Dopo trent'anni se ne va Computer & Video Games

"Trenta" di cui almeno la metà come sito Internet, ma fa niente. Il punto è che un'altra testata si avvia sul viale del tramonto per i soliti motivi. Cioé: ristrutturazione da parte dell'editore per manifesto calo di pubblico e immancabile siluramento di quasi tutti i dipendenti. Come ricorderanno i più anziani, C+VG era attivo dagli anni '80 sottoforma cartacea in Inghilterra, con un breve exursus italiano (ma anche italiota) nei primi anni '90. Che poi molti articoli fossero fin troppo pieni di vaccate fa parte dello stile "vintage" dei vari Zzap! e compagnia. Ma negli ultimi tempi, in forma elettronica, Computer and Video Games (mai scritto per esteso se non nelle ricorrenze) era tornato tra i pesi massimi del settore. Se non per numero di lettori, certamente per puntualità e qualità dei contenuti.

Se non altro, l'addio di C+VG riafferma i concetti che avevo espresso ormai quasi tre anni fa su queste stesse pagine. Se non avete voglia di leggervi tutto il pezzo, qui sotto c'è un estratto messo lì per "puro vanto-barra-pigrizia-barra-te l'avevo detto".

Forse, il pubblico di oggi si merita la stampa che c’è, e viceversa. Ed entrambi hanno una specie di rapporto simbiotico tra di loro: senza hype non c’è attenzione, non importa che poi sia negativa o più spesso il genere di critica del tutto campata in aria. [...]Visto e considerato che sempre più spesso una recensione non è seguita dall’acquisto del gioco, ma dalla lettura di altre recensioni ed eventualmente dalla solita mega-discussione su qualche forum, al solo fine di prevalere virtualmente sugli altri. E il gioco magari lo si acquista più avanti, solo usato o solo quando è sceso di prezzo (e le statistiche sul crollo verticale del nuovo ce lo indicano chiaramente).

Qualcuno dirà: ci sono così tanti siti...uno in meno non fa differenza. La differenza è che gli altri sono ancora lì, mentre questo no.

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