Diablo III non accetta le critiche

La libertà di critica è un diritto sacrosanto, l'importante è avere la capacità di proporre delle argomentazioni solide e non limitarsi alla sterile provocazione, in gran parte dei casi controproducente. Nei giorni scorsi David Brevik, uno dei creatori della serie di Diablo, ha espresso legittime perplessità nei confronti del terzo capitolo della saga, dichiarazioni prive di qualsiasi malizia. Per quanto il rapporto di collaborazione con Blizzard si sia concluso da tempo, l'ex designer non ha alcun risentimento nei confronti del suo vecchio datore di lavoro. Le parole di Brevik sono rimaste indigeste a più di qualcuno, scatenando su Facebook una sorta di “dagli all'untore”, una verbale caccia all'uomo senza quartiere. In prima linea ci sono i diretti interessati, capitanati da Jay Wilson, il quale non le manda a dire e brevemente invita l'ex collega a dirigersi verso un paese non meglio precisato. Un atteggiamento infantile e totalmente immotivato, destinato a generare un fiume di polemiche.

L'incapacità di sostenere un confronto civile e maturo è la prova concreta dell'arroganza di alcuni addetti ai lavori, allergici a qualsiasi tipo di feedback che non sia positivo. Un atteggiamento inutile e irritante, alla fine persino controproducente dal punto di vista della comunicazione d'immagine.

Fonte: StrategyInformer

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