Boardcast #19 - Intrighi e sangue nella Capua di Spartacus

Boardcast è la nostra rubrica dedicata al mondo dei boardgame. Ogni settimana vi raccontiamo un gioco diverso, parlando anche di eventuali versioni digitali e condendo il tutto con approfondimenti e notizie per curiosi e appassionati. I giochi da tavolo tratti da telefilm non sono frequentissimi e non sempre riescono gran bene, seguendo le leggi universali dei prodotti su licenza. Alcuni si sono rivelati ottimi giochi, come ad esempio BattleStar Galactica e alcuni titoli su Star Trek. Su altri come ad esempio i boardgame basati su The Walking Dead è meglio stendere un velo abbastanza pietoso (e piuttosto spesso). Alla scorsa fiera GenCon di Indianapolis un certo boardgame che poggia su un recente telefilm di successo ha attirato l'attenzione di pubblico e stampa: si tratta di Spartacus: A Game of Blood & Treachery.

Spartacus: la scatola

Pubblicato da Gale Force Nine e Battlefront Miniatures Ltd e disponibile attualmente solo in edizione inglese - con una pubblicazione in lingua italiana prevista per dicembre - il gioco riprende personaggi e ambientazioni del telefilm sfruttandoli però in modo sorprendente e, soprattutto, ben in linea con i toni della serie TV. Innanzitutto, i giocatori - tre o quattro - NON impersonano gladiatori intenti a combattere in arena, bensì famiglie nobiliari romane che, orbitando attorno alle lotte tra gladitori, tentano di aumentare la propria influenza sulla città di Capua.

Le partite del gioco hanno una durata di circa due ore e si svolgono in round suddivisi in tre fasi distinte, ciascuna strettamente legata ad un aspetto portante del telefilm: gli intrighi, il commercio e le lotte nell'arena. Nella prima i giocatori impostano la loro strategia segreta utilizzando apposite carte Intrigo e cercando anche l'appoggio dei giocatori, dando vita così a fragili ma opportune alleanze. Terminata questa si passa alla fase del mercato in cui i partecipanti gestiscono le fortune della propria famiglia commerciando in merci, schiavi e gladiatori. Parte delle preparazioni della fase precedente hanno effetto su questa sezione del gioco aggiungendo così alle aste per l'acquisto dei beni anche elementi più o meno imprevedibili ordini dai giocatori.

Spartacus: componenti

La terza e ultima fase del gioco riguarda i combattimenti nell'arena e vedono i giocatori impegnati a schierare i propri gladiatori e piazzare scommesse sui combattimenti. Anche in questo caso gli effetti delle due precedenti fasi di gioco hanno ripercussioni dirette sui risultati dei combattimenti - gestiti comunque anche da una congrua quantità di lanci di dado per aggiungere casualità e imprevisto - fornendo così al gioco diversi strati di strategia, un aspetto abbastanza inusuale per un boardgame su licenza. Il trio di autori al debutto - Aaron Dill, John Kovaleski e Sean Sweigart - sembra aver scritto un regolamento abbastanza articolato ma non eccessivamente complesso, adatto anche a giocatori poco esperti.

Parlando di componenti, Spartacus: A Game of Blood & Treachery si presenta piuttosto bene. Innanzitutto, il gioco fa buon uso dei materiali del telefilm includendo immagini e personaggi originali. Lo stile grafico abbastanza "sporco" si addice bene al tema e la qualità dei componenti è buona, comprese le miniature in plastica dei gladiatori. Un eventuale problema del gioco è il ristretto numero di partecipanti supportato - soltanto tre o quattro - e la netta impressione che la fase di Intrigo funzioni a dovere soltanto in quattro. Avremo comunque modo, a fine anno, di spremere ben bene il gioco dal momento che è prevista una sua pubblicazione anche in lingua italiana - utile, considerando che molte carte riportano testo in lingua. Fino ad allora se siete fan di Spartacus appuntatevi l'esistenza di questo gioco da tavolo: potrebbe essere uno dei vostri regali di Natale.

 

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