Blu Brothers #34

Non devono salvare un orfanotrofio pieno di debiti e non sono nemmeno inseguiti da una banda di neonazisti bifolchi. La missione dei Blu Brothers di Outcast è analizzare scrupolosamente (e quindicinalmente) i migliori Blu-ray del momento disquisendo amabilmente di compressione, soundstage multicanale, bordate del sub, grana e rumore video. E vista la mole di materiale che giunge quotidianamente a casa dei due fratelli blu, non ve ne liberete tanto facilmente.

Le belve

Diciamo la verità, da parecchio Oliver Stone non sforna un’opera degna della sua filmografia anni ’90 e, dopo esser tornato nel regno di Wall Street, questa volta rispolvera feroci criminali innamorati cercando di rievocare la violenza e l’amore maledetto di Natural Born Killers, o almeno l’intenzione sembra questa. Peccato che il trio composto dalla bella Ophelia e dai due amanti non contesi Ben e Chon (uno impulsivo e violento, l’altro riflessivo e sensibile) non abbia un briciolo del carisma del duo Mickey/Mallory e che non si capisca come questi “fattoni allo sbaraglio” possano tener testa al cartello della droga messicana che si inimicano. Così come non si capisce come questo cartello possa essere in mano al personaggio di Salma Hayek, una “temibile” criminale che, incapace di avere un rapporto con la figlia, si intenerisce nei confronti di Ophelia, che lei stessa ha fatto rapire per mettere in scacco Ben e Chon… con dialoghi che a tratti sembrano usciti da uno squallido reality show americano con dei narcotrafficanti come protagonisti. Non bastano un Benicio Del Toro cattivissimo, un po’ di ultraviolenza buttata qua e là e un finale “a sorpresa” a rendere coeso il film (che nella prima metà è di una noia mortale), anzi, la sensazione è che Oliver Stone questa volta sia caduto nel tranello tutto stile, poca sostanza cercando di “scimmiottare” Tarantino.

La versione Blu-ray offre il film in versione estesa, aggiungendo circa 10 minuti ai (già troppi) 131 visti in sala. Sul fronte qualitativo, però, non ci si può proprio lamentare: il trasferimento video è praticamente perfetto, con un livello di definizione elevatissimo in ogni frangente con contrasto molto spinto e colori estremamente caldi e saturi ma senza alcuna sbavatura o aberrazione. Il bit-rate, anche se non è tra i più sostenuti, impedisce a qualsiasi artefatto di emergere, mentre la fine grana della pellicola è del tutto intatta, evidenziando l’assenza di filtri. Anche l’audio è piuttosto roboante, come richiesto dal genere, e nelle scene d’azione (ma non solo) si notano una curata suddivisione degli effetti sui canali e un subwoofer alquanto reattivo. Purtroppo l’italiano paga la codifica inferiore rispetto al DTS-HD Master Audio originale: non che il nostro DTS deluda, ma la differenza con l’inglese, in questo caso, un po’ si sente. Gli extra comprendono 16 minuti di scene eliminate, un making of diviso in cinque parti (34’), tutto in HD, e il codice per scaricare la Digital Copy del film. Rispetto all’edizione americana, mancano però i due commenti audio lungo il film (di cui uno di Oliver Stone). [P.B.]

Film: 5 Blu-ray: 8 (Video 9 - Audio 8 - Extra 6)

Boardwalk Empire – Seconda stagione

Per “il padrino” di Atlantic City Nucky Thompson (Steve Buscemi), le cose si mettono male: sebbene abbia ora il supporto di Margaret, dopo la riconciliazione al termine della prima stagione, il Colonnello, Jimmy e il fratello Eli si alleano contro Nucky, cercando di estrometterlo dal contrabbando di alcolici con l’aiuto degli scagnozzi di Arnold Rothstein da New York. Come se non bastasse, Nucky deve difendersi dall’accusa di aver truccato le elezioni del sindaco di Atlantic City, con diversi testimoni pronti a deporre contro di lui. Dopo aver presentato la moltitudine di personaggi della serie nella prima stagione, nella seconda, la serie scava ulteriormente in profondità nella loro psicologia e incrementa la tensione emotiva fino a giungere a un grande climax negli ultimi 2-3 episodi, mantenendo lungo tutta la stagione una scrittura e una recitazione di altissimo livello, che nulla ha da invidiare al miglior cinema del genere.

La prestigiosa edizione HBO è stata localizzata ad hoc per il mercato italiano da Warner, facendo un ottimo lavoro. Dal punto di vista video, il Blu-ray offre un quadro solido e tridimensionale, con una resa eccellente dei primi piani e degli esterni, nonostante l’impostazione fotografica sia un po’ più morbida rispetto a quella di altre serie recenti (come ad esempio Il Trono di Spade, giusto per rimanere tra le produzioni ad alto budget HBO). Rispetto alla versione DVD, il dettaglio è indubbiamente più pronunciato e la compressione scompare dal quadro, rendendo estremamente godibili le sfumature di colore che caratterizzano le location, in particolare negli interni. Anche l’audio trae giovamento dalla codifica DTS rispetto alla semplice Dolby Digital e il missaggio offre una ricostruzione ambientale e degli effetti sonori molto superiore alla media delle produzioni per il piccolo schermo, avvolgendo lo spettatore con le musiche e sfruttando appieno la codifica multicanale nelle poche ma significative scene movimentate (l’attacco del KKK nei primi minuti del primo episodio è eloquente, in tal senso). Se quindi la resa è molto buona in italiano, la traccia originale è a dir poco eccellente, non solo per la codifica lossless superiore (DTS-HD MA), ma per una dose di dettaglio su voci ed effetti ambientali (estremamente definiti) che purtroppo viene persa nella versione doppiata. Gli extra sono sparsi nei cinque dischi che compongono il cofanetto: in ciascuno troviamo i commenti audio per alcuni episodi (non sottotitolati) e i dossier dei personaggi (disponibili solo in inglese), mentre per ogni episodio è disponibile un riassunto dei precedenti, ideale se si interrompe la visione per qualche giorno, o un’anticipazione dell’episodio selezionato. Nel primo disco troviamo poi un sunto della prima stagione (14’), nel quarto un approfondimento picture-in-picture dell’undicesimo –cruciale- episodio e nel quinto tre featurette (32’) e la guida interattiva “vivere nel 1921”, anche questa solo in inglese. [P.B.]

Serie: 8,5 Blu-ray: 8 (Video 8 - Audio 7,5 (ita) 9 (ing) - Extra 7)

Steven Wilson – The Raven That Refused to Sing

A qualche mese dal Blu-ray del tour d’accompagnamento del secondo album solista, ecco l’attesa terza opera di Steven Wilson, poliedrico musicista divenuto celebre con la band Porcupine Tree, ma attivissimo anche in altri progetti. Ebbene, con “The Raven That Refused to Sing” Wilson, circondato da musicisti strepitosi, firma il suo capolavoro, uno di quei lavori che, a parer mio, saranno apprezzati per molti anni a venire. L’album, composto da sole sei tracce, sembra uscito come per magia dagli anni ’70… un atto d’amore verso il passato che ogni amante del progressive (e non solo, dato che il disco contiene splendide melodie) non dovrebbe farsi sfuggire (e in cui Wilson riesce forse per la prima volta a distaccarsi del tutto dal sound forgiato coi Porcupine Tree). Certo, si tratta di un ascolto impegnativo, che sulle prime richiede la piena attenzione dell’ascoltatore per esser gustato al meglio. Si parte con la straripante Luminol, che fonde progressive rock lanciato in velocità con assoli, virtuosismi e dissonanze che si rincorrono, per poi sfumare in un’atmosfera rilassante e intimista da jazz club e tornare infine al groove scatenato della prima parte del brano. Drive Home è invece dominata dalla melodia delle chitarre acustiche e dalla voce di Wilson, molto più calda rispetto a quanto ci ha abituato, supportata da cori tipicamente seventies e da una calda e avvolgente sezione archi, prima di terminare con uno strabiliante assolo di chitarra di Guthrie Govan. Con The Holy Drinker l’atmosfera si fa più cupa, quasi minacciosa, e i musicisti tornano a suonare con veemenza e sfidarsi in assoli vorticosi, prima che la voce di Wilson riporti una momentanea calma in questo brano potente e affascinante, che a un certo punto offre una parentesi atmosferica quasi eterea, prima di tornare a picchiare duro nel finale. The Pin Drop è il brano più semplice e breve, ma non per questo scontato, che alterna momenti tranquilli e sognanti a esplosioni di energia, mantenendosi però sempre in ambito melodico. The Watchmaker si divide tra una prima parte in cui Wilson si fa “cantastorie” e la chitarra acustica crea splendide suggestioni melodiche e una seconda parte che fonde nuovamente progressive e virtuosismi di “Crimsoniana” memoria (i maggiori ispiratori di Wilson in questo disco). In conclusione, la title track offre l’apice melodico e emozionale del disco, un lento struggente e malinconico con un meraviglioso e intenso crescendo finale, con gli archi che tornano protagonisti.

Chiariamo subito che questo Blu-ray non è nient’altro che l’album in versione alta definizione, una sorta di equivalente dello scomparso DVD Audio, quindi non aspettatevi di “vedere” ma di ascoltare (sullo schermo ci sarà solo una semplice animazione ad accompagnare la musica). Allo stesso prezzo dell’edizione CD, chi vorrà “contemplare” questo disco al suo massimo splendore potrà tuffarsi nell’ascolto in versione stereofonica o multicanale a 96Khz/24 bit. L’utilità di tracce a questa definizione si trova in un mixing e un mastering (supervisionati dal leggendario Alan Parsons) che hanno puntato a ottenere un suono caldo e non compresso (in senso dinamico), permettendo a ogni strumento di ritagliarsi il suo spazio senza essere prevaricato da altri e sfruttando una gamma dinamica molto ampia, sempre più rara da trovare nelle produzioni odierne. Ecco allora che l’ascolto in PCM 7.1 a 96Khz permette davvero di cogliere ogni sfumatura dell’esecuzione e a occhi chiusi sembrerà di trovarsi in studio insieme ai musicisti. L’ascolto in 7.1 è particolare e molto avvolgente, ma ovviamente, chi predilige la normale stereofonia ha a disposizione una traccia PCM altrettanto stupefacente in termini qualitativi. Il Blu-ray contiene però anche alcuni extra: in primis tutti i brani dell’album si possono ascoltare anche in versione strumentale (in PCM stereo 96/24), poi troviamo una versione Lounge di Drive Home, una galleria artistica, una fotografica e un making of in HD di 23 minuti con riprese in studio durante la registrazione dell’album. [P.B.]

Album: 9 Audio: 9,5

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