Endless Legend, ovvero un 4X che non si sa quando finisce

Vi ricordate, tre o quattro anni fa, quelli che ne sanno andavano in giro dicendo che i giochi a turni erano morti? Poi, marchingegni come Kickstarter e un generico rilassamento dei costi hanno scoperchiato il vaso di Pandora dello sviluppo on-demand. E si è scoperto che la “demand” per i giochi a turni, e nello specifico per i 4X, era più viva che mai. Così adesso praticamente chiunque si è messo a sviluppare 4X a turni: di alcuni se ne poteva fare a meno – Horizon, sto guardando te – altri si sono guadagnati sul campo il diritto a esistere e altri ancora stanno nelle pance degli sviluppatori, in attesa di vedere la luce. Il programma Early Access di Steam ci permette anche di sbirciare le ecografie ed emozionarci tutti come scolarette: per Endless Legend ne vale la pena. http://youtu.be/780Fu2V_17U

Endless Legend è il seguito/prequel/spin-off di Endless Space. Ora, Endless Space era... dignitoso. Funzionava, era gradevole, ma se devo essere onesto, dopo una settimana me l'ero già dimenticato. Non aveva personalità, come si suol dire. E quindi la personalità è la prima cosa che ho cercato nella versione alpha di Endless Legend. C'è, o almeno così sembra: le razze non sono solo collezioni di statistiche, ma hanno una storia peculiare che viene raccontata nel corso della partita e anche delle missioni, semplici ma specifiche. Per ora ci sono quattro fazioni delle otto previste: non è che siano chissà quali fenomeni di originalità, ma le vicende sono ben scritte e la giocabilità varia a sufficienza, per dire, fra la razza degli zombie insettoidi e quella degli spiriti con l'armatura.

La base è quella: si inizia dal niente, si fonda una città e poi si cominciano a mandare soldati in giro per la mappa. Endless Legend è un 4X convenzionale, che mette la spunta accanto a tutti gli elementi tipici del genere: sviluppo dei centri urbani, ricerca tecnologica, esplorazione, diplomazia, combattimenti. Ci sono delle peculiarità, intendiamoci. Ad esempio, gli eroi migliorano con l'esperienza e possono funzionare sia da comandanti militari che da governatori. Le città, poi, occupano un'intera regione, il che è davvero grandioso per ridurre l'infinite city sprawling, e ci sono anche le razze minori. Tocco di classe, questo, che rievoca i fasti di Birth of the Federation: conquistando o assimilando i lupi mannari, le suore corazzate o i serpenti a cinque teste si guadagnano bonus specifici, ma anche la possibilità di schierare un esercito multietnico, una faccenda davvero divertente. Per il momento non è che la varietà raggiunga livelli esaltanti, ma confido ci sarà tempo per aggiungere contenuti.

Gli eroi possono essere equipaggiati e migliorano con l'esperienza. Insomma, gli elementi di ruolo.

Quanto ai combattimenti, sono molto simili all'approccio minimalista di Endless Space. Che poi è il motivo per cui un sacco di gente l'ha odiato. Per me, invece, non era quello il problema del gioco: a me sta bene dare ordini di ampio respiro, non ho più l'età per microgestire ogni singola battaglia. Si impartiscono direttive generali che poi vengono eseguite in tempo reale, in relazione a statistiche e abilità delle truppe: tutto qua. Insomma, caveat lector, se volete la tattica qui ce n'è poca. Il minimalismo è proprio una scelta di campo per gli sviluppatori, visto che anche l'interfaccia è semplicissima, leggera, fatta di bottoni anonimi. Funziona bene, non è intrusiva: niente da segnalare. Anche la mappa è piuttosto bella da guardare, con il suo vago stile da dipinto ad olio, le sue caselle distribuite su differente altezza e la sua orografia aliena. Di tecnologie, poi, sembrano essercene parecchie, divise in ere, ma al momento non si capisce bene fino a che punto saranno personalizzate per ciascuna fazione.

La mappa è molto carina da guardare, coi suoi colori acquosi.

A questo punto della storia, non è che ci sia moltissimo da dire di Endless Legend, se non che sembra interessante. Non è cosa da poco: le meccaniche funzionano, l'intelligenza artificiale si difende, l'estetica ha il suo perché, l'esperienza dovrebbe essere epica quanto basta. Tutto molto simile a un Civilization a caso, oppure ad Age of Wonders, ma con parecchia cura per i dettagli. Che poi è quella che fa un bel gioco di strategia, perché a inventarsi il regno di questi mostri e il regno di quei mostri che si picchiano fra loro sono buoni un po' tutti. Sono contento di vedere come Amplitude sia cresciuta: è uno sviluppatore appassionato, che ascolta la community. E adesso potrebbe avere per le mani il miglior 4X fantasy dell'ultimo periodo, una spanna sopra a Warlock II ed Age of Wonders III, dalle parti di Dominions IV. Certo, diverse caratteristiche cruciali sono ancora difficili da leggere: ad esempio, quanto sense of wonder saprà veicolare l'albero tecnologico, o quanto bene l'intelligenza artificiale saprà gestire le fasi avanzate della partita? Ma un cauto ottimismo ci può stare.

Old! #64 – Maggio 2004

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