3DS XL: quando la realtà supera la fantasia

Quando, qualche minuto fa, ho appreso tramite Twitter dell'esistenza del 3DS XL, ho istintivamente pensato ad uno scherzo. Perché no, dai, una notizia simile non poteva mica essere reale: non dopo l'E3 fatto di cocenti delusioni e nulla cosmico di Nintendo, non secondo queste modalità. Ed invece, quel ciuffone sbarazzino di Iwata ce l'ha fatta a tutti sotto al naso. Per carità, sapevo che fosse in programma una nuova Nintendo Direct, ma ero già francamente pronto al bis dell'ora di vuoto pneumatico che ci aveva "allietato" in occasione della conferenza-approfondimento dedicata al 3DS (quella in cui avevano promesso grandi cose e invece hanno passato 60 minuti a mostrare trailer e spezzoni di titoli già visti, senza nemmeno degnarsi di annunciare la più inutile delle release).

La realtà però sa essere alle volte più beffarda e surreale della fantasia, e dunque guai a dare le cose per scontate... E così Iwata è arrivato, ha droppato uno dei suoi proverbiali Megaton, ed è tornato chissà dove a ridere come tanto ama fare. Anche se, in tutta sincerità, a questo giro io non è che stia (sor)ridendo più di tanto, a dir poco perplesso di fronte a una notizia che trovo sconvolgente per vari motivi.

Il primo aspetto che mi ha lasciato - e francamente continua a lasciarmi - interdetto e sbalordito è legato al tempismo dell'annuncio: davvero hanno avuto il coraggio di presentare una revisione (peraltro puntualmente annunciata ed attesa) ad esattamente DUE SETTIMANE dall'E3, coi riflettori di tutto il mondo puntati su di loro ed un plotone di giornalisti e addetti ai lavori bramosi di novità? Una mossa incredibile, e ancora più insensata sia alla luce della fiera a dir poco discutibile allestita dalla grande N, sia contando il fatto che il prodotto in questione arriverà sugli scaffali entro poco più di un mese. Roba da chiedersi seriamente chi (ma anche come) organizzi la comunicazione Nintendo oggigiorno.

La decisione di non includere l'alimentatore - venduto con la console solamente negli States, dove evidentemente tutto è davvero più grande come nelle barzellette - è la seconda ragione che mi porta a pensare che tutta questa storia del 3DS XL sia sotto sotto una colossale presa per il culo orchestrata a livello globale dalla casa di Mario: una soluzione così delirante me la sarei aspettata come gag di chiusura perfetta in una strip di Penny Arcade, non nel mondo reale. Cioè, dai, sul serio... qui siamo ai livelli di Berlusconi che batte Cetto La Qualunque, eh.

La terza (e decisamente più corposa) causa del mio attuale sbigottimento riguarda invece la natura della revisione stessa. L'assenza del secondo analogico, per quanto grave ed in controtendenza con il DNA del gaming moderno, a dirla tutta me l'aspettavo. Non perché sia una mossa saggia o giustificabile, intendiamoci bene, ma semplicemente perché conosco troppo bene Nintendo per farmi fregare. Con l'orrido ma funzionale Circle Pad Pro (fra l'altro chiaramente inutilizzabile sulla nuova console, in attesa di una versione per l'XL dalle dimensioni approssimative di un trolley) N ci aveva dato un misero contentino, quando di base la sua strategia è chiara: persistere diabolicamente e cocciutamente in un imperdonabile "peccato originale" di design, sacrificando la logica in virtù della volontà di non segmentare il suo pubblico in due tronconi. Della serie che la cazzata è fatta, ma invece di rimediare all'errore facciamo finta di niente e peggio per voi.

Quello che invece trovo inconcepibile è il discorso dello schermo: sacrifichi la portabilità in nome della comodità di visione, della spettacolarità, e poi comprometti tutto mettendo uno display sì del 90% più grande, ma alla STESSA risoluzione!?! Le comiche. Così fino a ieri ci si lamentava degli schermi piccini, e da domani ci si lamenterà della grafica scacata: mossa veramente impeccabile e degna del miglior stratega del male, lo ammetto. Non è pervenuto nulla invece sulla qualità dei display in termini di brillantezza, luminosità e quant'altro, quindi, prendendo il silenzio come assenso, dubito sia lecito aspettarsi novità riguardo alla resa visiva e soprattutto al limitatissimo angolo di visione dell'effetto autostereoscopico. Bella lì, insomma.

Nello shock e nella perplessità generale, intravedo addirittura due motivi per provare a rallegrarsi: il tanto atteso miglioramento in termini di batteria (con l'autonomia che passa dalle 3/5 ore di media odierne a 3.5/6.5), che per quanto non sia massiccio come forse avrei sperato rimane comunque la nota più lieta di questo redesign, ed il prezzo, che dovrebbe aggirarsi sui 200 euro con una scheda SD da 4GB inclusa nella confezione. Veramente troppo poco per convincermi anche solo ad ipotizzare vagamente uno switch, e chissà forse anche per soddisfare gli indecisi che attendevano proprio una revisione per salire sul carrozzone dell'autostereoscopia da passeggio.

Poi, magari, come al solito, ci stiamo fasciando la testa per nulla, siamo tutti vittime della perenne sindrome premestruale da internet e ancora una volta avranno ragione Satoru & Co, tra milioni di unità piazzate, cascate di dobloni d'oro e famigliole felici. Eppure, mai come ultimamente, avverto l'impressione che Nintendo si stia scollando sempre più dalla realtà, e che sia in procinto di commettere errori da miopia di marketing destinati a costarle più o meno cari.

Insomma, sarò sicuramente limitato io, ma capisco sempre meno un'azienda che fino a qualche anno fa sapeva farmi sognare come nessun'altra. Però ci sta anche così: io non sono Iwata, e infatti invece che ridere... dovreste vedere la mia faccia (oggi così come all'ultimo E3).

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