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Gearbox prova a mentire spudoratamente nella causa su Aliens: Colonial Marines

Il casino spuntato attorno ad Aliens: Colonial Marines non ha ancora visto una fine, come dimostra il fatto che la causa intentata contro Sega e Gearbox da alcuni utenti americani continua (zoppicando) ad andare avanti. L'ultima novità riguarda il tentativo, da parte Gearbox, di scaricare le colpe su Sega - colpevole in quanto publisher. Polygon ha tutti i dettagli della situazione, per chi vuole annoiarsi con la terminologia legale.

Sintetizzando: Randy Pitchford e soci sostengono di non avere alcuna responsabilità per la porcata totale che si è rivelato essere il gioco. Anzi, dichiarano di aver speso milioni di Dollari di tasca propria per completarlo e non aver visto nemmeno una royalty.

Il tutto sa molto di scaricabarile condito con un bel free climbing sugli specchi, sopratutto se ripeschiamo le presentazioni dell'E3 2012, in cui qualcuno molto somigliante a Pitchford parlava in toni entusiastici del gioco.

http://youtu.be/P_7F37lH3SQ

Ora, se le responsabilità ricadono sempre sul publisher in quanto è lui a decidere scadenze e budget, lo sviluppatore ci mette comunque le mani sopra per primo (e ultimo). Inoltre, pensando agli anni di ritardo accumulati da Aliens: Colonial Marines e al precedente fiasco di Duke Nukem Forever, è difficile vedere Gearbox come dei poveri programmatori sfruttati a loro insaputa.

Sarà per la prossima volta, Randy!

Sundaycast #80 - EA Access e altri fatti

Old! #73 – Agosto 1974

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