Damage control per Dead Space 3

Ci risiamo. La storia si ripete e, come già era accaduto ai tempo dell'annuncio di Dead Space 2 ("Ci sarà più azione!" ---> "No, no, tranquilli, non vi agitate, sarà comunque un Dead Space horror e d'atmosfera!"), anche questa volta Electronic Arts ha presentato il nuovo episodio della sua serie horror in una maniera che ha fatto scatenare il panico nell'internet. Panico, peraltro, magari frettoloso (in fondo si è visto relativamente poco e, come sempre, tutti parlano senza aver giocato), ma certo giustificabile, considerando che la demo si è concentrata su co-op, spazi aperti e azione, ovvero tutto ciò che i fan di Dead Space non vorrebbero. Frank Gibeau, presidente di EA Label, nel corso di una lunga intervista rilasciata a CVG e dedicata all'attività di EA a tutto tondo, ha preso di petto la cosa, cercando di gettare acqua sul fuoco con un commento che potrebbe rivelarsi benzina.

In ogni Dead Space EA vuole raccontare una nuova storia con protagonista Isaac e aggiungere feature. Il multiplayer competitivo del secondo episodio è stato un tentativo che non ha convinto i fan, ora ci provano con la co-op, un'idea che nasce dal divertimento che si può trarre nell'andare a guardare un film horror insieme a degli amici. Ciò non toglie che non possono certo permettersi di allontanarsi troppo dai toni horror e splatter tipici della serie: "Non vogliamo certo far incazzare i fan" (traduzione più o meno letterale). La presentazione dell'E3 2012 si è concentrata sui botti spettacolari e sulle novità, ma nei prossimi mesi mostreranno ambienti e situazioni decisamente più affini al solito Dead Space.

Insomma, fino a qui tutto bene: si continua a battere sul percorso del "queste sono le novità, ma si integreranno con quel che vi piace del gioco". Certo, poi uno può anche non crederci, ma bisogna pure dar loro atto che si sono comportati in questo modo fin dal primo Dead Space: quando lo mostrarono all'E3, fiera nella quale ha comunque senso dare spazio ai toni spettacolari, puntarono sulla sezione dell'idroponica, vale a dire quella forse più action dell'intero gioco, con necromorfi che saltavano fuori dalle fottute pareti.

Il problema vero arriva nella parte finale della sua risposta su Dead Space 3, quando Gibeau menziona un concetto che non bisogna mai citare pena taglio della lingua: l'obiettivo è di dare a Dead Space un appeal in grado di raggiungere un pubblico più ampio. Perché ci si possa permettere di continuare a investire i budget necessari per un gioco di questo genere, bisogna vendere attorno ai cinque milioni di copie. E quindi adesso EA si trova fra l'incudine e il martello: vuole ampliare il pubblico della serie, è convinta di poterlo fare, ma vorrebbe anche evitare di alienarsi il suo pubblico.

Il concetto, sia chiaro, è semplice e difficile da contestare: per sviluppare di giochi di questa portata servono le svanziche, poco da dire. Ciò non toglie che un fan, sentendosi dire "ti stravolgiamo il gioco perché vogliamo vendere di più" si senta cornuto e mazziato, inizi a sbavare e ciao. Le risposte definitive, come sempre, le avremo all'uscita del gioco, prevista su PC, Xbox 360 e PlayStation 3 per febbraio 2013.

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