[E3 2012] Microsoft spara in terza persona

Si è concluso da pochi minuti l'Xbox Media Briefing 2012, l'evento che apre - come da tradizione - la settimana dell'Electronic Entertainment Expo. Beh, non esattamente: vista la mania tutta nuova di lanciare, mostrare, svelare prima del "via" ogni sorta di trailer e informazione, si può dire che Microsoft sia arrivata in ritardo. Tanto in ritardo da ricevere un impatto ancora più stanco a quanto è andata a mostrare. Era più che ovvio, soprattutto analizzando gli slittamenti al 2013 di molti fra i più attesi blockbuster, che di nuova console non si sarebbe parlato. Non avrebbe avuto senso, anzi sarebbe stato un vero e proprio autogol anticipare le meraviglie della nuova generazione con ancora così tanta carne al fuoco. Quindi, un po' di delusione è naturale e comprensibile.

Non che siano mancati i titoli "pesi", se vogliamo essere onesti fino in fondo: aprire con Halo 4 ha fatto una grande impressione, non tanto per le sequenze filmate iniziali quanto per la parte giocata: qui, 343 Industries dimostra di aver realizzato un titolo "pensato" e, per quanto possibile, nuovo, il tutto basato su un motore che - al netto di quanto si può capire attraverso uno streaming via Internet - sembra ben più in forma rispetto a quello, ormai datato, che ha dato vita agli ultimi Halo.

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Il problema della conferenza di Microsoft è stato un certo piattume generale in termini di varietà: i titoli veramente di richiamo appartengono sostanzialmente a pochi generi, con il cosiddetto Third Person Shooter a farla da padrona. Per quanto votato allo stealth, un TPS è Splinter Cell: Blacklist, così come TPS si è confermato alla prova dei fatti il reboot di Tomb Raider, molto vicino alle dinamiche già viste su piattaforma Sony con Uncharted. E se quei pochi secondi di Gears of War: Judgement aggiungono "peso" alla categoria, che dire di un Resident Evil 6 anch'esso molto action, almeno nella parte proposta durante l'evento?

La critica non va a Microsoft per aver presentato giochi brutti, tutt'altro. Il problema è che. all'ennesima demo dello stesso genere, si fa davvero fatica a mantenere alto il livello d'attenzione. Alla fine, questi giochi sembrano su per giù tutti uguali, tutti già visti, per quanto spettacolari possano apparire, al netto delle animazioni un po' più belle in uno, dell'effetto un po' più convincente nell'altro.

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Ovviamente, com'era logico aspettarsi, grande attenzione è stata rivolta a Kinect, che vede sfruttate le sue caratteristiche di riconoscimento vocale nei giochi, finalmente. FIFA 13 promette un controllo vocale abbastanza approfondito per le sostituzioni e le variazioni tattiche, anche se il dover passare comunque attraverso un menu non è che prometta un'interazione votata alla naturalezza. Madden 13 ci vedrà in grado di chiamare gli schemi, e lì forse sarà più interessante vedere se l'introduzione del controllo vocale potrà in questo caso aggiungere un livello di immersione maggiore a una giocabilità che, per forza di cose, non può che ripetersi sostanzialmente uguale a se stessa, anno dopo anno. Personalmente, ritengo che la soluzione impostata su Fifa 13 sia interessante, perlomeno in potenza. Usare la voce nei giochi di calcio (lo sostengo da anni e ho i testimoni!) potrebbe essere un modo per avere un controllo più diretto sui movimenti di squadra, il punto è fare in modo che l'interazione sia naturale, e non può esserlo secondo me se si passa attraverso un menu.

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Dedicati completamente a Kinect anche Fable: The Journey (sembra poco più di una shooting gallery in salsa fantasy); Wreckateer, una versione Kinect del concetto di Angry Birds; il "peso massimo" Dance Central 3, accompagnato dall'esibizione di Usher. Xbox Live Arcade ha invece mostrato poche immagini di Matter, Lococycle e Ascend: New Gods, che speriamo il nostro Mdk7 possa toccarli con mano nei prossimi giorni.

A fare da intermezzo ai giochi, interminabili spiegazioni di noiosissime feature multimediali, molte delle quali semplicemente "normali" nel 2012; funzioni che in Italia probabilmente non vedremo mai come le integrazioni con ESPN e l'introduzione di - oddio oddio - Internet Explorer nella Dashboard. Nel mezzo, qualche "licenza": probabilmente l'ingessatissimo Iwata, che ha anticipato parte delle sue novità nel pre-pre E3 di Nintendo, voleva proprio "parare il colpo" di una funzione di Wii U che Microsoft promette di portare pari pari - o quasi - su Xbox e sui tablet già in nostro possesso. Per non parlare di SmartGlass, la versione made in Redmond di Airplay.

Una funzione simpaticamente motteggiata anche da Trey Parker e Matt Stone, presenti sul palco per presentare il GdR South Park: The Stick of Truth, sviluppato da Obsidian e vero e proprio salvatore del ritmo dello show!

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Insomma, cosa mi resta in mente di questa conferenza? In positivo, un Halo 4 che non vedo l'ora di giocare, un Tomb Raider che mi incuriosisce, un Forza Horizon - che non avevo ancora citato - che appartiene a un genere che gradisco, ma che non mi ha titillato come a suo tempo aveva fatto Need for Speed: The Run. Curiosità per Fifa 13 con Kinect e per quello che quei pazzi di Parker e Stone avranno combinato con il gioco di South Park.

Negativa, invece, l'ennesima chiusura con l'ennesimo Call of Duty, una demo troppo lunga, troppo già vista, troppo... troppo. E un po' di delusione per un Alan Wake 2 che, sebbene fosse "rumoreggiato" da più parti, non si è mostrato sui grandi schermi del Galen Center.

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