Broforce è tutta la 'Murica che ci piace

Broforce è tutta la 'Murica che ci piace

Ti piacciono gli USA? Credi che la pizza di Domino sia meglio di quella dei più rinomati pizzaioli napoletani? Ti piace il caffè lungo e desideri uno Starbucks al posto del bar sotto casa? Ti piace ingozzarti di hamburger e hot dog fino a crepare e vaffanculo Super Size Me che io l’insalata nel panino non la voglio che non sono mica una capra? Vai in giro con un cappuccio sulla testa dicendo “bitch”, “yo” e “bro” anche se abiti in provincia di Macerata? Pensi che I mercenari sia il punto più alto mai raggiunto dal cinema in ogni tempo? Vuoi fare l’ammericano ma sei nato in Italì? Difenderesti la tua casa e la tua patria tanto da comprarti un arsenale da tenere sotto la culla di vostro figlio? Odi i terroristi tanto quanto loro se ne fregano di te? E allora compra Broforce e difendi il mondo e l’America, che tanto sono la stessa cosa. Dalle scuderie – piene di metadone, evidentemente – di Devolver salta fuori, dopo tre anni di Accesso Anticipato, la versione definitiva e completa di Broforce, gioco tutta azione, proiettili, esplosioni, terroristi morti e fiamme. In poche parole, la versione in pixel di tutto ciò che sta alla base del concetto di ‘mmurica. God bless the.

Ogni Bro può arrampicarsi grazie a un utile coltello.
Ogni Bro può arrampicarsi grazie a un utile coltello.

Un manipolo di muscolosi uomini e donne di pixel ha il compito di esportare nel mondo meno civilizzato la pace e la democrazia. Quella nata in Grecia, ma cullata sotto il candido tetto della Casa Bianca, minacciata da terroristi e alieni probabilmente troppo invidiosi di tutto ciò che è bello, sano e quindi americano. Una colpa, la loro, da espiare a suon di piombo e dinamite in quello che è in tutto e per tutto un platform talmente pieno d’azione ed esplosioni da far impallidire anche Michael Bay.

Prendete tutti i vostri film d’azione preferiti, frullateli con tanti pixel squadratissimi e otterrete i membri della Broforce, fratelli di piombo, figli dell’America, accomunati dalle tre lettere B, R e O nel nome. RamBro, Brodator, Brochete e Brobocop sono solo alcuni dei Bro che potrete utilizzare nelle vostre missioni. Inizialmente solo un manipolo di questi è disponibile nel gioco, mentre gli altri sono tutti da sbloccare liberando i Bro prigionieri nei diversi livelli. Ogni soldato ha caratteristiche e attacchi speciali diversi, ovviamente ispirati alla sua provenienza. Il già citato Brochete è un abile lanciatori di coltelli, il Bro in Black è in grado di “sparaflashare” gli avversari per stordirli e Indiana Brones, ovviamente, fa grande affidamento sulla sua frusta.

C'è anche lui. AMMIRATELO!
C'è anche lui. AMMIRATELO!

Una delle genialate di Broforce, però, è la scelta di non permettere al giocatore di scegliere il proprio eroe preferito. Ad ogni partita, respawn o liberazione di ostaggio vi verrà affidato un Bro casuale, da padroneggiare al meglio per sopravvivere alle trappole e al piombo della feccia nemica. D’altronde, anche il peggior cittadino americano è migliore di un terrorista mascherato qualsiasi. Le missioni risultano quindi sempre varie e piacevolmente imprevedibili, anche quando giocando sarete “costretti” a utilizzare quel personaggio che proprio vi fa schifo.

Il vortice di citazioni cinematografiche, videoludiche e fumettistiche (ma tutte assolutamente molto macho e potenti) di Broforce è parte del divertimento di un platform d’azione ben realizzato e confezionato. Al di là del ritmo di gioco indemoniato e dei controlli sempre reattivi, è soprattutto il level design a brillare come un fuoco d’artificio nel cielo di Washington il 4 luglio. Nei brevi ma intensi livelli, quasi ogni elemento è distruttibile, permettendo così approcci creativi ed esplosivi di solito ignorati in giochi analoghi. La superficie del terreno è piena di mine? Basta far saltare in aria un po’ di terreno fino ad aprirvi un tunnel che conduca al punto da raggiungere. Non c’è limite alla fantasia distruttiva di un Bro che deve raggiungere il suo obiettivo.

Insomma, potrei continuare ancora per migliaia di caratteri nell’elencare le diverse modalità di gioco, molte delle quali in multiplayer sia locale che online, oppure rompervi gli zebedei su quanto, nonostante l’impianto decisamente classico, Broforce possa essere così gradasso e fracassone da risultare divertente come pochi. Ma non lo farò, perché le parole non sono sempre in grado di trasmettere certe sensazioni, specialmente quelle legate ai videogiochi.

C’è una scena del cinema più recente, però, che ci riesce benissimo. Quella poco prima delle battute conclusive del settimo episodio di Fast & Furious. No, non mi riferisco all’addio strappalacrime a Paul Walker, ma a quella precedente. Quella del “combattimento finale”. Quella con The Rock che spacca il gesso del suo braccio flettendo i muscoli, per poi rubare un’ambulanza con la quale salta da un ponte su un elicottero, ne ruba la minigun e comincia a sparare all’impazzata.

Ecco, quello è lo spirito di Broforce. Quello è lo spirito degli Stati Uniti d’America. Che dio li benedica. E benedica anche The Rock.

Ho giocato a Broforce grazie a un codice di Accesso Anticipato per Steam che si è digievoluto in una versione definitiva. America, America, grazie dell'opportunità. Dalle sue prime versioni ad oggi, ho giocato Broforce per circa una decina di goduriose ore, nelle quali ho visto uno splendido bambino diventare un magnifico e possente adulto. Ho alternato la divertente difficoltà Normal alla più piccante Hard, che al prezzo di qualche cristone sa dare un pizzico di soddisfazione in più.

Old! #133 – Ottobre 2005 (Prima parte)

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Chi non Zelda in compagnia, o è un Ganon o è una spia

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