Boardcast #14 - Creare reami con Kingdom Builder

Boardcast è la nostra rubrica dedicata al mondo dei boardgame. Ogni settimana vi raccontiamo un gioco diverso, parlando anche di eventuali versioni digitali e condendo il tutto con approfondimenti e notizie per curiosi e appassionati. In ambito di giochi da tavolo il premio tedesco Spiel Des Jahres è uno dei più prestigiosi del mondo. Dal 2011 l'importante riconoscimento è stato suddiviso in due: lo Spiel Des Jahres dedicato ai migliori giochi per famiglie (e dunque, di complessità medio/bassa) e il Kennerspiel des Jahres dedicato invece ai giochi più complessi (oltre ad una particolare categoria rivolta ai giochi per bambini).

Kingdom Builder

Nel 2009 il premio fu vinto da Dominion, il massiccio gioco di carte di Donald X. Vaccarino che ha scatenato la mania del "deck building", un genere oggi assai diffuso. Quest'anno Vaccarino ha fatto il bis vincendo nuovamente lo Spiel Des Jahres col suo Kingdom Builder, boardgame per famiglie per 2/4 partecipanti.

Si tratta di un boardgame disarmante per quanto riguarda l'estrema semplicità delle regole ma al tempo stesso sufficientemente sfaccettato da garantire un'interesse abbastanza duraturo. Nel gioco i partecipanti utilizzando delle carte che rappresentano diversi tipi di terreno (foresta, prato, deserto...) per piazzare di volta in volta tre "casette" del proprio colore sulla mappa, così da ampliare a macchia d'olio il proprio reame. Come in altri giochi scritti da Vaccarino (tra cui Infiltration recensito su queste pagine proprio due settimane fa), anche Kingdom Builder è caratterizzato da un setup casuale che altera elementi di gioco da partita a partita. Ad esempio, selezionando alcune carte all'inizio di una partita si definisce il metodo in cui i giocatori calcoleranno i punti-vittoria, modificando così di volta in volta lo stile di gioco necessario per vincere.

I componenti di Kingdom Builder

Altre carte alterano i metodi di piazzamento delle casette sulla plancia, attivando magari effetti speciali o dando particolare significato ad elementi come i castelli già presenti in alcune parti del tabellone. Analogamente, le differenti mappe presenti nella massiccia confezione del gioco - ben otto - consentono di creare un tabellone diverso per ogni sessione di Kingdom Builder, aumentando così longevità e varietà. Le partite durano circa mezzora, le regole vengono spiegate in pochi minuti e in quanto a complessità si tratta di un boardgame adatto sia a giocatori occasionali che a fruitori più esperti di giochi da tavolo. Per questa seconda categoria Kingdom Builder prende in pratica il ruolo di un gradevole "filler", un gioco di scarsa complessità (ma non necessariamente banale) che riesce a innestarsi bene tra partite a boardgame più lunghi e complessi. Diciamo che a modo suo è un boardgame adatto a qualsiasi ludoteca. Al contrario, approcciarlo pensando di acquistare un boardgame in stile "tedesco" di una certa complessità porterà inevitabilmente verso una cocente delusione.

Le mappe di Kingdom Builder

La qualità produttiva dei giochi Queen Games si rispecchia pienamente in Kingdom Builder: i materiali sono di ottima qualità, carte e componenti sono chiari e facili da maneggiare e il regolamento è scritto molto bene. Si potrebbe criticare la scelta di proporre due tipi di terreno che si assomigliano un po' in caso non si giochi in piena luce, ma a parte questo i valori produttivi del gioco sono elevati. Al momento della stesura di questo articolo non esiste ancora un'edizione in italiano di Kingdom Builder, una mancanza notevole cui speriamo venga posto presto rimedio. Anche considerando che nell'edizione multilingua pubblicata da Queen Games ci sono ben sei lingue ma non l'italiano. Il futuro di Kingdom Builder sembra roseo, con la prima massiccia espansione - Kingdom Builder: Nomads - già annunciata e attesa per la prossima fiera tedesca di Essen. Sono pronto a scommettere che non sarà l'unica...

 

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