Boardcast #35 - Gli strani mix di Smash Up

Boardcast è la nostra rubrica dedicata al mondo dei boardgame. Ogni settimana vi raccontiamo un gioco diverso, parlando anche di eventuali versioni digitali e condendo il tutto con approfondimenti e notizie per curiosi e appassionati. Molto probabilmente. il miglior gioco da tavolo pubblicato negli ultimi anni da AEG - Alderac Entertainment Group - è il massiccio card-game fantasy Thunderstone, arrivato anche in Italia per conto di Giochi Uniti (e commercialmente defunto, senza la traduzione delle numerose espansioni uscite in inglese). Considerando che si trattava di un boardgame basato molto da vicino sulle meccaniche di Dominion, è abbastanza chiaro come questo produttore americano non stia attraversando un momento di particolare felicità creativa.

Smash Up

Il qui presente Smash Up si presenta dunque come un interessante e soprattutto fresco gioco di carte per 2-4 giocatori, basato su un concetto essenziale ed efficace: ogni giocatore affronterà la partita mischiando assieme due squadre composte da classici stereotipi della narrativa fantasy (e non solo), come alieni, pirati, ninja e altro ancora. "Assemblare" un team è molto semplice: si scelgono due fazioni (magari sorteggiandole a caso?), si prelevano i rispettivi due mazzetti di venti carte ciascuno, si mischiano assieme ed ecco pronta la fazione dei Dino-Pirati o dei Maghi-Zombie. Nella confezione del gioco troviamo otto fazioni - Maghi, Ninja, Alieni, Pirati, Dinosauri, Robot, Zombie e Gnomi - che potranno dare così vita a cinquantasei diverse combinazioni. Assemblate le fazioni, basterà mischiare il mazzo degli obiettivi, composto da apposite carte che andranno conquistate per ottenere punti - disporne tre scoperte al centro del tavolo e iniziare così la partita.

Le regole di Smash Up sono semplicissime: nei mazzi ci sono soltanto due tipologie di carte e i giocatori nel proprio turno potranno giocarne al massimo una di ciascun tipo (salvo diversamente specificato dalle carte stesse).

Smash Up: Carte

Le più importanti sono le carte di tipo Minion, che permettono di schierare i membri della nostra fazione sul tavolo, in corrispondenza di uno degli obiettivi. Ogni Minion possiede un proprio valore d'attacco e un'abilità speciale che può "scattare" al momento dell'arrivo in tavola o generare un effetto permanente: c'è chi uccide altri minion, chi ne sposta da un obiettivo all'altro, chi potenzia i minion alleati e via dicendo. Una vasta varietà di effetti speciali che il designer Paul Peterson è riuscito a legare bene alle varie fazioni: gli zombie tornano in vita, i ninja compaiono dal nulla, i robot si uniscono e via dicendo. Assieme alle carte Minion, troviamo le carte Action. che generano effetti speciali e vengono scartate. Quando il totale dei punti-attacco di tutti i minion giocati dai partecipanti su una carta obiettivo supera il valore di difesa della carta stessa. avviene l'assegnazione dei punti secondo un semplice ordine di punteggio (primo-secondo-terzo) e l'obiettivo viene sostituito con un uno, mentre i minion assegnati a esso sono scartati. Il primo giocatore a raggiungere quindici punti è dichiarato vincitore. In effetti la descrizione del gioco può finire qui, dal momento che il regolamento è davvero molto elementare e si impara a giocare in un paio di minuti.

Smash Up: espansione

La durata delle partite supera raramente i 30/40 minuti e. considerando il setup dinamico. Smash Up si presta molto a sequenze di più partite di fila, modificando le fazioni gestite dai partecipanti. Non si tratta certo di un card-game particolarmente originale, ma al tempo stesso ha un carisma tutto suo e le fazioni risultano abbastanza bilanciate, senza combinazioni "killer". Per contro, spesso i giocatori hanno ben poco controllo su ciò che accade sul tavolo, considerata l'assenza di carte che bloccano le azioni altrui: di solito, durante il proprio turno, ci si limita a constatare lo stato delle carte in tavola e ad effettuare scelte ovvie con ciò che si ha in mano. Pianificare non è granché possibile, specialmente se si gioca in 3/4. Smash Up va dunque preso per quel che è: un card-game rapido e "casinista", basato su un'idea simpatica implementata abbastanza bene. Peccato per l'assenza di un'edizione italiana (ancora non annunciata), che limita l'appeal del gioco alle sole persone che se la cavano con l'inglese. Incomprensibile tra l'altro la scelta di non inserire un segnapunti nella scatola, costringendo i partecipanti a munirsi di carta e penna o segnalini: considerando un prezzo di circa 25 dollari, sarebbe stato quantomeno gradito. È fra l'altro prevista una prima espansione, intitolata Smash Up: Awesome Level 9000, contenente quattro fazioni aggiuntive - piante, fantasmi, steampunk e orsi da guerra - e (guarda un po') gettoni segnapunti.

Non resta che aspettare che qualche editore italiano si accorga di questo simpatico card-game e lo traduca nella nostra lingua.

DRM, usato e distopia

Paperback #16: Il Circo della Notte