Day of the Tentacle Remastered, il Tentacolo Viola è tornato

Day of the Tentacle Remastered, il Tentacolo Viola è tornato

Ci sono cose che non ti aspetti e che mai ti immagineresti. Ecco, parlare qui, nel 2016, di Day Of The Tentacle è sicuramente una di queste. Della ottima e prolifica serie di avventure di LucasArts (prima Lucasfilm Games), due in particolare sono custodite nel mio cuore di videogiocatore nerd: Zak McKracken and the Alien Mindbenders e, appunto, Day Of The Tentacle (da ora in poi DOTT). Non so perché Maniac Mansion, l'episodio di cui  DOTT è il sequel, non sia lì, nello stesso club, a scherzare e ridere con le altre due, ma è così, non ci posso fare nulla, e sì, per quanto abbia apprezzato scorrazzare per i mari dei Caraibi, anche la saga di Monkey Island non raggiunge nella mia classifica personale gli alieni con la maschera alla Groucho e il temibile Tentacolo Viola. È ovvio che non posso essere la persona più oggettiva del mondo nel parlare di DOTT,  non a caso il Podcast del Tentacolo Viola porta il nome che porta, ma è anche vero che non mi era più capitato di rigiocare interamente l'avventura prima dell'uscita di questa versione remastered e, come si sa, a volte quello che ricordiamo è molto molto meglio della cruda realtà.

Per fortuna, togliamo qualsiasi imbarazzo di torno, con DOTT, Double Fine ha compiuto la magia che non è le è riuscita con Grim Fandango, ovvero ha tirato fuori dal cilindro (o dal Cron-O-binetto) un gioco con un impianto tecnico incredibilmente fedele all'originale ma allo stesso tempo pulito, coloratissimo e al passo con i tempi. Il temuto momento "o mio Dio ma io davvero giocavo a 'sta roba", quindi, non c'è stato.

Eccoci pronti a cambiare la storia americana.
Eccoci pronti a cambiare la storia americana.

Come è accaduto per le special edition di Monkey Island (che a mio avviso tradivano e non poco il design originale), anche qui è possibile passare in tempo reale dalla versione odierna a quella del 1993, premendo semplicemente un tasto. Grazie a questa opzione, che non solo ci fa tornare alla spettacolare pixel art del tempo ma modifica anche la colonna sonora, riproponendo il mitico sistema iMuse (le musiche sono le stesse, solo ora con una qualità superiore), diventa possibile apprezzare quanto DOTT fosse un capolavoro artistico fuori da ogni parametro già allora ma anche l'amore che è stato profuso per creare la versione remastered.

Nella trasformazione, per ovvi motivi, oltre alle modifiche "tecniche" sono state implementate anche delle novità nella gestione delle azioni, che rendono l'avventura godibile anche da parte di un pubblico non avvezzo al sistema SCUMM e che in parte velocizzano alcune meccaniche di gameplay.

Il mitico sistema di interazione con l'ambiente circostante, infatti, nella versione remastered non è più contemplato, anche perché l'intero schermo è occupato dall'avventura, essendo ora tutto in 16:9, ma è stato sostituto da un metodo che comunque riesce a riproporre tutte le opzioni dell'originale in una maniera più semplice e intuitiva. Mentre con lo SCUMM avevamo sotto la schermata del gioco l'elenco di verbi e gli oggetti nell'inventario, ora è possibile interagire con l'ambiente semplicemente cliccando con il tasto destro del mouse sull'oggetto di interesse (tutti gli oggetti con cui possiamo interagire vengono "etichettati" quando ci passiamo sopra con il cursore) e selezionando una delle icone che appaiono al momento. Apri, chiudi, usa, parla, esamina e tutte le altre azioni sono gestite così, mentre l'inventario è richiamabile cliccando in basso a sinistra dello schermo. Anche con gli oggetti dell'inventario è possibile effettuare tutte le azioni previste nella stessa maniera, oltre a combinare vari oggetti.

Questo metodo permette di risparmiare molti clic, che in un'avventura nella quale si passa l'80% del tempo a provare combinazioni assurde è, oggettivamente, una gran bella cosa.

Il nuovo metodo di interazione con l'ambiente è semplice e intuitivo.
Il nuovo metodo di interazione con l'ambiente è semplice e intuitivo.

Mi sono reso conto, arrivato sino a qui, che non ho speso neanche una parola sulla trama di DOTT. Pur rendendomi conto che è un po' come raccontare cosa succede in Star Wars o nel Vangelo, è anche vero che molti o non ci hanno giocato al tempo perché erano stati rapiti dgali alieni o sono nati dopo il 1993, e quindi un minimo di riassunto è, ahimè, doveroso.

Tralasciando gli accadimenti raccontati in Maniac Mansion, DOTT narra le avventure di un trio di amici bizzarri, Bernard, Hoagie e Laverne, che vengono avvertiti dal Tentacolo Verde che il suo quasi gemello Tentacolo Viola è impazzito e ha ordito un piano malefico per il dominio del mondo. Ovviamente qualcosa va storto e in un attimo i tre amici si trovano in tre epoche temporali diverse, obbligati ad interagire tramite dei gabinetti "temporali" (i Cron-O-binetti appunto) per uscire dalla bislacca situazione e salvare il mondo.

Laverne in tutta la sua lucida follia.
Laverne in tutta la sua lucida follia.

Ma la domanda che alla fine è necessario porsi è: dopo ventitré anni, DOTT è ancora giocabile? È un'avventura godibile o i quasi cinque lustri l'hanno resa un cimelio del passato? La risposta d'istinto è no, il tempo passato non ha intaccato in nessun modo la verve e la genialità delle avventure di Bernard e soci, ma in realtà bisogna comunque tener conto del fatto che DOTT è figlio della sua epoca, un'avventura con enigmi spassosissimi ma spesso sconclusionati (ah, il criceto), che obbligano il giocatore a provare e riprovare molte combinazioni per poter arrivare alla fine a "cosa devo fare con quei due oggetti?".

Quello che non è cambiato è l'umorismo surreale dei dialoghi e anche delle azioni da compiere. Giocare con il pargolo di sette anni di fianco è stata un'esperienza molto interessante e divertente. Vedere che molte delle battute lo facevano sbellicare dal ridere è stato curioso, mai mi sarei immaginato che una generazione abituata a certi standard di divertimento videoludico potesse apprezzare un'avventura di vent'anni prima, e sono rimasto stupito quando, in un paio di occasioni, mi ha suggerito lui cosa fare con gli oggetti a disposizione. Tutto questo per dire che, per quanto appunto si tratti di un gioco "vecchio", l'umorismo, la genialità sono rimasti cristallini anche ai giorni nostri.

Day Of The Tentacle Remastered è quindi straconsigliato a tutti, soprattutto a quelli che apprezzano le avventure, hanno voglia di diventare un po' pazzi con gli strambi enigmi e di farsi quattro risate con un gruppo di personaggi splendidi.

frechete

Ho giocato a Day of The Tentacle Remastered grazie ad un codice Steam gentilmente inviatomi dal publisher. Per ri-completare l'avventura di Bernard e soci ho impiegato circa quattro ore abbondanti, un tempo infinitesimo rispetto a quello che avevo impiegato al tempo dell'originale, solo perché mi ricordavo il 90% degli enigmi. Ho iniziato nuovamente il gioco con il commento degli sviluppatori, una vera chicca per gli attempati fan come me. Il gioco è completamente localizzato in italiano per quanto riguarda il testo e i sottotitoli (anche del commento di Schafer e soci), mentre il parlato è in inglese (o tedesco, se preferite). Da non dimenticare che, come nel 1993, usando il PC all'interno di una delle stanze dell'albergo è possibile giocare all'originale Maniac Mansion (questo senza miglioramenti di sorta).

Ludophìlia # 50 – Arrosticini??! Frechetimpetto!!!

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Un solo grido dal popolo dei videogiocatori: "Je suis Adinolfi"

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