Dungeon Hunter: l'hack'n'slash a peso d'oro

Che bello (avranno pensato in molti), un action-GdR nella lineup di lancio di PS Vita. In effetti, tra action-adventure, action-stealth e action duri e puri una bella capatina in territori cari a Diablo e a Torchlight prometteva molto bene, senza contare che la serie di Dungeon Hunter su iOS ha raccolto dati di vendita impressionanti. D'altronde Gameloft non fa le cose a casaccio e, anche se il termine innovazione è del tutto bandito dalla sua politica aziendale, il publisher francese ha realizzato due validissimi emuli di Diablo, per poi buttare tutto alle ortiche con un terzo capitolo freemium di cui ancora oggi è difficile capire il senso. In mezzo c'è stato Dungeon Hunter: Alliance per PlayStation 3, riproposizione onesta (ma quanta noia!) della formula originale ancora oggi disponibile su PSN a 12,99 euro.

Quasi un anno dopo, Ubisoft riprende quel dignitoso hack'n'slash fantasy e ne fa uno dei titoli di lancio di PS Vita, aggiungendo alcuni controlli touch e rendendolo molto appetibile per tutti gli orfani dei vari Dungeon Siege: Throne of Agony, Untold Legends e Silverfall su PSP. Tutto bene, se non fosse per un prezzo letteralmente triplicato rispetto all'originale per PlayStation 3 e per una conversione tra le peggiori viste negli ultimi tempi. In pratica, per venticinque euro in più (qualcosa meno se lo si scarica dallo Store) si porta a casa lo stesso identico gioco visto lo scorso aprile, per di più non completamente touch come alcuni speravano. Le uniche concessioni al tocco si limitano infatti al “pinch to zoom”, all'attacco speciale della fatina (che funziona una volta si e tre no) e alla consultazione della mappa. Una magra consolazione, se pensiamo agli esordi della serie sui display touch di iPhone, ma a parte questo i controlli funzionano sufficientemente bene, anche se lo stick destro non controlla la telecamera (che rimane infatti fissa), bensì il posizionamento dell'inseparabile fatina.

Non bastasse lo scotto del prezzo triplicato, Gameloft ha realizzato una conversione da PS3 davvero scadente. I caricamenti sono troppo lunghi (senza un vero motivo) e il frame-rate è da mani nei capelli; i microscatti sono evidenti anche quando ci si muove senza combattere, ma le cose peggiorano notevolmente nelle battaglie con i boss, che solitamente vedono coinvolti anche decine di nemici più deboli. Qui si raggiungono livelli francamente imbarazzanti per una qualsiasi console portatile (figurarsi per una quad-core come PS Vita), e tutto ciò senza ottenere in cambio chissà quale prelibatezza grafica. Anzi, i colori sono poco saturi e troppo chiari e il mondo di gioco ha un'aria di perenne "sfocatura" che rende il tutto poco incisivo e slavato. Che dire poi delle collisioni? Quando si è circondati da sei o sette nemici non si capisce nulla e si continuano a dare mazzate alla cieca, che spesso e volentieri non vanno nemmeno a segno. La trama inoltre è quanto di più banale ci possa essere in un action-GdR, i personaggi tra cui scegliere sono solo tre e per nulla modificabili (Ladro, Guerriero, Mago), del doppiaggio e del crafting nemmeno l'ombra e a volte si fa fatica a trovare sulla mappa le indicazioni per le quest secondarie.

Un disastro completo? Non proprio, visto che il gioco mantiene comunque una certa dignità da hack'n'slash duro e puro. Anche se rimane un titolo estremamente ripetitivo, Dungeon Hunter: Alliance ha infatti dalla sua una buona completezza nello sviluppo del personaggio, con il classico punto da spendere al passaggio di ogni livello e un gameplay sufficientemente personalizzato a seconda dell'alter ego scelto. Gli amanti del looting hanno inoltre a disposizione un mondo pieno di oggetti e armi da raccogliere, anche se su questo versante si è visto di meglio e i veri "tesoretti" sono decisamente rari da trovare. La longevità è un altro punto a favore del gioco, con le sue 10/15 ore tra quest principali e secondarie che ,soprattutto all'uscita su PS3 lo scorso anno, ne avevano fatto uno dei titoli più longevi mai sbarcati su PSN. Chi poi non ha mai affrontato un hack'n'slash si troverà di fronte a un titolo quanto più indolore possibile.

Non c'è davvero l'ombra di tattica o strategia in Dungeon Hunter: Alliance; tutto infatti si limita a un forsennato “button mashing” e al consumo continuo di pozioni per la salute e il mana, che per semplificare ulteriormente gli sviluppatori hanno raggruppato in un unico item (gli appassionati del genere rabbrividiranno, ma tant'è). Non va infine dimenticato il multiplayer online e in locale. Ho potuto provare solo il primo e solo a sprazzi, visto che la connessione andava e veniva continuamente; se però il tutto migliorerà come stabilità e velocità, affrontare la Campagna con altri tre giocatori aumenterà leggermente il divertimento, seppur aumentando la confusione su schermo, che a tratti diventa quasi micidiale. Alla fine non si salva molto, e se proprio volete fraternizzare con la serie recuperate i primi due titoli per iOS e Android: costano un decimo di questo, sono molto più fluidi, meno problematici e offrono una vera e totale esperienza touch.

Una vera delusione questo hack'n'slash, parente (molto) povero di Diablo con cui Gameloft tenta l'assalto a PS Vita, dimenticandosi però di come andrebbe fatta una conversione degna di questo nome. Il frame-rate fa gridare allo scandalo, il comparto grafico è molto sotto tono, i bug non mancano e come ciliegina sulla torta il costo è del tutto ingiustificato, visto che si tratta dello stesso identico gioco pubblicato lo scorso anno su PlayStation 3 a un terzo del prezzo. Qualcosa qua e là si salva (longevità, potenziamenti, grande semplicità per i neofiti, multiplayer), ma dopo essermi sorbito una decina di ore nel mondo di Gothicus ho sentito l'irrefrenabile desiderio di riaccendere la PSP e rigiocarmi Dungeon Siege: Throne of Agony. Vorrà pur dire qualcosa?

Voto: 5

Per "carità", ascoltate quello che ha da dire Ian Livingstone.

Lumines Electronic Symphony: il primo must buy per Vita?