Il blog inutile su LucasArts di chi deve dire la sua

Nabucodorozor mi ha già umiliato involontariamente con due pezzi, forse più, clamorosamente sopra qualsiasi standard di spettacolarità, quindi se volete una disamina seria circa la fine di LucasArts come sviluppatore, leggeteveli. Le righe seguenti sono più che altro uno sproloquio da bar di chi con LucasArts, nella versione di inizio anni '90, ha passato alcuni fra i momenti più belli della sua vita, pur non essendo allora né utente PC né appassionato di avventure grafiche. Il semplice richiamo che aveva l'uscita di un loro nuovo titolo, e il trovarsi dagli amici per vederlo, era abbastanza per trasformare qualsiasi lunedì pomeriggio nella mattina di Natale.

Qui potrei anche metterci il classico amarcord tanto amato dai giornalisti e annoiare a morte chiunque, sottoscritto compreso, ma sarebbe inutile perché, onestamente, di quella LucasArts non se ne vedeva l'ombra da quindici anni buoni. Troppe le uscite che hanno deluso i fan, troppi i dietro-front di titoli annunciati e cancellati, o usciti fuori tempo massimo come genere, caratteristiche e pubblico di riferimento. Il seguito di Full Throttle ucciso senza tanti complimenti, Indiana Jones mandato in pensione nei videogame e non al cinema, dove ci potevamo anche evitare il quarto episodio, e chi più ne ha più ne metta.

La versione più recente di LucasArts era un carrello da miniera del Tempio Maledetto senza conducente, ed è arrivato al capolinea - dritto contro il muro.

Spiace ovviamente per i 150 dipendenti lasciati a casa, e purtroppo sono un sasso nello stagno di questo periodo veramente pessimo per gli sviluppatori, ma forse fare tabula rasa era un male necessario. Come ha già ipotizzato lo stesso Dr.Nabucc, se il nuovo sistema di licenze funzionerà, magari si potranno vedere risultati degni del nome LucasArts quando voleva dire qualcosa. Perché alla fine siamo tutti qui a celebrare un passato che è ormai troppo lontano, e consegnato alla storia. Del presente di LucasArts, fino a un mese fa, non fregava quasi niente a nessuno, eccezion fatta per i talebani di Star Wars.

Ma è bene non farsi illusioni e anzi prenotare tutti insieme un bel reality check, che tanto è gratis: Disney, proprietaria di tutto quello che era ed è LucasArts (ora solo un nome), ha già detto di voler puntare principalmente sull'ex Guerre Stellari. Che tradotto dalla lingua dei PR vuol dire "sognatevi pure un nuovo Day of the Tentacle, o magari fatevelo da soli." E comunque non ce n'è alcun bisogno, tra eredi in arrivo grazie a Kickstarter, pensiamo a Broken Sword, e ritorni promettenti come Leisure Suit Larry.

Quindi perché diavolo siamo qui a far finta di essere tristi? Perché ci piace sognare al passato, lamentarci di cose che non cambieranno mai e pensare di aver voce in capitolo solo perché scriviamo sull'Internet.

Addio LucasArts o arrivederci, ma soprattutto grazie per tutto il grog.

Colonel Campbell’s Art Soup #5

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Sundaycast #11 - R.I.P. LucasArts