Absolute Drift: derapate destrutturate e racing game molecolari

Absolute Drift: derapate destrutturate e racing game molecolari

Fosse per me, tutti i giochi avrebbero la grafica e la visuale "a volo di 747" di Absolute Drift. Ma non decido mica io nel mondo dell'industria che è il settore dei videogiuochi, quindi frechete, e allora beccatevi un tecnoludico pieno di texture e altrettante delusioni. Ma sto già divagando.

Absolute Drift è un gioco assolto nel bianco/beige (c'è anche del rosso) e nelle bestemmie. È come se Faith Connors (Mirror's Edge) e Ken Block (quello col cappellino) avessero fatto del sesso sul cofano di una Ford e dato alla luce un piccolo e avulso racin-giochino con la visuale dall'altissimo dei cieli, fatto di derapate, cubetton(cin)i porpora da evitare/sbalanzare e un sistema di controllo che s'impara in tre secondi, ma si metabolizza dopo due settimane trascorse in una SPA finlandese. È un puzzle a quattro ruote avido di pazienza, perizia, occhio geometrico, freno a mano e culo. Nel senso di retrotreno che scoda continuamente.

Il gioco è esattamente così.
Il gioco è esattamente così.

In realtà, dopo la prima ora di tentativi di gameplay, quella in cui si realizza di aver sprecato soldi (11,99 alla cassa di Steam), Absolute Drift diventa un vero e proprio linguaggio straniero e suadente, da imparare a suon di lezioni e pratica, fatto di solchi neri (pneumatici) che insozzano il candido (o bizzarro) asfalto.

Una lingua sconosciuta, di cui il giocatore coglie purtuttavia le dinamiche e gli scopi, ma che in fìeri forma una vertigine che trascina nel suo vuoto artificiale. A ben vedere, non c'è una voce che comunica, ma solamente le ruote posteriori di un'auto, che potrebbero voler scrivere anche "ti amo", a patto di saperle governare in controsterzo. Comunque sia, per dovere di cronaca, le striature nere compariranno anche procedendo in linea retta. In pratica, sempre.

Il difficile di Absolute Drift risiede esattamente in questo fatto: il sistema di guida, o almeno di derapata, non è inferiore, per caratteristiche simulative, a quello di Assetto Corsa. È la visuale a volo di condor a complicare le cose, a costringere a pressioni millimetriche sull'acceleratore, perfettamente calibrate per un drifting lillipuziano.

Cinque ambientazioni aperte e collegate fra loro, che si sbloccheranno completando tutti gli obiettivi. E poi, una manciata di tracciati tortuosi per gareggiare contro il tempo, inneggiando all'estetica del traverso. E le leaderboard, per vedere quanto si è bravi o capre. Neppure un avversario, neppure una modalità che non sia in solitaria.

Minimalista fino al midollo e suadente, ripetitivo/ossessivo/compulsivo eppur piacione, Absolute Drift si esaurirà nelle vostre mani nel giro di un paio d'ore, o forse vi durerà per sempre. Dipende da quanto siete gordiani.

vai a sapere

Ho giochicchiato con Absolute Drift assieme a Stefano "Stefano Talarico" Talarico, a casa mia, a Chieti, grazie a un codice Steam ricevuto direttamente dallo sviluppatore. Stefano riversava bile e brutte parole per il giochino in questione, io derapavo d'immenso con un DualShock 4 collegato al PC, dicendo "è bellissimo, è bellissimo!". Credete a chi vi pare, ma non di certo a noi due. 

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