Blu Brothers #19

Non devono salvare un orfanotrofio pieno di debiti e non sono nemmeno inseguiti da una banda di neonazisti bifolchi. La missione dei Blu Brothers di Outcast è analizzare scrupolosamente (e quindicinalmente) i migliori Blu-ray del momento disquisendo amabilmente di compressione, soundstage multicanale, bordate del sub, grana e rumore video. E vista la mole di materiale che giunge quotidianamente a casa dei due fratelli blu, non ve ne liberete tanto facilmente.

Quella casa nel bosco

Bene bene. C'è lo chalet nel bosco, ci sono dei teenager uno più demente dell'altro che ci vanno a trascorrere qualche giorno, c'è il vecchio redneck che sputa tabacco e non si lava da almeno un anno, c'è l'omicida che esce di notte e uccide con la nebbiolina nel bosco sullo sfondo, c'è la ragazza mediamente intelligente e istruita che alla fine (SPOILER) e, dulcis in fundo, c'è un antico libro in cantina che non bisognerebbe aprire. Fin qui Quella casa nel bosco sembra una presa in giro di tutto l'horror a stelle e strisce degli ultimi trent'anni (La casa, Venerdì 13, Non aprite quella porta, La notte dei morti viventi); il guaio è che non fa paura, non diverte e annoia mortalmente chiunque abbia un qualche trascorso slasher. Poi quel gran guascone di Drew Goddard ci infila dentro una sottotrama un po' a la Hunger Games-Truman Show-Il cubo, ma svelare tutto fin dalla prima sequenza non è quel che si dice un gran colpo di genio. Certo il finale è pura delizia ultragore e ci si sganascia dalle risate a vedere tutto quel bestiario in azione, ma alla fine l'operazione riciclaggio rimane tale e allora tanto vale ripescarsi i modelli originali e farsi almeno una cultura.

Un semplice Blu-ray a singolo strato è quanto offerto da M2-Eagle per questo horror che in Italia, a differenza degli USA, non si sono filato in molti. Escludendo gli extra, non si tratta però di un'edizione di basso profilo. Il video in 1080p mi pare tratto dallo stesso master del Blu-ray americano e si mantiene su ottimi livelli d'insieme per tutto il film, nonostante l'oscurità spesso imperante, gli interni poco illuminati e soffusi e una certa resa granulosa della fotografia. Gli elementi in CGI nel finale godono di un eccellente dettaglio e i primi piani non deludono in quanto a porosità e sharpness degli incarnati. Il bit-rate non è dei più alti (siamo sui 18 mb/s), ma la compressione non dà particolari problemi e tutto sommato la visione scorre bene. Il DTS-HD MA 5.1 italiano, che affianca un inedito LPCM stereo, assicura un ascolto equilibrato e con alcune punte di eccellenza, soprattutto nel concitato finale, dove i due rear e il sub lavorano in continuazione offrendo impatto e coinvolgimento a volontà. Anche nei momenti più tranquilli, però, c'è sempre una certa attenzione del mixing ai rumori di ambienza e i dialoghi non deludono, risultando però meno naturali di quelli in inglese. Extra invece da dimenticare. Solo qualche intervista al cast per circa 18 minuti di durata, quando invece l'edizione americana offre un commento audio, oltre un'ora e mezza di speciali e una modalità di visione PiP. [F.D.]

Film: 5,5 Blu-ray: 7,5 (Video 8 - Audio 8 - Extra 5)

Ghost Rider–Spirito di Vendetta

Inutile girarci attorno, se state guardando Ghost Rider è perché volete staccare il cervello e vedere qualcosa di becero. Se poi alla regia fanno capolino quei due pazzoidi di Neveldine e Taylor (i fautori dei due mai abbastanza lodati Crank), le aspettative per un “bel filmaccio” crescono. Pur con la prospettiva di gustarsi un B-Movie, questo secondo film sul Ghost Rider purtroppo dà poca soddisfazione. Parte bene con una scena d’azione frenetica, zeppa di uccisioni in pieno stile Neveldine/Taylor, ma inizia presto a indugiare su una trama giocoforza minimale (e già vista) e sui “dilemmi esistenziali” di Nicolas Cage (e il personaggio Marvel, al pari dell’attore, non si presta a chissà quale introspezione psicologica). Qualche battutaccia e trovata visiva ad effetto c’è, ma è troppo poco per tenere in piedi un film che rischia di scontentare sia gli spettatori più trash-oriented, sia chi cerca semplicemente un cinecomic poco impegnato.

Lo stile frenetico dei due registi deve aver creato più di un grattacapo ai ragazzi della Gener8, che hanno dovuto effettuare la conversione 3D, eppure il risultato è ben al di sopra della media anche rispetto a molti film girati in 3D nativo. Salvo un paio di inquadrature non perfette, per tutto il film la profondità dell’immagine è molto spiccata e graduale, senza piani separati con l’accetta o personaggi incollati su sfondi piatti, e non ci sono neppure problemi di ghosting o pop-out eccessivi. Notevole l’effetto delle fiamme, che rende le apparizioni di Ghost Rider e della sua moto ben più spettacolari della semplice versione 2D. Se a questo aggiungiamo una definizione sempre ai massimi livelli su tutti i piani, colori sgargianti e luminosità perfettamente calibrata per gli occhialini, possiamo tranquillamente aggiungere il Blu-ray Medusa alla lista dei migliori titoli stereoscopici in live action (benché sotto al livello di The Avengers o Avatar) . La sezione audio è all’altezza della situazione e propone due tracce DTS-HD Master Audio esplosive e dotate di ottima spazialità e precisione nella collocazione degli effetti sui canali. Panning in più direzioni, sub in gran spolvero e dialoghi sempre chiari assicurano la spettacolarità di cui molte scene hanno bisogno. Come extra il disco offre un sistema di calibrazione per il 3D, il trailer e una featurette sulla realizzazione, anch’essa in stereoscopia. Ma se avete preso la versione 3D troverete anche il Blu-ray con il film a due dimensioni (la qualità video è sempre eccellente) e contributi accessori più corposi, come la versione del film “espansa” con picture-in-picture, il making of, le scene tagliate, le storie dal set e uno speciale sui veicoli. [P.B.]

Film: 5 Blu-ray: 8,5 (Video 3D 8,5 - Video 2D 9 - Audio 8,5 - Extra 7,5)

Gli Aristogatti

Sarà perché “resister non si può al ritmo del Jazz” o per le divertenti sequenze tra il maggiordomo e i cani di campagna, ma la VHS de Gli Aristogatti è tra quelle della Disney che ho più consumato da piccolo e ricordarsi i testi di alcune canzoni dopo anni ne è la prova. Rispetto ad altri titoli Disney, non sarà forse un capolavoro, eppure chi lo ha amato da bambino non potrà che sorridere di fronte a tutti i buffi personaggi di contorno (e magari compatire un po’ il povero maggiordomo messo in successione per l’eredità dopo i gatti). Che abbiate una prole, cuginetti o nipoti a cui mostrarlo o no, non fatevi scappare la chance di rivederlo… perché tutti quanti voglion fare Jazz!

Come altri Classici Disney degli anni ’70, Gli Aristogatti non ha tavole particolarmente elaborate, anche se le animazioni e i personaggi sono disegnati con la consueta maestria; questa premessa per sottolineare che la definizione espressa dal Blu-ray non è di quelle che fanno gridare al miracolo, ma sembra restituire fedelmente ciò che i disegni hanno da offrire. L’immagine è molto nitida, i colori più vivi rispetto alla già buona edizione DVD di qualche anno fa e la compressione è solo un ricordo. Nel complesso il video è quindi soddisfacente, a patto di non partire da aspettative troppo alte (non tutti i classici Disney sono come La bella addormentata), e per quanto riguarda il presunto DNR… se c’è, non si vede. L’audio italiano è proposto in un discreto DTS 5.1 fullrate, che nelle scene di dialoghi è molto catalizzato sul centrale, ma non esita a aprirsi sul fronte anteriore e posteriore durante le canzoni. Non manca anche qualche effetto ben posizionato sui canali, anche se da questo punto di vista la traccia originale (con codifica lossless) è più precisa, oltre ad avere un messaggio sonoro un po’ più esteso in frequenza. Gli extra, quasi tutti a tema musicale, annoverano un filmato su una sequenza perduta all’inizio del film (10’ HD), uno su una canzone eliminata (8’ SD), uno con tutte le canzoni del film in sequenza con i testi e un cortometraggio del gatto Figaro (un personaggio Disney “minore”). [P.B.]

Film: 7,5 Blu-ray: 7 (Video 7,5 - Audio 7,5 - Extra 6)

Videopep #29 – Dashpep

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