Outcazzari

Ella & John - The Leisure Seeker: l’America livornese di Virzì è un  buon posto per divenir vecchi

Ella & John - The Leisure Seeker: l’America livornese di Virzì è un buon posto per divenir vecchi

Durante la scorsa estate, sono capitato a Livorno per la prima volta in vita mia e, mentre me ne bighellonavo in giro sulle tracce di Federico Frusciante, mi è venuto da riflettere su Paolo Virzì, sui suoi film e su come il regista toscano sia stato effettivamente capace di infilarci dentro l’atmosfera un po’ cascante ma colorata di quella città lì. Al punto che certe vie mi sembravano familiari, quasi ci fossi già passato.

Nonostante sia un discreto fan di Virzì fin dai tempi di Ferie d’agosto, credo che i suoi film più riusciti siano proprio quelli ambientati a Livorno. Penso soprattutto a La prima cosa bella, che mi ha commosso alle lacrime ed è riuscito a farmi stare simpatico pure Paolo Ruffini, con quella scena dell’abbraccio tra fratellastri così spontanea che davvero, da uno con la faccia così da schiaffi, mai avrei pensato. Ma vedi la vita, alle volte.

Comunque, quando sono entrato nella sala dove proiettavano Ella & John - The Leisure Seeker, nonostante i miei trascorsi positivi con Virzì, ero un po’ scettico: vuoi perché si tratta del primo film in lingua inglese del regista, vuoi perché la sua precedente esperienza negli USA, My Name Is Tanino, all’epoca dell’uscita non mi aveva convinto (ma è pur vero che non lo riguardo da un sacco di tempo, quindi vai a sapere).

Poi, c’è anche questa cosa: con gli anni mi sono fatto l’idea che quando un cineasta italiano tenta il colpaccio dell’impresa internazionale, col cast internazionale e tutto, può finire solo in due modi. O il film esce un po’ sbilenco (penso a This Must Be the Place o a Youth - La giovinezza, entrambi di Paolo Sorrentino), oppure viene carino, ma privo dei tratti distintivi del regista (è il caso, per esempio, de La ricerca della felicità di Gabriele Muccino).

Insomma, scettico, dicevo. E facevo male, perché The Leisure Seeker - adattamento dell’omonimo romanzo di Michael Zadoorian, noto in Italia col titolo In viaggio contromano - sarà forse un film un po’ addomesticato e “americanizzato”, rispetto ai canoni di Virzì (nonostante la produzione sia italo-francese), meno piccante e vernacolare del solito, ma non per questo è poco riuscito, anzi. Il viaggio in camper di Ella e John, coppia di anziani afflitti rispettivamente da un tumore e da gravi problemi di memoria, lungo le strade d’America, da Boston verso la casa-museo di Ernest Hemingway a Key West, offre al regista toscano l’occasione per approcciare il tema della vecchiaia in maniera tutt’altro che banale.

Sul piano strutturale, il film è un tipico road movie (credo il terzo del regista, dopo il già citato My Name is Tanino e La pazza gioia); la classica odissea dove ogni tappa viene caricata di un preciso valore simbolico, che innesca evoluzioni o cambiamenti nei viaggiatori. In questo caso, però, considerato che di rivoluzioni possibili ai personaggi ne sono rimaste assai poche, per ragioni, per così dire, anagrafiche - fermo restando che nella vita c’è sempre tempo per qualche scoppio - Virzì punta sul viaggio temporale, più che su quello propriamente spaziale, offrendo alla coppia di protagonisti Ella e John (Helen Mirren e Donald Sutherland) la possibilità di ripercorrere alcuni tra i momenti più importanti della loro vita, quasi fossero alle prese con una seconda luna di miele.

Nel film c'è spazio anche per un accenno di satira sulla presidenza Trump.

Ella è una donna forte, pratica e testarda; quasi l’opposto della madre sognatrice de La prima cosa bella, nonostante le due signore condividano il medesimo dramma. John, dal canto suo, è un professore in pensione; un intellettuale idealista e romantico appassionato di letteratura americana. Assieme, i due affrontano un ultimo viaggio, nonostante i rispettivi limiti fisici e mentali, riflettendo sul senso del tempo e sul valore del passato, ma soprattutto sul ruolo dei ricordi e della memoria nel definire l’identità delle persone, il perdono e le relazioni umane tutte. Strepitoso ed estremamente toccante, in questo senso, tutto lo scambio sulle malattie che piano piano, subdolamente, si sostituiscono alle persone a noi più care, come se se le “mangiassero”, facendole riaffiorare solo in pochi fortunati momenti di lucidità.

Col progredire del racconto, lo spettatore viene messo a parte di tutti i ricordi piacevoli della coppia, ma anche dei segreti e dei problemi affrontati nel corso di una vita intera. Virzì, con un certo gusto, sceglie di evocare tutti questi momenti senza ricorrere a flashback o ad altri artifici retorici, ma solo attraverso i dialoghi e a qualche diapositiva. Così, col tempo della narrazione sempre incollato al presente, viene più facile penetrare sinceramente nell’intimità dei due protagonisti.

La scelta di evocare il passato attraverso i dialoghi e le diapositive, senza flashback tra le balle, mi è parsa azzeccatissima.

Poi, certo, non sempre il film riesce a mantenersi in pieno equilibrio; due o tre sbavature ci sono (su tutte, la scena della campagna elettorale), ma nel complesso Virzì riesce a stare nei ranghi, a mantenere intatta, se non addirittura a far evolvere, la sua capacità di raccontare il “dramma di vivere” in maniera spontanea, agrodolce, senza ridondanza o eccessivi lirismi. La stessa capacità che gli consente di caratterizzare piuttosto bene i personaggi di contorno con pochissime pennellate (penso ai due figli della coppia), sorridendo e facendo sorridere ogni volta che può.

Poi, OK, sul piano puramente formale e della messa in scena, il film è un pelo più anonimo, meno ruspante rispetto ai canoni del regista, eppure mi è parso di riconoscere in alcune location le luci e i colori della Toscana, con i campeggi americani così simili a quelli che si vedono a Grosseto, e al lungomare della Florida che pare lo stesso di Livorno. 

Ella & John - The Leisure Seeker forse non sarà il miglio film del regista in senso assoluto, ma è senz’altro e pienamente un film di Virzì. Un film che merita di essere visto per gli spunti che offre, per il modo non banale con cui riflette sulla vecchiaia e, naturalmente, per le notevoli interpretazioni di Helen Mirren e Donald Sutherland.

Frechete!.jpg

Ho visto Ella & John - The Leisure Seeker qualche giorno fa, grazie a una proiezione riservata alla stampa, e ne sono rimasto soddisfatto. 

I (nostri) migliori anni del videogioco: 2010, l'ultimo anno di passione

I (nostri) migliori anni del videogioco: 2010, l'ultimo anno di passione

ARMS, io ti ho giocato tutto sbagliato

ARMS, io ti ho giocato tutto sbagliato