: King of Swing. Un gioco per DS che non è che abbia proprio spopolato, pur avendo il suo perché.

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Aura-Aura Climber è un arcade veloce veloce e viene quasi spontaneo considerarlo una robetta carina, semplice e sottile sottile. Dopo una trentina di minuti, però, si inizia a intuire un’insospettabile profondità nella meccanica di base. Questa profondità si sposa alla tecnica chiamata Rimbalzo. Sganciando Aura-Aura da un appiglio, questa ricade velocemente verso terra. Nel corso della caduta è comunque possibile cercare un aggancio volante usando il Raggio Gancio. E, se si riesce nell’impresa, ecco che nel giro di una frazione di secondo la stellina viene “rimbalzata” in cielo. Tra l’altro con una prepotenza tale da trasformarla in una sorta di missile capace di distruggere tutti gli ostacoli che si trova davanti.

La profondità di cui si è accennato è anche figlia dell’intelligente sistema di punteggio. Ben presto si capisce che arrampicarsi il più rapidamente possibile fino al traguardo finale non è che regali poi troppi punti. Conviene invece esplorare per bene i vari livelli alla ricerca degli UFO, astronavi che regalano punti bonus in quantità. Gli UFO compaiono solo in determinate situazioni, però, ovvero quando si riesce a mettere assieme una determinata sequenza di agganci acrobatici senza errori di misura. Difficile? Difficile. Così come è difficile non apprezzare le buffa presentazione grafica e sonora di questo giochino che pare fatto di niente e che, invece, dentro ha un po’ di tutto. Ci sono passaggi platform, sequenze che ricordano quelle dei barili esplosivi dei Donkey Kong Country, tecniche segrete, bonus nascosti e pure una cassa di medaglie riservate ai giocatori più abili. Per due euro, insomma, Aura-Aura Climber è un vero e proprio affare.

Aura-Aura Climber è stato pubblicato un paio di anni fa e non ne ho mai scritto prima, visto che su NRU venne preso in consegna dal Massagra. L’ho acquistato tempo fa con soldi miei e l’ho giocato più per svago che per motivi di lavoro. Lo si finisce in un’oretta ma, essendo un passatempo arcade, viene facile riprenderlo in mano di tanto per una partita veloce.

Voto: 8

Il fondo del barile #3 - Aura-Aura Climber

Sega spenderà meno e sarà più casual