I paragoni arditi di Slash Monsters

Che il panorama videoludico su smartphone viva in un triste e malsano blob di giochi che ricalcano la hit sperando di bissarne il successo, purtroppo, è un dato di fatto. Per questa ragione, non si può prendere in mano Slash Monsters senza che la mente vada, inesorabilmente, a pensare a Fruit Ninja. Il perché dovrebbe già essere chiaro leggendo il nome del gioco: Il titolo di Fishing Cactus ci porterà sui fondali marini, dove dovremo affettare a colpi di dito una moltitudine di creature che metteranno a repentaglio la nostra salute livello dopo livello. Sebbene non sia un fan del mobile gaming, Fruit Ninja è uno di quei giochi che mi è capitato sul telefono, probabilmente durante un attacco di frenesia da "costa-solo-79-centesimi" che i possessori di smartphone conoscono fin troppo bene. E giocandolo, oggi come allora, non può che saltare all'occhio il suo essere tanto semplice quanto estremamente vincente. Innanzitutto è stato uno dei primi (se non IL primo) a sfruttare l'idea del dito tagliente, e poi la precisione 1:1 con cui si affettavano i vari frutti che saltavano su schermo, fin dalle prime release, era qualcosa di sensazionale. Il gioco in sé, poi, è perfetto per la piattaforma su cui gira: Se non si affetta un frutto o si colpisce una bomba diminuiscono le nostre possibilità d'errore, fino alla fine della partita. Certo, a seconda dell'abilità del giocatore, questo può significare partite infinite o di pochi secondi, ma diciamo che al fruitore medio una partita dura abbastanza per aspettare il bus, ossia il giusto. E poi, inutile negarlo, il "perché" del gioco veniva spiegato con un pretesto che, per quanto fosse folle e didascalico, funzionava: I ninja si allenano al dojo tagliando frutta volante.

Analizzando a mente fredda Slash Monster, invece, ancora mi chiedo il significato del nome. Ok, Slash mi è chiaro, ma è il Monsters che non si spiega. Il gioco è ambientato nelle profondità marine e tutte le creature affettabili non sono altro che polipi, stelle marine, pesci palla, meduse e vermi con una bandana piratesca, tutti caratterizzati con uno stile fumettoso molto carino, ma tutt'altro che minaccioso. Sarebbe bastato anche qui un pretesto sciocco, una battuta, e invece niente. Al di là del contorno, però, è il gioco in sé a non convincermi particolarmente: invece che uno stage infinito con i "mostri" che arrivano a folate, Slash Monsters propone sei livelli, di cui due disponibili subito e quattro acquistabili con le perle. Per il terzo livello basteranno le perle che avrete all'inizio del gioco, ma per gli altri tre dovrete procurarvene altre, attraverso combo particolarmente coreografiche o tramite un molto poco coreografico acquisto in-app da 1,59 € per 25 perle (il sesto livello costa 80 perle, fate voi i calcoli).

Sebbene la profondità dimensionale dei livelli sia molto apprezzabile, sfruttando a dovere i fondali ben disegnati e la loro resa visiva ottima anche sui retina display, i movimenti offensivi della fauna che abita i vari fondali non sono chiarissimi e, a parte i vermoni pirata che appaiono subito davanti a noi pronti a sferrarci una testata, si fa fatica a percepire quanta distanza ci sia effettivamente tra gli altri mostri e lo schermo, e quindi ad un loro attacco. Benché questo non rappresenti un problema durante i primi due blandissimi livelli, in quelli successivi le ondate di avversari si fanno più insistenti e numerose, causando qualche fastidio di troppo.

Anche perché, a parte i polipi e i vermoni, per i quali basterà un'affettatina semplice, le meduse tenderanno a sdoppiarsi dopo il primo taglio, diventando due meduse più piccole (e più fastidiose), e i pesci palla andranno accuratamente calmati, mettendo a riposo gli aculei con un movimento circolare del dito, prima di assestare il colpo vincente. In tutto questo, fanno eccezione le stelle marine: Senza la benché minima avvisaglia, infatti, solo dopo il primo taglio si scopre che sono esplosive, e che quindi è meglio lasciarle passare tranquillamente per i fondali. Almeno le bombe di Fruit Ninja erano bombe... avevano anche una X rossa sopra... evidentemente, c'è chi troppo e chi niente. Altra piccola pecca è che, nonostante i movimenti vengano riconosciuti piuttosto precisamente, l'animazione dei mostri che vengono divisi in due è sempre la stessa, indipendentemente dalla direzione del taglio.

Slash Monsters quindi, non solo non porta niente di nuovo sotto il sole, ma non riesce neanche a sfruttare la sua ottima resa visiva e quel piccolo tentativo di dare un senso di varietà ai nemici che, con un po' più di cura nel dettaglio e nel contorno, avrebbero fatto alzare di almeno un punto il giudizio finale. Anche perché, come dimostrato con Fruit Ninja, in un gioco così piccolo, anche un'idea apparentemente semplice basta per avere un enorme successo. Ho giocato Slash Monsters sia su iPhone 4s che su iPad di terza generazione, grazie ad un codice fornito dagli sviluppatori. Il gioco, come detto, è free to play ed è disponibile dal 26 ottobre su App Store e su Windows store, in concomitanza con il lancio di Windows 8. Chi ben comincia...

Voto: 5,5

Blu Brothers #21

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