Il Pedro di spade 7x03: la risalita dei Lannister

Il Pedro di spade 7x03: la risalita dei Lannister

Ogni settimana, Natale "Pedro Sombrero" Ciappina ci illumina con le sue elucubrazioni sul nuovo episodio de Il trono di spadeChiaramente, trattandosi di analisi sui singoli episodi, evitate di leggerle se non siete aggiornati con le trasmissioni.

Lo si intuisce chiaramente dal titolo di questo terzo episodio, La giustizia della regina: questa è una puntata in cui a farla da padrona è Cersei, la vera regina de Il trono di spade.

Obiezioni assortite: sei di parte e c'è un'altra regina. Risposte: forse e sì, ma anche no.

Vedete, il problema di Daenarys è che si tratta di una persona cresciuta forse un po' troppo in fretta, che si trova lì quasi per caso, inconsapevolmente. Cersei, che la si ami o la si odi, è invece un personaggio già formato; anzi, è un politico già formato, oltre che abilissimo, e questo episodio ne è la prova. Ma andiamo per ordine.

Un po' spartano, vero, ma l'arrivo di Jon Snow a Roccia del Drago è comunque d'impatto.

La puntata si apre con l'approdo di Jon a Roccia del Drago, rispondendo dunque alla convocazione di Daenarys. Gli obiettivi dei due sono però ben diversi: il primo vuole supporto a Nord, per quella guerra con gli Estranei che si fa sempre più vicina; la seconda, invece, pretende che il bastardo di Ned Stark le giuri fedeltà. Una cosa di cui, però, a Jon importa veramente poco. Lo avevamo già detto: l'attuale Re del Nord non sarà sicuramente il politico con la retorica più efficace dei Sette Regni, ma è un cinico che capisce quali sono le reali priorità, e giocare alla guerra non rientra fra queste. Tutto questo per riassumere lo scontro dialettico fra i due, vinto a mani basse da Jon: le sue argomentazioni sono poche ma efficaci, mentre Daenarys si dimostra ancorata a quello stesso tronfio retaggio, fatto di formalismi e caratterizzato da una rigida gerarchia, che ha fatto fuori la sua casa di appartenenza. Tante pretese ma poca sostanza, insomma.

In ogni caso è un muro contro muro, almeno inizialmente. Ognuno propugna i propri interessi. Serve l'intercessione di Tyrion, a far ragionare Daenarys. Consegnare il Vetro di Drago, richiesto da Jon, sarebbe un win-win. Si aiuterebbe a fronteggiare un nemico (comunque fumoso) e si porterebbe a sé un alleato prezioso. Alla fine la Khaleesi cede, e concede supporto a Jon. Una mossa che, tuttavia, potrebbe aver contraccolpi sul lungo periodo.

Via The Ringer

Intanto ad Approdo del Re: Euron Greyjoy viene accolto trionfante dalla folla. Eccitazione a mille. Davanti al Trono di Spade, consegna a Cersei il proprio bottino di guerra: Ellaria Sand e la figlia, sulle quali si imbatterà l'ira vendicativa della regina. La Lannister è una donna che fa paura. Ed è estremamente saggia. Lo zio Greyjoy è infatti, nonostante tutto, una vera incognita; potrebbe rivoltarsi contro in modo repentino improvvisamente. Ma al momento è un alleato imprescindibile nella scacchiera dei Lannister. Cersei lo sa e prende tempo: avrà quel che vuole solo non appena la guerra finirà. Ho i miei dubbi che uno come Euron possa avere tanta pazienza; forse la regina confida che possa perire in battaglia prima, ma tant'è.

In ogni caso, Cersei mostra tutta la sua abilità come politico quando incontra l'emissario della Banca di Braavos. Le casse dei Lannister sono vuote, e in guerra la liquidità serve, eccome. Ma concedere ulteriore credito a chi ha contro un'armata di Dothraki e ben tre draghi, beh, non sarebbe affatto saggio. E infatti dalle parti di Braavos mostrano la propria riluttanza. Cersei, d'altro canto, batte i pugni sul tavolo con grande astuzia. Chiede ulteriore deficit; vuole che si scommetta su di lei. Del resto, sono più affidabili quei Lannister che "pagano sempre i propri debiti" o una Targaryen che vuole sovvertire quella scala sociale su cui proprio a Braavos si sono costruite le proprie fortune?

"Le truppe di Gatsu avanzano. Ringcast merda".

Nel mentre, per Daenarys la situazione si fa meno rosea rispetto a quanto da tutti preventivato. Dopo aver perso le proprie truppe via mare, adesso la propria armata si appresta a ricevere un altro brutto colpo. Ricordate gli Immacolati in direzione Castel Granito, lo storico fortino dei Lannister? Beh, è stato conquistato, anche con una certa facilità. Ma, come sa chi ha visto l'episodio, era una trappola. Ora Verme Grigio e soci sono intrappolati lì dentro, con fuori le navi di Euron Greyjoy pronti a logorarli lentamente. Non poteva essere così facile. Il grosso delle truppe dei Lannister, infatti, sono state dislocate da Jaime ad Alto Giardino, la sede dei Tyrell, ex amici e ora alleati con Khaleesi; un gioco da ragazzi, per i Lannister, conquistare i nuovi avversari (attingeranno dalle loro casse oppure è un semplice colpo al cuore dei nemici?). Una mossa fantastica. Non è uno scacco matto, sia chiaro, ma un altro durissimo colpo per la Targaryen.

Appunti e aspettative per il prossimo episodio:

  • Mai fare un dispetto a Cersei Lannister. A 'sto giro ne abbiamo avuto l'ennesima prova.
  • Voglio almeno un episodio ambientato tutto a Roccia del Drago. Ogni suo scorcio è letteralmente mozzafiato, ti lascia senza respiro.
  • Al Nord è tutto troppo calmo. Baelish trama qualcosa, ma per ora Sansa regge. Vedremo per quanto.
  • Sempre al Nord, fa ritorno, finalmente, Bran. Più che cresciuto, direi che, dal punto di vista della sorella, si è a dir poco rincoglionito. Ma tornerà comunque utile, forse.
  • Jorah Mormont è guarito. Tutto merito di Sam, a cui viene finalmente riconosciuto il proprio merito. Bravo Sam. Anche se è stato tutto lavoro sprecato, o quasi. Jorah tornerà a scondinzolare, forse, accanto a Daenarys. Dignità, questa, sconosciuta per alcuni.
  • Breve recap delle abilità strategiche di Tyrion: 1) accerchiare i Lannister via mare; viene sconfitto e perde tutta la propria flotta; 2) conquistare Castel Granito attraverso un trucchetto da quattro soldi; viene sconfitto e compromette, forse, la sopravvivenza degli Immacolati, vero fiore all'occhiello, insieme ai draghi, dell'armata di Daenarys. Quest'ultima, poi, gli ha appena dato credito, concendendo fiducia a un Jon Snow, comunque, alquanto sfacciato. Fossi in Khaleesi, inizierei a farmi qualche domanda su chi mi circondo. E se Jorah rientrasse in quest'ottica?
  • Rivelazione di Olenna Tyrell, in punto di morte, a Jaime: è stata lei ad avvelenare Joffrey. Io, comunque, ho ancora qualche dubbio, e continuo a protendere verso la teoria degli ossicini di colomba che, rimasti nella torta nuziale, l'hanno fatto soffocare.
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