Doom 3 BFG Edition: John Carmack ci toglie gli occhiali da sole

Doom e la sua storia, l'evoluzione degli FPS, l'impatto sull'universo del videogioco, il difficile passaggio da PC a console. Migliaia di linee di testo sono state scritte sulla nascita e la trasformazione di questa serie. Ma i lettori di Outcast, nel loro essere fieramente borderline, amano andare dritto al sodo, senza passare per oziose lezioncine di scuola videoludica. Doom 3, uscito nel lontano 2004, e quindi ben otto anni fa anni fa, viene riproposto ora con grafica ottimizzata, 60 FPS e supporto 3D.

Inoltre abbiamo l'espansione Resurrection of Evil, più otto livelli inediti: The Lost Missions. A chiudere il ricco pacchetto, sono presenti il primo e il secondo episodio, con relative espansioni e nessun ritocco grafico, rifulgendo, quindi, in tutta la loro pixellosa maestà. Omaggio gradito, quest'ultimo, per i possessori di PS3, probabile doppione per quelli di Xbox 360, i cui titoli erano già in vendita nel loro store online. Senza cercare di aggirare il discorso con lunghe disquisizioni sul rammollimento del giocatore odierno, è necessario render noto che il titolo è pensato appositamente per le console. Dai controlli ammorbiditi ai checkpoint, dalla difficoltà notevolmente abbassata alla torcia utilizzabile insieme alle armi. Soprattutto quest'ultimo aspetto ha scatenato le ire delle varie comunità sul web. Fonte di pathos ed atmosfera, alternare quella piccola fonte di luce alle varie armi, rappresentava - secondo molti - uno dei punti focali della giocabilità.

Altrettanti, però, si lamentarono di quanto il gioco fosse profondamente macchinoso, seppur realistico, in quel continuo alternarsi tra attacchi e illuminazione. Ovviamente ciò rendeva il titolo più atmosferico e spaventoso, ma anche frustrante e scomodo. Benché le due scuole di pensiero rivendicassero a gran voce, e in egual misura, la loro posizione, solo l'eco della prima è giunta fino al 2012, e ora la luminosissima torcia attivabile in qualunque momento appare quasi come una blasfema distruzione del fattore horror. Che tutto il gioco abbia subito uno "schiarimento" grafico è innegabile. Ad avvalorare la tesi, sono immediatamente fioccati i classici filmati comparativi, pronti a spiattellare la triste verità.

Nonostante lo sdegnoso scempio, basta diminuire la luminosità nelle opzioni per raggiungere un discreto compromesso con l'aspetto originale. Certo, la torcia in dotazione nella versione BFG è molto più potente, ma sempre in proporzione alle impostazioni. Nessuno dice di camminare al buio, ma una quindicina di tacche in meno alla luminosità possono fare più di quanto si creda. In ogni caso, la luce a spalla è una precisa scelta di game design, avvalorata dalla mancata possibilità di eliminarla. Francamente, sarebbe stato più saggio inserire un'opzione apposita, proprio in virtù dei pareri che spaccarono in due la comunità del 2004, ma ciò che aleggia nelle menti dei game designer rimarrà sempre un mistero per noi semplici giocatori.

Doom 3 BFG edition eredita alcune routine del motore poligonale di Rage, con immenso rammarico dei possessori PC. Il titolo, però, pur essendo disponibile per home computer, è chiaramente inferiore alla versione originale, arricchita da anni di MOD, che l'hanno resa esteticamente un piccolo gioiello. Come detto, questa riedizione è fatta su misura per le console. Tutto è ammorbidito, edulcorato e facilitato, quindi gli hardcore gamer - qualunque cosa voglia realmente dire - smanettino subito nelle opzioni per alzare la difficoltà al massimo e diminuire notevolmente la luminosità. Nonostante le texture spesso elementari e la spigolosità dei personaggi umani, i 60 FPS giovano all'occhio e alla mano, rendendo gli scontri vecchia scuola molto godibili. I primi Doom, pur conservando una forte carica ludica, hanno senso solo per qualche sfida in multiplayer, mentre le due espansioni aggiunte si rivelano un po' troppo brevi e votate al riciclo. Il divertimento quindi non manca, nemmeno online, dove le immancabili sfide Deathmatch, Cattura bandiera e altre vi intratterranno quel paio d'ore per cui sono state concepite. Uno stiracchiamento della longevità che non soppianterà mai i classici del genere, ma che oramai è immancabile per qualsiasi titolo pubblicato. Assente ingiustificato il co-op, presente invece sulla prima Xbox.

Insomma, John Carmack ha voluto dare due colpi al cerchio (le console), fregandosene bellamente della botte (i PC) e proponendo un titolo ritagliato su misura del videogiocatore odierno. A seconda di come analizziate la cosa, questo è il più grande difetto, o il miglior pregio di Doom 3 BFG edition. Tecnicamente obsoleto, seppur gradevole soprattutto grazie alla fluidità, il titolo id Software risulta ancora divertente, nella sua struttura al limite del semplicismo. Non un ritorno in pompa magna, quindi, ma un gioco sufficientemente appetibile per i possessori di console. In attesa di un Doom 4 multipiattaforma, ovviamente.

Ho scaricato la versione PS3 dallo store USA. Provando un odio atavico per gli speed runner e tutto ciò che li circonda, ho concluso il gioco ad hard in 12 ore abbondanti, incluse le due espansioni, qualche puntatina online e una ripassata ai primi due capitoli originali. La versione download americana contiene solo la lingua inglese. Quella italiana è interamente localizzata.

Voto: 6,5

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