Outcazzari

I cinque lasciti della GDC 2013

Una settimana fa, su queste pagine, mi interrogavo su cosa aspettarci dalla Game Developers Conference 2013. Ora che la manifestazione si è conclusa, sembrava giusto provare a riassumere cosa sia rimasto e quali siano i punti di discussione più interessanti emersi dalla GDC, tenendo in conto anche le aspettative risalenti ad appena sette giorni fa. L'incertezza sul futuro

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Ci si aspettava di sapere qualcosina-ina-ina sulla prossima generazione di console Microsoft, e invece ci siamo ritrovati con Sony che illustra ancora PlayStation 4, continuando a tenere nell'ombra la macchina, Microsoft rintanata nell'equivalente made in Redmond della fortezza della solitudine e DICE che si lamenta di come, ad oggi, non sia ancora del tutto chiaro l'hardware che andranno a montare le due macchine, lasciando intendere che per loro, ovviamente, più ce n'è e meglio è: potenza di calcolo e giga di RAM sono le cose su cui i produttori hardware non devono lesinare, secondo il team di Battlefield e Mirror's Edge.

Dichiarazioni che, per quanto condivisibili, dimostrano in qualche modo una certa impreparazione a quel cambio generazionale, che fino ad una settimana fa sembrava assolutamente imminente, e che invece sembra stia slittando impercettibilmente più in là. Se da un lato è vero che DICE non si fa problemi ad ammettere che sta già sviluppando per la next gen, anche grazie a tool che permettono di realizzare comodamente dei porting meno esigenti dal punto di vista hardware, dall'altro è anche vero che nonostante Sony abbia fatto di più di una semplice dichiarazione di intenti, mostrando al mondo una fetta della sua nuova console, a quasi due mesi dall'annuncio di PlayStation 4, la prossima generazione non è altro che un mero promemoria a forma di Dual Shock 4, à la "ricordati che devi morire". Il problema è proprio questo: quando?

Le mascelle slogate

http://youtu.be/U8HVQXkeU8U

Il clima di incertezza, comunque, come detto, non ha fermato gli sviluppatori, che stanno lavorando alacremente per dare alle loro nuove creature un aspetto assolutamente fantastico. DICE, come si diceva ieri in Sundaycast, ha presentato Battlefield 4 sul grande schermo di un multisala, riuscendo nell'impresa di portare dei colori in un first person shooter a tema bellico e, allo stesso tempo, paralizzare per diciassette minuti davanti a un monitor giocatori che, tendenzialmente, di Battlefield non vorrebbero neanche sentire parlare.

http://youtu.be/Hm6AeNT0Jqo

Kojima Productions ha illustrato le potenzialità del nuovo FOX Engine, che fa del fotorealismo la parola chiave, grazie ad un sistema di illuminazione che, attraverso parametri puramente fotografici, quali lunghezza della focale, apertura ed esposizione, riesce a generare effetti di rifrazione sulle superfici e negli ambienti altamente realistici, capaci di far sembrare gli screenshot delle istantanee migliori delle foto e i filmati delle vere e proprie riprese in ambienti reali.

http://youtu.be/l6R6N4Vy0nE

È stato poi il turno di Activision, che, dopo David Cage e Nvidia, ha mostrato l'ennesima testa emotiva virtuale, renderizzata a 180 frame per secondo grazie a una GeForce GTX 680, che dimostra la volontà della casa di Skylanders di puntare forte sulla componente emotiva, attraverso una tecnologia di motion capture e di rendering dei volti assolutamente all'avanguardia.

http://youtu.be/8lS4mjSUUuw

Infine è arrivata Epic Games, che col video qui sopra, chiamato Infiltrator, ha voluto darci un assaggio dell'Unreal Engine 4, destinato a proseguire la stirpe del glorioso motore grafico che in questi anni ha permesso agli sviluppatori di creare i tre Mass Effect, la serie Batman: Arkham e i vari Gears of War.

Insomma, se la speranza era quella di vedere qualcosa di eclatante sotto al profilo grafico, dopo un PlayStation Meeting non esaltante, questa GDC ha lasciato intravedere ottime cose.

L'hype

http://youtu.be/qHrjgwm-n-s

Per quanto riguarda le novità da tenere d'occhio e prossime all'uscita, c'è sicuramente il trittico composto da Broken Age, The Wolf Among Us e Killer is Dead, di cui abbiamo parlato ieri in Sundaycast. Tre titoli capaci di ritagliarsi un po' di spazio tra le varie conferenze e gli altri annunci, come quello di Sony, relativo all'ondata di titoli indipendenti in arrivo su PlayStation Network nei prossimi mesi. Tra i tanti, spiccano sicuramente Rain,Ibb & Obb, Guacamelee! (in video qui sopra) e Thomas Was Alone, senza citare i già visti Spelunky, Limbo e Hotline Miami, che comunque faranno molto felici i possessori di PS Vita, visto che beneficeranno del cross-buy.

Hideo K.

notkojima
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Inutile negarlo, il momento che ha saputo focalizzare maggiormente l'attenzione di tutti durante la settimana è stato mercoledì, quando Kojima e i suoi hanno presentato, oltre al FOX Engine, Metal Gear Solid V. In un tripudio di bende e fotorealismo, il buon Hideo ha sciolto i (pochi) dubbi che aleggiavano sul legame tra The Phantom Pain e Metal Gear Solid: Ground Zeroes, dimostrando come sia ancora possibile generare del genuino hype nell'industria videoludica del 2013, con tanto di pazzi che passano al microscopio ogni fotogramma di un trailer o di un'intervista, cercando l'anello di congiunzione o la prova schiacciante che nasconda un'entità di poligoni dietro a una benda. Al di là della bontà finale del gioco (o dei giochi, non è ancora chiaro, ovviamente), va dato atto al genio di Setagaya di aver inscenato una serie di colpi di teatro che, per quanto rimandassero più o meno chiaramente a lui, erano sempre affascinanti e venivano seguiti con curiosità da tutti. Da togliersi il cappello e tutte le bende.

La pace dei sensi

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In cinque giorni di manifestazione, nessuno ha mandato a quel paese l'industria videoludica di una nazione o un collega. Giusto una critica buttata lì nei confronti dell'asta di Diablo III, che secondo il game director Jay Wilson è utilizzata per "comprarsi il successo nel gioco" da parte dei giocatori, accusati di preferire il "play for win" al processo di ricerca. Una critica un po' inutile, tra l'altro, visto che Blizzard si prende una parte dell'incasso delle vendite all'asta e, soprattutto, ha inserito in Diablo III un sistema di generazione casuale degli oggetti a dir poco snervante. Insomma, mi aspettavo peste e corna, e invece ci ritroviamo con game director che trovano la pagliuzza negli occhi degli altri senza vedere la trave nel proprio... manco un Ringcast merda, che delusione.

Insomma, alla fine, pronostici a parte, è stata una Game Developers Conference 2013 soddisfacente, che ha avuto i suoi bei momenti e che, per essersi svolta in un anno (almeno sulla carta) di transizione, ha mostrato davvero tante cose interessanti anche a chi non ha potuto assistire alle conferenze... per quelle arriverà Outcast Reportage, quindi, mi raccomando, state tonnati.

BioShock Infinite – un tuffo dove il cielo è più blu

Colonel Campbell’s Art Soup #4

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