Dungeons & Dragons: Chronicles of Mystara - Doppia all'asso

Dungeons & Dragons: Chronicles of Mystara è un inno alla nostalgia, un epitaffio su una tomba scoperchiata, tra i mugugni di zombi tirati a lucido con filtri, sfide extra e achievement. Ma lo dico senza acredine verso Capcom (beh, magari con un po' di ironia), una software house che riesce a passare dal grande titolo, al porting becero con una facilità disarmante. Forte delle dozzine di licenze stipate nel suo armadio segreto, la casa nipponica sancisce il ritorno di due giochi epocali: Tower of Doom e Shadow over Mystara, disponibili (da un bel po') su Live Arcade e PSN.

I due picchiaduro, e non è cosa da poco, sono "griffati" Dungeons & Dragons, immane riferimento per il genere fantasy degli anni 80' e 90', almeno prima che Magic divorasse tutto e tutti con le sue carte collezionabili. La licenza offriva un bestiario notevole cui attingere e un bel roster di eroi da lanciare in battaglia. E mentre migliaia di ragazzini, tra cui il sottoscritto, dilapidavano secchi di monetine per l'ennesimo "continua", la software house giapponese già ridacchiava sotto i baffi, pensando a un potenziale seguito. Ci volle un bel po', dal 1993 al 1996, prima che l'idea si concretizzasse.

Alla fine, Shadow over Mystara fece il suo trionfale ingresso nel mondo dei coin-op, attentando alla gestione finanziaria di milioni di famiglie. "Bigger and better": slogan solitamente appannaggio delle produzioni occidentali, eppure svolazzante bandiera dell'ultimo picchiaduro Capcom. In ogni caso, vista la qualità del prodotto, nessuno ebbe qualcosa da ridire. Oggi, questi titoli vetusti, ma che possiedono quel carisma intrinseco di chi ha anni e anni sulle spalle, attraccano sui lidi PS3 e Xbox 360. Risultato? Nulla che non si sia già visto in conversioni simili, ma comunque qualcosa di pregno e meritevole d'attenzione.

In fondo parliamo di due Final Fight imbellettati per un cosplay fantasy, con una solida modalità co-op a quattro giocatori  - zero lag e matchmacking assente - e un'azione ricca di bivi sfiziosi, segreti da scoprire e obiettivi da raggiungere (quelli per sbloccare gli extra in game, non solo gli Obiettivi/Trofei!). Una struttura che scimmiotta gli action-RPG, offrendo un'inventario ricco di oggetti e una crescita del personaggio, ma che rimane, alla fin fine, un robusto rivale di Golden Axe, con (ab)uso di steroidi.

In breve, tutto quello che ci vuole per un videogiocatore D.O.C. dopo una giornata di duro lavoro, o di sfrenato shopping con la moglie/fidanzata. Capcom, al solito, gioca a carte scoperte: sa quel che vogliamo e ce lo da senza il minimo sforzo aggiuntivo. Siete nerd? Modalità cabinato, con visione isometrica, riflesso su schermo e scanline da monitor d'annata. Siete meno "schizzinosi" o avete un televisore enorme che vi permette di contare distintamente i singoli pixel? Ecco che accorrono i sempreverdi "filtri", la cui sola parola suscita prurito, eczemi, dermatiti e alopecia nei veri puristi dei coin-op.

Insomma, tra varie opzioni video e audio, i nuovi obiettivi da raggiungere, il multiplayer caciarone e la nostalgia canaglia, l'ultima raccolta Capcom fa nuovamente leva su noi poveri videogiocatori della generazione "enta e anta", anche se non mancano virtuosi rampolli, pronti ad essere svezzati dall'apocrifa divinità videoludica: la Madre-Capcom-dalle-cento-Mammelle.

Ho scaricato Dungeons & Dragons: Chronicles of Mystara  dal Live Arcade tramite un codice fornitomi dal produttore. Ho completato i giochi centellinando i minuti, tra personaggi diversi, multiplayer, sfide extra e puro button mashing, per una quindicina di ore abbondanti. La sua natura arcade, tuttavia, lo rende virtualmente eterno.

Voto: 7,5

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