Dieta obbligata per Crytek, che chiude in USA e UK

I soldi continuano a essere un problema per Crytek, che ha ceduto il marchio Homefront a Deep Silver/Koch Media e interrotto quasi totalmente le attività delle sue sezioni americane, ridotte a supporto tecnico per il motore CryEngine. Per i due lettori che aspettano con ansia Homefront: The Revolution, va detto che gli sviluppatori restano quelli di prima (meno qualche esule) solo con un nuovo nome: Dambuster Studios. Cercando di limitare i danni nel modo più scontato di tutti la stessa Crytek ha iniziato a distribuire i soliti comunicati sulla linea del "tranquilli, va tutto bene". Questo annuncio, ad esempio, presenta il caos attuale come una semplice ottimizzazione del business. Stando a  Game Informer, invece, sono stati ottimizzati sopratutto i posti di lavoro, via licenziamenti o gente che se n'è andata via a causa dei soliti stipendi non pagati.

A occhio, i tempi del primo Crysis sembrano lontani anni luce ma non è detto che tornare alle piccole dimensioni originali non possa far bene al team di Cevat Yerli.

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