Boardcast #66: Ancora non morti con Zombicide

Boardcast è la nostra rubrica dedicata al mondo dei boardgame. Ogni settimana vi raccontiamo un gioco diverso, parlando anche di eventuali versioni digitali e condendo il tutto con approfondimenti e notizie per curiosi e appassionati. OK, appurato che i giochi da tavolo basati su The Walking Dead non è che facciano proprio gridare al miracolo, eccomi qui a proporre una valida alternativa, casomai vogliate ritrovarvi nel bel mezzo di una sana zombi-apocalisse. Si tratta di Zombicide, boardgame ad alta concentrazione di non morti che appena un anno fa ha fatto parlare di se grazie ad un campagna su Kickstarter particolarmente di successo. Da qualche settimana il gioco è disponibile in edizione italiana ad opera di Asterion Press, facilmente acquistabile nei negozi di boardgame “nostrani” al prezzo di circa 70 euro. Una cifra piuttosto elevata, comunque giustificata dalla grande quantità di componenti presenti nella confezione.

Il gioco in tutto il suo splendore.

Aprendo una scatola di Zombicide, infatti, ci si ritrova per le mani una gran quantità di componenti di qualità, tra i quali spiccano ovviamente le miniature: sei per i malcapitati eroi che i giocatori possono impersonare - una diversa dall’altra - e ben sessantacinque feroci zombi divisi in diverse tipologie. Un esercito di plastica da schierare sul tabellone componibile per intavolare uno dei dieci scenari contenuti nel gioco: ce n’è un po’ per tutti i gusti, a partire dalla missioncina introduttiva da 20 minuti per arrivare a vere mini-epopee zombesche che possono sforare le tre ore.

Un dettaglio delle miniature.

Zombicide è un gioco cooperativo per 1-6 partecipanti in cui non c’è bisogno che qualcuno gestisca l’orda di zombi: un completo set di semplici regole permette agli zombi di agire in modo autonomo. Generalmente, uno scenario richiede ai giocatori di svolgere alcuni compiti, come ritrovare oggetti o raggiungere determinate sezioni della mappa di gioco, il tutto ovviamente con la costante di evitare (o eventualmente eliminare) gli zombi che sbucano un po’ ovunque. Zombicide ricorda molto le meccaniche di un videogame: ogni personaggio ha un proprio inventario con posti limitati per trasportare oggetti, una scheda con il proprio status e anche un’abilità speciale peculiare, senza contare che, aumentando la quantità di punti esperienza ottenuti eliminando zombi, è possibile addirittura potenziarlo ottenendo altre capacità.

La copertina del gioco.

La struttura dei turni è molto lineare e si divide in una fase in cui agiscono i sopravvissuti - cioè i personaggi controllati dai giocatori - e un’altra in cui gli zombi si muovono in modo automatico. I frequenti combattimenti sono gestiti tramite tiri di dadi e anche questi sono molto semplici da gestire: il set di regole scritto da Raphaël Guiton, Jean-Baptiste Lullien e Nicolas Raoult è piuttosto semplice da assimilare e permette, previa completamento della missione introduttiva, di apprendere il funzionamento di Zombicide in poco tempo. Pur non brillando per originalità di ambientazione o meccaniche, Zombicide resta il miglior gioco di zombi pubblicato dai tempi di Last Night on Earth e rappresenta una buona occasione per portare in tavola queste abusate creature mangia cervelli. Certo, i dieci scenari possono sembrare pochi ma la varietà di personaggi ed eventi vi spingerà a giocarli più volte. Da notare come siano già disponibili un paio di espansioni, ancora non localizzate in italiano.

Old! #40 – Novembre 2003

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