Blu Brothers #31

Non devono salvare un orfanotrofio pieno di debiti e non sono nemmeno inseguiti da una banda di neonazisti bifolchi. La missione dei Blu Brothers di Outcast è analizzare scrupolosamente (e quindicinalmente) i migliori Blu-ray del momento disquisendo amabilmente di compressione, soundstage multicanale, bordate del sub, grana e rumore video. E vista la mole di materiale che giunge quotidianamente a casa dei due fratelli blu, non ve ne liberete tanto facilmente.

Sin City

Ci voleva il mariachi Robert Rodriguez per convincere Frank Miller a portare sullo schermo la città del peccato per eccellenza, quella Sin City ben nota ai cultori della graphic novel. Rodriguez, utilizzando il digitale come mezzo espressivo, ha fatto suo il linguaggio di Miller (qui in veste di co-regista) affidandosi alla computer grafica per la generazione delle location e utilizzando una fotografia che ricalca perfettamente il tratto stilizzato ma penetrante di Miller, un livido bianco e nero squarciato da improvvisi sprazzi di colore. Il film ripropone molto fedelmente (inedita solo una postilla finale) una storia breve e tre miniserie: racconti dal cuore nero e violento, i cui protagonisti sono criminali, poliziotti eroici o corrotti e soprattutto le donne, tanto splendide quanto fatali e dannate. Un concentrato di hardboiled e noir che ha folgorato tutti, tranne la critica “ufficiale” italiana, che lo ha liquidato come inutile e violento.

Dopo innumerevoli posticipi, pare che il 2013 sia l’anno giusto per l’atteso ritorno di Sin City al cinema. Nel frattempo Eagle Pictures offre l’occasione di rispolverare il primo film sulla città del peccato in HD (uno splendore per gli occhi!) in un bel cofanetto steel box contenente ben 3 dischi, indicato soprattutto per chi si è perso la prima edizione Blu-ray distribuita da Disney (uscita invero nemmeno molto tempo fa: ottobre 2010). Avendo sottomano le due edizioni, vale la pena approfondire il confronto. Il trasferimento video, interamente effettuato nel dominio digitale, regala un quadro dalla definizione molto elevata (anche se non razor quanto le produzioni più recenti), con una resa del bianco e nero e degli sprazzi di colore a dir poco strepitosa. Per entrambe le edizioni, l’immagine è molto nitida e la compressione inavvertibile (il bit-rate della versione Eagle è molto più elevato, ma la resa è sostanzialmente analoga). Pareggio. Sul fronte audio vince Eagle, grazie alla codifica lossless adottata anche per l’italiano rispetto al semplice DTS dell’edizione Disney. Le differenze non sono eclatanti, ma quel pizzico di brillantezza in più si percepisce. In entrambi i casi, parliamo di un mixing molto curato nei dettagli, con panning orizzontali e fronte/retro perfettamente disegnati nello spazio sonoro, senza dimenticare il canale LFE “pompato” come si deve e una risposta scintillante degli alti (le lame, i vetri). Per gli extra, la vittoria va invece alla Disney, nonostante questa offra un disco (DVD) in meno e una copertina decisamente meno accattivante. Il motivo è semplice: gli extra presenti sul DVD Eagle erano già presenti nel Blu-ray Disney, ma questo offriva anche una modalità di visione interattiva che svelava in che modo sono state girate moltissime scene (attraverso split-screen multipli) che in questa nuova edizione non troviamo. Peccato, perché i contenuti extra “standard”, tra featurette, dietro le quinte, interviste, B-roll e filmati vari, abbondano. Il secondo Blu-ray, invece, come nell’edizione Disney, contiene il film in versione Uncut/Unrated (con le storie montate in ordine cronologico). [P.B.]

Film: 8 Blu-ray: 8,5 (Video 9 - Audio 8,5 - Extra 7,5)

The Words

Rory Jansen è, o meglio, vorrebbe essere un giovane scrittore di successo, ma dopo ripetuti rifiuti delle case editrici, inizia a perdere la speranza che il suo lavoro venga mai pubblicato. Un giorno si imbatte in un manoscritto contenente una intensa storia d’amore ambientata a Parigi alla fine degli anni ’40. Rory è talmente colpito dalla storia e dall’incanto della scrittura che decide di copiare integralmente il manoscritto e proporlo all’editore a proprio nome. Il libro diventa un caso letterario e il successo è clamoroso. Tutto va a gonfie vele, finché un giorno l’autore del misterioso manoscritto si presenta a Rory… Esattamente come il protagonista, che vorrebbe scrivere il libro della vita ma non riesce a elevare il suo lavoro ad arte, anche il film ha grandi ambizioni e parte da una buona sceneggiatura, che si scontra però con una messa in scena che per vari motivi non eleva la pellicola al di sopra della mediocrità. Bradley Cooper, se da una parte ha il volto adatto a sostenere empaticamente il suo personaggio, benché compia consapevolmente una scelta sbagliata, dall’altra manca della “gravitas” necessaria a sostenere in modo convincente la svolta drammatica e interiore. Ma anche il resto del cast non brilla, ad eccezione del grande Jeremy Irons, che da solo dona al metraggio tutto un altro respiro. La struttura a scatola cinese, con tre storie incastonate una nell’altra e due narratori, non viene poi gestita al meglio, finendo per appesantire la visione (soprattutto la parte con Dennis Quaid e Olivia Wilde) e spezzare ritmo e tensione emotiva.

Girato in pellicola e in digitale, The Words in Blu-ray offre un video buono ma non entusiasmante. Il limite principale è una definizione un po’ altalenante, che per buona parte della visione non va oltre livelli discreti. Non mancano primi piani convincenti ricchi di dettaglio, ma gli interni e gli esterni non offrono (in parte per scelte stilistiche) quella compattezza che siamo abituati a vedere nei titoli più recenti. La compressione, pur non essendo sempre invisibile, resta ampiamente entro il livello di guardia (il film è relativamente breve, il supporto a singolo strato incide poco). Discorso analogo per l’audio: non si tratta certo di un film ricco dal punto di vista sonoro, ma possiamo apprezzare una buona riproduzione musicale e un’ambienza alquanto pronunciata con un utilizzo accorto dei diffusori surround (la presentazione del libro, la pioggia, gli esterni cittadini). Molto simili nella resa finale la traccia italiana e inglese, quest’ultima avvantaggiata dalla presa diretta dei dialoghi. Gli extra si limitano al trailer e a un breve dietro le quinte (8’) in HD. [P.B.]

Film: 5,5 Blu-ray: 7 (Video 7 - Audio 7,5 - Extra 4)

È stato il figlio

La famiglia Ciraulo, residente nella periferia di Palermo, vive relativamente serena nonostante le modeste condizioni economiche, che gravano sulle spalle del padre/capofamiglia Nicola (Toni Servillo). Improvvisamente, una tragedia irrompe nella vita dei Ciraulo: la piccola Serenella cade vittima di un proiettile in una sparatoria. La tragica perdita permette però alla famiglia di chiedere allo stato il risarcimento per le vittime della mafia e viene riconosciuta un’ingente somma. I soldi, però, tardano ad arrivare e i Ciraulo, che nel frattempo spendono come se avessero il denaro in tasca, si indebitano fino a dover chiedere un prestito a un usuraio. Una volta arrivati i soldi, Nicola deciderà di spenderli nel modo meno appropriato. Se la strada del grottesco è già poco battuta nel cinema internazionale, in quello italiano è un caso ancora più raro e, in questo caso, prezioso. Nella prima mezz’ora, in cui osserviamo la monotonia famigliare, il ritmo è estremamente compassato (anche se in modo funzionale alla storia) e il dialetto a tratti è incomprensibile senza i sottotitoli, come se il film facesse “pesare” la propria autorialità. Ma dalla svolta drammatica il ritmo cresce, i paradossi, lo humor nero e il grottesco aumentano fino al trionfo dell’irrazionalità di Nicola, che con il suo “acquisto folle” palesa la feroce satira del film verso la società dell’apparire (e verso l’omertà nel fortissimo finale). Ottimo il cast (Servillo è circondato da notevoli “maschere”) e gran lavoro di regia di Daniele Ciprì. Chi pensa che il cinema italiano sia banale e privo di idee è caldamente invitato alla visione.

Un plauso Fandango se lo merita, per aver pubblicato in Blu-ray un film che non ha certo fatto faville al botteghino, viste le poche copie in distribuzione. Ai pregi aggiungiamo un valido audio in DTS-HD Master Audio 5.1, che offre un missaggio più curato della media (in ambito italiano), con alcuni effetti ben piazzati nella scena sonora, sfruttando tutti i diffusori e un contributo deciso del canale LFE nelle sequenze più drammatiche. Gli extra offrono solo il trailer in HD e un backstage breve (circa 13’) ma ben fatto. Sul video grava invece un difetto che fa arrabbiare, perché pare la classica “svista” che compromette un quadro altrimenti ottimo. Il livello del nero è infatti incomprensibilmente alto, e non si tratta di impostazione fotografica, dato che persino le bande nere (di fatto grigio-scure) ne sono afflitte. Un vero peccato, perché a livello di definizione la resa è davvero ottima in ogni frangente, il bit-rate generoso non determina artefatti e il croma, fortemente virato all’ocra, dona un look molto caratteristico. Passati i primi minuti, l’occhio si abitua e, scene notturne escluse, ci si fa meno caso, ma con il nero giusto sarebbe stata certamente un’altra cosa. [P.B.]

Film: 7,5 Blu-ray: 6,5 (Video 5,5 - Audio 8 - Extra 5,5)

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