Angry Birds Space: scazzo, ultima frontiera

Angry Birds Space: scazzo, ultima frontiera

Il team finlandese di Rovio ce l’ha fatta un’altra volta: i suoi rabbiosi pennuti hanno conquistato anche lo spazio. La serie è diventata un tale fenomeno da capogiro che la conquista dello spazio siderale pareva veramente l’unica frontiera rimasta a Rovio per riuscire ad ampliare ulteriormente il proprio fomentatissimo pubblico di frombolatori di uccelli. Nel frattempo la NASA ringrazia: c’è qualcuno che la finanzia ancora e noi possiamo continuare a sognare di poter un giorno visitare davvero Marte (invece di farlo come la settimana scorsa, nei panni di un traumatizzato Shepard).

Gioco alla mano, si nota subito che le cose sono state fatte in grande, c’è effettivamente stato quel salto in più: un piccolo passo per l’umanità intera, ma un balzo da gigante in avanti per degli uccelli abituati finora a dover fare i conti solo con la gravità terrestre. In quest’ottica, Seasons e Rio possono essere considerati al massimo come dei “reskin” con qualche ideuzza in più (e una tonnellata di aggiornamenti a base di livelli progettati dall’architetto di tutti i mali, è chiaro). Angry Birds Space, invece, ci porta a fare i conti con gravità diverse, con l’assenza di atmosfera, con pianetucoli che fluttuano e altri le cui forze gravitazionali si intersecano. Il concetto chiave è rimasto lo stesso: con il proprio arsenale prestabilito di uccelli arrabbiati bisogna devastare i maiali e le strutture che li ospitano fino a quando non ci sarà più nessun suino a grugnirci in faccia. Il modo in cui questa nuova ambientazione spaziale ha fatto però esplodere le possibilità creative nella messa in scena fisica dei livelli è da capogiro. Ora gli uccelli possono andare letteralmente in orbita attorno a un pianeta. Possono sfruttarne l’effetto elastico per sfiorarne la curva dell’orbita e slanciarci con maggiore brio verso un maiale piazzato su di un altro pianetino con a fianco una cassa di dinamite circondata da alcuni massi. Massi che a loro volta, sbalzati dall’esplosione, potranno superare l’atmosfera del pianeta e finire a fluttuare a gravità zero o entrare nell’orbita di un altro pianetino ancora, attratti dalla sua forza di gravità e pronti a piombare come dei giustizieri meteorici sull’ultimo maiale rimasto in vita dell’intero livello.

Le forze fisiche in gioco sono così semplici ma allo stesso tempo complesse (visto che si deve ragionare anche sull’influsso di tutte queste forze quando si progetta il proprio lancio), che gli sviluppatori hanno pensato bene di aggiungere un indicatore che segnala la traiettoria iniziale del tiro. Un buon modo per avere un’idea più chiara di cosa influenzerà il nostro lancio, quantomeno nella sua parabola iniziale. Come detto sopra, chi ha progettato i livelli si deve essere divertito come un pazzo: tutti i crolli, le esplosioni, i tiri di sponda e gli effetti a catena più o meno voluti sono tornati e hanno trovato in questo laboratorio spaziale uno sfogo creativo in più. Si potrebbe dire che i maiali di Angry Birds siano in orbita attorno a Super Mario Galaxy, non solo per una semplice questione di ambientazione estetica, ma di come le regole di un'ambientazione simile diventino immediatamente “funzione” e spalanchino un sacco di possibilità in più con cui giocare. E questo vale tanto sia per chi ha sviluppato i diabolici livelli, sia chi ci sta passando le ore nel tentativo di “trestellare” tutto.

Il meccanismo che ti porta a fare sia la partitella da fermata dell'autobus, sia la maratona del perfezionista sul divano, da questo punto di vista, è ormai una macchina oleata alla perfezione. L'interfaccia utente è semplice da navigare e la possibilità di ricominciare ogni livello con due rapidi tocchi è solo uno dei tanti assi nella manica che fanno di Angry Birds il gioco perfetto per ogni occasione, portatile e non. Per lo spizzico veloce, non c'è nulla di meglio di un gioco che ti permette di fare qualcosa in tranche anche di soli 25 secondi. Allo stesso tempo, se sei un assatanato che vuole ottenere l'epurazione totale del maiale spaziale con le tue brave tre stelle a documentarlo su tutti i livelli, c'è di che sudare e passarci le ore. Possibilmente sbracati sul divano nello scazzo più totale. Ore che si consumano in limature di tiri, intuizioni da fisica sperimentale e soprattutto “ricomincia-il-livello” infiniti che sarebbero insostenibili se privati di quest'interfaccia rapida, funzionale e pulita.

In tutta questa bellezza e funzionalità, non si può però non notare negli occhi di Rovio lo stesso sguardo dei loro avidi maiali ghignanti di verde dipinti. Quella sensazione che siamo, sì, un esercito di lanciatori di uccelli arrabbiati ed entusiasti, ma anche un po' dei polli da spennare. A dirla tutta, sarebbe ingeneroso sostenere che Rovio si sia fatta avida e ingiusta: le tonnellate di livelli aggiuntivi che hanno graziato gli episodi precedenti testimoniano la loro lungimiranza nel saper coltivare un pubblico sempre più affamato di contenuti e lo stesso capiterà anche qui. Ma allo stesso tempo non si può non notare come Angry Birds Space sia, sì, l'episodio realizzato meglio, con più idee e possibilità, ma anche quello pubblicato con meno livelli iniziali e subito pronto a venderci un terzo set “Danger Zone” (splendidamente diabolico, tra l'altro) per 79 centesimi in più o far diventare la Mighty Eagle un qualcosa da acquistare in scorte consumabili invece che in blocco. Si tratta di spiccioli e, per quanto mi riguarda, ogni episodio è valso tutti i soldi che è costato, ma il biglietto di ingresso è comunque aumentato per il quantitativo offerto all'inizio ed è giusto sottolinearlo. Com'è anche giusto sottolineare che, se per caso amate già la serie e volete giocare questo spaziale nuovo capitolo, probabilmente l'avete già fatto senza attendere questo testo.

Andando a concludere, Angry Birds Space è veramente un'eccellente seguito, non c'è maiale che tenga. La formula di partenza sarà rimasta pure la stessa ma l'ambientazione spaziale ha spalancato le porte a un'infinità di trovate divertenti e i livelli messi in piedi dagli sviluppatori sono un diabolico concentrato di idee che richiede uno sfruttamento costante e deviante della sua fisica (tra il serio e il faceto) per essere conquistati a dovere. Semplice da iniziare, perfetto per il lanciatore di uccelli che non vuole chiedere mai e costante nell'odio che genera per ogni maiale lasciato in vita. L'unica nota stonata, al momento, è che avrei voluto più livelli, ma con la consapevolezza che arriveranno (mai abbastanza) a breve. Nel frattempo, che lo scazzo da trestellamento sia con voi.

Voto: 9

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