eXistenZ #12 – Mortal Kombat: Legacy

eXistenZ #12 – Mortal Kombat: Legacy

eXistenZ è la nostra rubrica in cui si chiacchiera del rapporto fra videogiochi e cinema, infilandoci in mezzo anche po' qualsiasi altra cosa ci passi per la testa e sia anche solo vagamente attinente. Si chiama eXistenZ perché quell'altro film di Cronenberg ce lo siamo bruciato e perché a dirla tutta è questo quello che parla proprio di videogiochi.

Il lungo viaggio di Mortal Kombat: Legacy ha avuto inizio nel 2010, con un progetto intitolato Mortal Kombat: Rebirth. Vale a dire una specie di cortometraggio che il regista Kevin Tancharoen ha realizzato sostanzialmente fra amici e con collaborazioni a basso costo, nel tentativo di mettere in mostra le proprie capacità e, soprattutto, quella che era la sua idea per riportare sul grande schermo la saga di Mortal Kombat. Tancharoen non era certo un nome grosso, alle spalle aveva i classici esordi televisivi e la regia del deprimente remake di Fame, ma il “proof of concept” in questione, che potete ammirare qua sotto, era davvero ben realizzato, aveva un'azzeccata atmosfera a metà fra il rispetto dello spirito originale e la reinvenzione cupa e realistica e poteva vantare la partecipazione di Jeri “Sette di Nove” Ryan e del mitico Michael Jai White (noto ai fan di film d'azione, fra le altre cose, per essere stato l'unica cosa buona del secondo Universal Soldier e per essersi pestato fortissimo con Scott Adkins in Undisputed II, il film che ha consacrato l'atleta/attore britannico). Insomma, spaccava.

Il commento di Warner Bros.? “Grazie, ma no grazie”. O quasi. Tancharoen, infatti, non riceve l'OK per un nuovo film ispirato al videogioco, ma incontra i favori della produzione sulla possibilità di realizzare una serie per il web. Ed Boon, creatore di Mortal Kombat, non è convintissimo, a causa del fatto che Rebirth si prende forse un po' troppe licenze rispetto alla mitologia originale, ma i due si fanno una bella chiacchieranta, Tancharoen sommerge Boon col suo entusiasmo e, soprattutto, viene trovato un punto d'incontro fra la visione stra-realistica e quella un po' più misticheggiante. Nasce così la prima stagione di Mortal Kombat: Legacy, suddivisa in nove puntate che fanno sostanzialmente da prequel al videogioco originale, mostrando la nascita dei vari personaggi così come li conosciamo. Ciascun episodio è dedicato a un gruppo di personaggi, quando non a un singolo protagonista, e in alcuni casi la storia si dipana su due puntate. Li agevolo tutti in fila.

Il risultato di tutto questo sforzo ha alti e bassi e viene accolto con reazioni a metà fra l'entusiasmo sfrenato e la perplessità. Il problema principale sta nel cerchiobottismo di base della produzione, che da un lato cerca di proporre i personaggi più realistici (si fa per dire) tramite un approccio brutalmente terra terra e dall'altro deve però forzatamente puntare su misticismo e surreale quando passa a parlare di gente tipo Kitana e Mileena. In questo, poi, si perdono per strada alcune trovate di Rebirth, con per esempio l'abbandono del Baraka lì dipinto per l'utilizzo della classica creatura da un'altra dimensione. L'equilibrio fra due anime così distanti non è sempre perfetto, ma quando funziona al meglio, come per esempio nell'episodio dedicato a Raiden, risulta davvero notevole.

La realizzazione, comunque, è buona e la serie nel complesso funziona, grazie anche alle buone scelte di casting, a cominciare dal già citato Jai White, che fra l'altro, all'insegna dei corsi e ricorsi, aveva a suo tempo rifiutato il ruolo di Jax nei primi due Mortal Kombat cinematografici (per dedicarsi a Spawn, nientemeno). Oltre al cast visto in Legacy, troviamo chiaramente volti nuovi, fra cui spicca forse quello di Tahmoh Penikett (Battlestar Galactica) nel ruolo di Stryker. E c'è pure un cameo di Ed Boon nell'episodio su Johnny Cage.

Ad ogni modo la serie vince e convince, al punto che Warner Brothers affida nuovi progetti a Tancharoen. A breve, infatti, si manifesterà sul web la seconda stagione, che abbandonerà il taglio da prequel della prima per andare a raccontare del vero e proprio torneo. Svariati i cambiamenti nel cast, con per esempio il trio Michael Jai White/Jeri Ryan/Tahmoh Penikett che fa ciao ciao con la manina, la mascella di Casper Van Dien a sostituire il poco apprezzato Matt Mullins nel ruolo di Johnny Cage, il mitico Mark Dascascos nei panni di Kung Lao e, colpo da maestro, Cary-Hiroyuki Tagawa che torna a interpretare Shang Tsung, come nel primo film di Paul W.S. Anderson (ma la continuity sarà separata). Di seguito trovate il bizzarro annuncio e, soprattutto, il trailer ufficiale.

E insomma, la favola del sogno a base Mortal Kombat di Kevin Tancharoen sembra davvero possa avere un lieto fine, soprattutto se pensiamo che a conti fatti Warner Brothers parrebbe aver dato l'OK per la messa in produzione di un nuovo film: le ultime notizie parlano di 40/50 milioni di dollari come budget, Oren Uziel (che ha scritto Rebirth, ma non Legacy) alla sceneggiatura, nessun dettaglio sull'eventuale inserimento nella continuity del gioco, della web-serie o di chissacché, la benedizione di Ed Boon e infine Michael Jai White che su Twitter conferma la sua presenza per il film (e assenza dalla seconda stagione della serie). Non ci resta che attenderne l'uscita. Nel frattempo, voi che dite? Vi è piaciuto, Mortal Kombat: Legacy?

Librodrome #22: The Making of Karateka - Journals 1982/1985

Librodrome #22: The Making of Karateka - Journals 1982/1985

Blu Brothers #32