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Boardcast #44 - Colonizzare Catan

Boardcast è la nostra rubrica dedicata al mondo dei boardgame. Ogni settimana vi raccontiamo un gioco diverso, parlando anche di eventuali versioni digitali e condendo il tutto con approfondimenti e notizie per curiosi e appassionati. Come avrete intuito leggendo il precedente appuntamento con Boardcast, mi sono messo in testa di presentare quei giochi da tavolo che si possono definire "nuovi classici", adatti per aggiornare un po' la ludoteca di famiglia rimasta magari ferma ai seppur pregevoli Monopoly/Scarabeo/Risiko! e via dicendo. La scorsa settimana ho parlato di Carcassonne, stavolta faccio un ulteriore saltino all'indietro nel tempo e arrivo nel 1995, anno in cui I coloni di Catan di Klaus Teuber ha debuttato. Ormai noto un po' in tutto il mondo semplicemente come Catan, il gioco ci mette nei panni di coloni impegnati a - ehm... - colonizzare l'isola di Catan.

Inizieremo con un piccolo villaggio e un paio di stradine e poi via via potremo fondare altri villaggi, espanderli in città, creare reti stradali complesse e magari mettere in piedi un piccolo esercito, che fa sempre comodo. Tutto questo viene svolto in Catan tramite un set di regole davvero molto semplice, che si basa innanzitutto sul tiro di dadi: una meccanica che viene sfruttata nel gioco per produrre le varie risorse utilizzabili (pecore, legno, grano, argilla, roccia) e che stimola l'interazione tra i giocatori, dal momento che con ogni tiro di dadi tutti i partecipanti producono contemporaneamente le risorse nei propri insediamenti.

Basta giocare qualche turno per accorgersi che le risorse possedute dal vicino ci farebbero molto comodo (anche perché magari i territori dove sorgono i nostri villaggi non le producono proprio): ecco dunque entrare in gioco un elemento fondamentale e divertente de I Coloni di Catan, cioè il baratto. Scambiare risorse con gli altri giocatori è un'attività importante, che permette di sviluppare meglio le proprie colonie e magari mette i bastoni fra le ruote ad altri partecipanti interessati alle stesse risorse.

Tra lanci di dadi e contrattazione, I Coloni di Catan è facilmente individuabile come il "prossimo passo" per tutti i patiti di Monopoly. In aggiunta, il setup casuale della plancia permette di diversificare un po' le partite, mentre la presenza di elementi casuali, come i briganti che rubano risorse o le carte da acquistare, garantisce imprevedibilità. Da notare inoltre come la condizione di vittoria basata su una precisa soglia di punteggio fornisca un limite chiaro alla durata delle partite: non starete, insomma, ore e ore e lanciare dadi sperando che qualcuno vada in bancarotta.

I Coloni di Catan è un buon family-game che piace spesso e volentieri anche a giocatori più smaliziati, specie se vengono messe in gioco alcune delle espansioni pubblicate: il successo del gioco ha infatti portato alla commercializzazione di una serie di estensioni tra cui i moduli per aumentare il numero di partecipanti (da un massimo di 4 a un massimo di 6) e vere e proprie espansioni - come Città e Cavalieri - che introducono nuove regole e variano ulteriormente le partite fornendo nuovi metodi per accumulare punti-vittoria. Alla serie del gioco base si sono poi affiancate numerose uscite "collaterali", come giochi di carte, di dadi, versioni tematiche (compresa quella di Star Trek) e altro ancora. I Coloni di Catan è anche stato convertito in numerosi formati digitali, tra i quali spicca una recente edizione diretta ad iPad e tablet Android.

I Coloni di Catan è dunque un eccellente candidato per riproporre un po' di sano gioco di tavolo in una famiglia che magari non giocava da un po' o magari per movimentare la ludoteca di chi è abituato ai grandi classici e vuole provare qualcosa di nuovo e poco impegnativo. L'edizione italiana ad opera di Giochi Uniti è facilmente reperibile online o nei negozi specializzati, così come tutte le principali espansioni.

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