Cinquepercinque #1 - Il finale di Mass Effect 3 e le decisioni di EA e Bioware

Cinque domande per cinque persone, con l'intervento bonus di qualche nostro lettore. Perché a noi di Outcast gli argomenti forti piace affrontarli così: facendo un gran casino. Riassunto delle puntate precedenti. Bioware ha pubblicato Mass Effect 3. Mezza Internet non ha troppo gradito il finale e ha montato su una protesta che levati. Ray Muzika ha rassicurato tutti con una lettera aperta in cui diceva che avrebbero ascoltato la loro utenza. L'altra metà dell'internet s'è incazzata perché il finale non si tocca e l'integrità dell'opera e siete matti. Electronic Arts e Bioware hanno annunciato un contenuto scaricabile gratuito che aggiungerà elementi al finale. Tutti contenti? Ho pensato di chiederlo attraverso cinque domande a cinque diversi membri (termine scelto non a caso) della cumpa di Outcast, infilandoci nel mezzo anche qualche risposta da parte dei nostri utenti. Benvenuti all'esordio di Cinquepercinque, la nostra centododicesima rubrica, brutalmente copiata da altra gente che però non parla di videogiochi e quindi mi sento autorizzato.

Insomma, 'sto finale di Mass Effect 3 è davvero brutto come dicono?

Ugo Laviano, caporedattore di Nintendo Rivista Ufficiale: Come dice chi? La minoranza rumorosa, il manipolo di unni dell'Intertron? Sarebbe interessante capire qual è la percentuale reale a cui non è piaciuto un granché, a quanti ha fatto cacare a spruzzo e quanti l'abbiano trovato passabile e magari se ne son stati tranquilli. Personalmente l'ho trovato un po' frettoloso su alcune cose, ma non mi è dispiaciuto.

Davide Tosini, caporedattore di The Games Machine: Io non lo ho particolarmente apprezzato, eppure sono sereno a sufficienza per dire che per me va bene così. Niente rant, niente whine: le 90 ore che ci sono state prima, per portare a termine i tre giochi, sono state fantastiche. E no, non è un finale mostruosamente brutto. È atipico, non te lo aspetteresti: forse è questo che ha spiazzato un po' tutti, oltre al fatto che risulta poco chiaro e c'è qualche incoerenza con quanto ci hanno raccontato negli episodi precedenti.

Alessandro De Luca, ci recensisce gli MMO: Sì, anche peggio. È brutto per tantissimi motivi, ma soprattutto per uno in particolare: Bioware ha tradito se stessa e i suoi clienti. Aveva promesso che tutte le decisioni che avevamo preso nel corso dei tre episodi avrebbero avuto il loro peso nel finale, che avremmo avuto totale libertà di scelta e ci sarebbero stati finali differenti. Invece non abbiamo avuto niente di tutto questo e ci siamo ritrovati con un polpettone tricolore senza senza capo né coda.

Luca Forte, veste Adidas: Più che brutto, direi deludente. Dopo aver preso decisioni che hanno determinato il destino dell'universo, essere conditi via con una manciata di filmati pressoché identici nella forma - spesso cambia solo il colore del retino sovrapposto - nei quali non vi è ombra delle decisioni prese in precedenza, brucia. Sembra tutto molto affrettato e non chiude tutte le questioni lasciate irrisolte, anzi. Per esempio la scena della Normandy sembra appiccicata lì a caso, un po’ per giustificare i prossimi capitoli. Di contro mi è piaciuta invece la parte del "pastore", con la quale giustificano i prossimi DLC.

Fabio Bortolotti, suona col Game Boy: No. Però sono un tipo che tende a farsi coinvolgere dalla narrazione e dalla volontà di chi scrive, e raramente mi è capitato che un libro o un videogioco mi abbiano deluso con un finale. Ho giocato? Sì. Mi sono divertito? Sì. Il finale ha chiuso la storia, lasciandomi con il giusto equilibrio tra risposte e domande aperte, per stuzzicarmi la fantasia? Sì. Detto questo, credo molto nel diritto di uno scrittore/artista/whatever di concludere come vuole le sue storie. In quel caso, insomma, penso che sia io a dovere capire lui, e non lui a interpretare i miei desideri. Altrimenti sarebbe prevedibile, e farei prima a scrivermele da solo, le trilogie fantascientifiche. Ma volete mettere che sbattimento?

Risposta bonus dal forum - Auron: Mi ha coinvolto, fino all'ultimo istante. Certo è che lascia spiazzati, basiti, increduli, confusi. Un po' tutto questo. Un mix di sensazioni che ti invogliano, però, a capire, ad avere risposte. Quindi il forum diventa fondamentale. L'opinione di tutti è rilevante. Ci si confronta, ci si domanda e ci si risponde. E, alla fine, ne esce fuori un quadro abbastanza definito ed entusiasmante, che pone la conclusione sotto una luce più chiara, anche se non del tutto compresa o comprensibile. Dico, però, che gli sviluppatori avrebbero potuto narrarlo in modo meno criptico e complesso, sicuramente.

Secondo te è giusto che i giocatori PRETENDANO che Bioware e EA cambino il finale?

Ugo Laviano, caporedattore di Nintendo Rivista Ufficiale: AHaHahahahah manco per niente, ma che siamo in seconda elementare? Si può non apprezzarlo, si può anche odiarlo, si può anche decidere di non comprare più nulla targato EA per disgusto, ma pretendere che Bioware, EA o chi per essi DEBBA modificare il finale perché a te non è piaciuto è un po' la morte della libertà d'espressione. Si può chiedere e sperare, non certo pretendere.

Davide Tosini, caporedattore di The Games Machine: Secondo me, pretendere di riscrivere il finale della storia di qualcuno è una sciocchezza. Pretendere che sia lo stesso autore a farlo è pesce il doppio. Se non apprezzi un gioco, o una parte di esso, il modo migliore che hai per protestare è non acquistare il prossimo prodotto di quella software house, non certo battere i piedi per terra perché scrivano la storia che piace a te.

Alessandro De Luca, ci recensisce gli MMO: No, per niente. È giustissimo che si lamentino nei limiti dell'educazione e della civiltà, del resto sono clienti prima di essere giocatori, ma non hanno nessun diritto da far valere in questo caso. Bioware e EA non hanno violato nessuna legge, a parte quella del buon gusto, e non sta scritto da nessuna parte che le aziende accontentino sempre e comunque i propri clienti. Pretese del genere sono solo deliri di onnipotenza, amplificati dall'Internet e dalla facilità con la quale è possibile, al giorno d'oggi, fare presente la propria opinione su qual si voglia argomento.

Luca Forte, veste Adidas: Assolutamente no. Col dovuto rispetto, è come se andassi da Dante e gli dicessi che, essendo il Paradiso meno bello dell'Inferno, è tenuto a riscrivermelo.

Fabio Bortolotti, suona col Game Boy: No. Internet è una creatura meravigliosa, capace di dare voce alla gente, ma è anche un bamboccio immaturo. A volte ti mostra la sua bellezza con robe tipo Kickstarter, ma altre tira fuori il suo lato nutelloso con proteste come questa. Ogni protesta è legittima, ma quando si assumono toni come questo si rischia di passare, a priori, dalla parte del torto.

Risposta bonus dal forum - Deus: In linea di massima sarei fortemente contrario, ma in questo caso mi sento di fare un’eccezione. È Bioware per prima a mortificare da anni le sue presunte opere d’arte, spezzettandole e vendendole a tranci come il pesce al mercato. Prima i DLC di Dragon Age: Origins “pay-to-speak”, poi il DLC al day one dello stesso Mass Effect 3, con un compagno, un Prothean per giunta, venduto a parte. In un quadro simile, discorsi su arte ed integrità artistica non hanno ragion d’essere. Bioware sta vendendo un prodotto, e se il prodotto non è conforme alle aspettative degli utenti, allora quest’ultimi hanno tutto il diritto di fare le loro rimostranze e, a questo punto perché no, chiederne una modifica. E rientrerà nell'interesse di Bioware stessa far sì che i suoi clienti siano il più possibile soddisfatti.

Ti aspettavi la resa? Oppure pensavi (o speravi) che Bioware e EA avrebbero difeso l'integrità di quanto pubblicato?

Ugo Laviano, caporedattore di Nintendo Rivista Ufficiale: Non mi aspettavo nulla in questo senso: finché non arriva l'ingiunzione del Tribunale (e sarebbe stato delirante se fosse arrivata) non devono nulla a nessuno. Se poi hanno deciso comunque di allungarlo, per spiegare meglio alcuni elementi o altro, e se rimane una loro personale decisione (motivata dal rispetto per i fan, dalla convenienza, dal panico o quant'altro importa relativamente), non vedo cosa ci sia di male. Gli artisti modificano le loro opere un po' come credono da sempre, da Leonardo a Ridley Scott, e credo che sia un loro diritto poterlo fare quando e come vogliono. Non esiste una regola per cui, quando hai posato il pennello, non devi più azzardarti a prenderlo in mano per un ritocco. A noi rimane la scelta di usufruirne o meno.

Davide Tosini, caporedattore di The Games Machine: Mi immaginavo che Bioware tornasse sui propri passi. Ma speravo che questo non succedesse. Capisco che non sia una ONLUS e debba sempre avere bene a mente il profitto, ma difendere le proprie idee, le proprie storie, sarebbe stato decisamente meglio che piegarsi ai fan.

Alessandro De Luca, ci recensisce gli MMO: Non me l'aspettavo per niente. EA e Bioware non sono gli ultimi arrivati nel mondo dei videogiochi e i loro capi sono tutta gente che ha esperienza più che decennale nel campo. Pensavo che sarebbero stati in grado di gestire meglio questa emergenza, magari simpatizzando in qualche modo con le lamentele dei giocatori e manifestando sorpresa per le reazioni, ma rimanendo comunque saldi nella decisione che ha portato alla creazione di quel finale.

Luca Forte, veste Adidas: Sinceramente non mi aspettavo la resa, ma una difesa della “visione artistica” del team, nonostante penso sia dovuta alla necessità di chiudere in fretta i lavori. Credo/spero che il lavoro di EA sarà comunque quello di rendere più esplicito il loro messaggio, piuttosto che stravolgerlo. È un po' quello che ha fatto recentemente CD Project per The Witcher 2: con l'Enhanced Edition hanno deciso di inserire qualche minuto in più di cut scene che ha reso il tutto più fregno, non diverso.

Fabio Bortolotti, suona col Game Boy: Aspetterei a chiamarla "resa". EA e Bioware hanno la possibilità di dimostrare che ascoltano i fan, di lavorare un po' di più sul finale, e soprattutto di avere un secondo lancio pubblicitario, con gente e siti che torneranno a parlare del gioco a sei mesi dall'uscita, generando click, buzz, viralità e tutte queste stronzate. Tra l'altro, scommetto un caffè che l'intertron non sarà contento nemmeno del finale esteso...

Risposta bonus dal forum - Deus: Sì, me l’aspettavo. Credo lo intuiscano anche i sassi che l’universo di Mass Effect sia destinato ad espandersi ben oltre i confini di questo terzo capitolo. E i fan sono un tesoro. Nel senso letterale del termine: sono moneta deambulante. Lungi da Bioware dunque volersi alienare una simile fonte d’introito. Spiegata l’ottica quindi, la scelta di EA/Bioware non mi stupisce affatto, anzi era precisamente ciò che mi aspettavo. Anche perché è veramente compito improbo difendere qualcosa che non esiste. Sto parlando dell’integrità, ovviamente.

Credi all'ipotesi di complotto secondo cui avrebbero pubblicato apposta un finale pietoso per spingere gli inevitabili DLC?

Ugo Laviano, caporedattore di Nintendo Rivista Ufficiale: Mi pare una sciocchezza complottista da cappello di stagnola, vedo più probabile un lavoro frettoloso imposto dalle date di pubblicazione e dal publisher che magari ha lasciato amarezza anche agli sviluppatori. Il casino dei fan ha permesso di metterci una pezza postuma.

Davide Tosini, caporedattore di The Games Machine: No. Mi sembra una sciocchezza totale. E in Bioware sono tutto fuorché stupidi: possono propinarti un DLC inutile su un personaggio altrettanto inutile, ma difficilmente ti "staccano" un pezzo fondamentale della storia dal gioco vero e proprio.

Alessandro De Luca, ci recensisce gli MMO: Come disse il cardinale Mazzarino, a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Sono dell'idea che abbiano voluto creare un finale così aperto per lasciarsi più spazio di manovra possibile per eventuali DLC e seguiti. Difficile dire se sia stata una decisione artistica e creativa di Bioware o una economica e finanziaria di EA, ma poco importa.

Luca Forte, veste Adidas: No, anche perché lo offriranno gratis e ci impiegano troppo per svilupparlo (è previsto per quest'estate). Secondo me si sono preoccupati per le vendite che, dopo il boom iniziale, si sono letteralmente arrestate, anche per questo shitstorm. Dopo Amalur, Syndicate, Grand Slam Tennis e The Old Republic, in EA non hanno sicuramente bisogno di un ulteriore flop.

Fabio Bortolotti, suona col Game Boy: Sì. È il motivo per cui indosso un cappello di carta stagnola e digito rannicchiato in posizione fetale sotto la scrivania: i satelliti di EA mi stanno spiando nel cervello per capire che DLC sarei disposto a comprare. E poi una volta Peter Moore mi ha rapito con il suo UFO e mi ha impiantato una sonda che mi obbliga a comprare gli aggiornamenti di FIFA. Lo sapevate che ci sono prove inconfutabili che EA non è MAI STATA SULLA LUNA? Preferisco Hank Moody a Fox Mulder: niente teorie complottiste a casa Bortolotti.

Risposta bonus dal forum - Fashion: Non ci credo e spero davvero non sia così, credo in un idea iniziale geniale (e rischiosa) di Bioware, poi non riuscita al 100%. D'altronde il DLC sarà gratuito, avessero voluto lucrarci sopra sarebbe stato a pagamento. Qualche maligno potrebbe insinuare che sia stato pubblicato gratuitamente a causa delle innumerevoli proteste, ma io non credo. Alcuni membri del team, sul forum ufficiale, sono rimasti realmente sorpresi dal casino attorno al loro finale. Volevano si speculasse, ma probabilmente non a questi livelli, la cosa gli è sfuggita leggermente di mano. XD

Sei d'accordo con chi sostiene che cedere alle pressioni di una simile protesta crei un brutto precedente, perché dà troppo potere al pubblico e mette in una posizione più difficile chiunque altro, in futuro, dovesse pubblicare qualcosa che non viene apprezzato?

Ugo Laviano, caporedattore di Nintendo Rivista Ufficiale: Spero che chiunque altro deciderà da solo come regolarsi, ma non mi dispiace l'idea di un dialogo tra giocatori e sviluppatori, che già avviene da tempo sul fronte dei cambiamenti alle meccaniche di gioco (WoW, Call of Duty, League of Legends etc.). Certo, sul fronte degli aspetti "narrativi" il discorso è più delicato, ma sta ai singoli sviluppatori decidere come comportarsi. Insomma, non vuoi cambiare nulla del tuo gioco? Massimo rispetto. Vuoi cambiare qualcosa perché pensi sia migliorabile o vuoi fare felice un gruppo di fan? Massimo rispetto uguale. L'importante è che tu sia libero di fare un po' quel che vuoi.

Davide Tosini, caporedattore di The Games Machine: Sì, sono d'accordo sul fatto che questo precedente rischi di risultare scomodo per tutti: per i publisher e per gli utenti stessi. Siamo sempre qui a smaronarci sul fatto che il videogioco è una forma d'arte, e poi ci sono quelli che agitano i pugni in aria quando qualcosa non soddisfa le loro aspettative. È sbagliato. Bioware ha sbagliato. E l'errore più grave è stato quello di accettare di riscrivere il finale di Mass Effect.

Alessandro De Luca, ci recensisce gli MMO: Mi piacerebbe poterlo essere. Mi piacerebbe pensare che questo avvenimento genererà un maggiore rispetto per i clienti, cosa che negli ultimi tempi sembra essere andata persa, e nei videogiocatori una maggiore consapevolezza del proprio potere (che non sta su Twitter o sui forum, ma nel loro portafoglio), ma stiamo pur sempre parlando di un ambiente in cui ogni santa volta che si menzionano i DLC siamo tutti a dire quanto facciano schifo come concetto, come siano in realtà parti di gioco tagliate brutalmente in fase di sviluppo per essere poi vendute separatamente, e di compagnie che hanno la faccia tosta di giustificare la presenza dei DLC sul disco del gioco alla sua uscita come metodo per venire incontro alle esigenze dei giocatori e per facilitare loro la vita.

Luca Forte, veste Adidas: Decisamente, anche perché si troverà sempre qualcuno che non sarà mai contento del tuo lavoro. Già nel nostro piccolo è un delirio, per mezzo punto ti/si scannano per anni, figuriamoci su qualcosa che ha un bacino d'utenza molto maggiore e per la quale si spendono dei soldi. È come se andassi allo stadio, ma visto che il risultato della partita non mi è piaciuto, chiedessi di rigiocare gli ultimi minuti come dico io. Mi piacerebbe, ma la vita va in un altro modo, ognuno ha diritto di fare delle proprie opere quello che vuole, anche rovinarle (vero G.R.R. Martin?). Forse è meglio che certa gente se ne renda conto velocemente.

Fabio Bortolotti, suona col Game Boy: Come accennavo prima, non credo che EA abbia "ceduto" all'insistenza della protesta. Ha riconosciuto una buona occasione di marketing e ci è saltata sopra al volo. E poi, non capisco, perché è un brutto precedente? Se Bioware fa questa roba, non è detto la farebbe anche Obsidian. I cattivi precedenti li crea il pubblico supportando i DRM invadenti e strutture losche come gli Online Pass. Noi compriamo, loro capiscono che possono farlo e diventa la norma.

Risposta bonus dal forum - Fashion: Bella domanda, il rischio di creare un precedente nel settore è molto alto. E sarebbe un precedente molto pericoloso, gli utenti hanno il diritto di criticare, ma non possono pretendere cambiamenti radicali su opere d'intelletto altrui. Ricordo proteste molto forti per finali di vari film, serie televisive o libri, ma mai nessun cambiamento è stato apportato a queste opere. I videogame sono diversi? Per me non dovrebbero esserlo, dovrebbero avere il medesimo valore, i creatori di giochi dovrebbero dimostrare le medesime dignità e forza nel difendere le loro creazioni.

Valve e Apple assieme per conquistare il mondo?

Max Payne risorge su iOS al costo di un caffè e brioche