Boardcast #62 - Con Parade nella tana del Bianconiglio

Boardcast è la nostra rubrica dedicata al mondo dei boardgame. Ogni settimana vi raccontiamo un gioco diverso, parlando anche di eventuali versioni digitali e condendo il tutto con approfondimenti e notizie per curiosi e appassionati. Dopo aver trattato di recente Sushi Go!, Love Letter e Mascarade ho deciso di presentare un altro gioco di carte decisamente leggero e adatto a tutti prima di lanciarmi nelle prossime settimane nella scorpacciata di giochi provenienti dalla fiera Spiel di Essen. La scelta è ricaduta su Parade, un card-game scritto dal giapponese Naoki Homma che risale al 2007. Perché ve ne parlo solo ora? Semplicemente perché in queste settimane è uscita la nuova edizione, a opera di Z-Man Game, che ripropone lo stesso gioco in una veste grafica riveduta e corretta.

Parade è ambientato nel fantasioso universo di Alice nel Paese delle Meraviglie e si presenta con uno snello mazzo di 66 carte illustrate con i personaggi del romanzo di Lewis Carroll: Alice, il Bianconiglio, il Cappellaio Matto, lo Stregatto, Humpty-Dumpty e il Dodo (no, non chiedetemi perché abbiano scelto proprio il Dodo perché in effetti, con tutti gli altri personaggi del romanzo, me lo domando anche io). Per ciascun personaggio sono presenti undici carte, numerate da zero a dieci. I componenti del gioco sono tutti qui, a parte ovviamente uno striminzito regolamento in inglese. Si, "striminzito" perché, come potreste aver sospettato, Parade è un gioco assai semplice. Al centro del tavolo si tiene una parata dei personaggi, rappresentata da una fila di carte cui i giocatori, a turno, devono contribuire aggiungendo in coda una carta scelta fra le cinque in proprio possesso (pescate casualmente all'inizio della partita e reintegrate turno dopo turno dal mazzo di pesca). Scopo del gioco è aggiungere carte alla parata evitando di ottenere quelle già sul tavolo: giocando carte, infatti, si rischia di ottenerne in "premio" altre, da conteggiare negativamente al termine della partita.

La regola è semplice: la carta da giocare deve avere un valore superiore al numero di carte che formano la parata. In caso il numero sia inferiore le carte in eccesso presenti sul tavolo vanno prese e aggiunte al proprio punteggio. Fortunatamente è possibile evitare di ricevere troppe carte basandosi su un paio di regole altrettanto semplici: le carte che si ottengono possono essere solo dello stesso colore di quella che abbiamo giocato, oppure quelle che hanno un valore uguale o inferiore alla nostra. Scegliere quali carte giocare tenendo sempre a mente quelle che già sono circolate sul tavolo è ovviamente la chiave per evitare di ottenere vagonate di carte che al termine della partita si tramuteranno in punti negativi. Fondamentalmente le regole di Parade sono tutte qui: i turni scorrono via molto rapidi, coi partecipanti che giocano una carta, verificano gli effetti e ne pescano un'altra. Un paio di regole dedicate al punteggio finale della partita aggiungono un minimo di spessore aggiuntivo, ma in generale Parade è un card-game semplice che può venire apprezzato molto anche da chi è "affezionato" ai giochi di carte tradizionali. Si spiega in pochi minuti, richiede una discreta dose di ragionamento e costa davvero poco (circa una decina di euro). Peccato per l'assenza di un'edizione dotata di regolamento in italiano, ma fortunatamente basta tradurre le regole inglesi e spiegarle per permettere a tutti di giocare, dal momento che sulle carte non c'è testo in lingua. Parade supporta da 2 a 6 giocatori ed è un altro esempio di semplice gioco di carte adatto a praticamente qualsiasi situazione o tipologia di giocatore, a patto di non cercare chissà che livello di profondità.

Old! #35 – Ottobre 1993

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