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Ma la maschera di fango te la fa solo MXGP 3

Ma la maschera di fango te la fa solo MXGP 3

MXGP 3 segna la sottilissima, eterea ed impalpabile differenza tra un “brutto gioco” e un “gioco brutto”. Cioè. Si guida che un piacere. Controller alla mano, è il miglior motocross simulatorio/sussultorio in circolazione. Certo è, però, che l’impatto visivo restituito risulta abbastanza drammatico, per non dire oggigiorno inaccettabile. Anzi, no, diciamolo pure. E ribadiamolo. Oggigiorno inaccettabile.

Ricordate il vecchio e mai troppo vituperato Excitebike per Nintendo 64? Ecco. Ci sono palpabili echi di quella roba lì. Oh, attenzione, non è un gioco RCM, ma poco c’è mancato. Sigla!

Qualcosa è andato chiaramente storto, in Milestone. L’“esperienza di gioco ultrarealistica, grazie agli incredibili miglioramenti a livello di grafica, fisica ed audio, garantiti dal nuovo motore grafico Unreal Engine 4”, ahinoi, si è trasformata in un’esperienza mortificata e tetra, con la grafica a 720p spalmata a forza a 1080p. Il risultato, per l’appunto, è un’abbondante spalmata di fango, che rabbuia/confonde la vista e corrompe la godibilità complessiva del tutto. Un tutto troppo scuro, troppo sbiadito e “imblurrato”, con certi dettagli inutilmente carichi di saturazione, texture di moto e piloti che mancano di definizione (perché visibilmente stretchate), goccioloni di pioggia grandi come avocado e terreni fangosi bui, cupi, incapaci di restituire sensazioni vibranti al passaggio delle moto. Moto che, per altro, galleggiano sul terreno, atterrando senza neppure attutire i colpi con gli ammortizzatori.

Candeggiare dopo ogni utilizzo.

Candeggiare dopo ogni utilizzo.

E ancora, il sistema di collisioni è tra il problematico e il caotico (vabbé, succede anche nella disciplina reale), le barriere/ostacoli/cartelloni rappresentano ancora lo spauracchio più grande e, cosa peggiore, gli sviluppatori hanno implementato un odioso sistema di respawn, tanto insignificante quanto stronzo, che fulmineamente entra in azione non appena si esce al di fuori del percorso segnato. Cosa che invero accade spessissimo, vuoi per una spallata con gli avversari, vuoi per il cazzo del motocross.

In sostanza, la realizzazione tecnica di MXGP 3 è deludente. Il passaggio dal vecchio motore proprietario al nuovo motore di Epic, su console, si è concretizzato in un risultato inqualificabile, che per giunta procede a 30 claudicanti fotogrammi al secondo. Mi dicono che la situazione sia visibilmente migliore su PC. Su PlayStation 4, invece, è abbastanza il dramma.

Casomai riusciste ad andare oltre la grafica brutta (io, per dire, ci riesco senza problemi: contano sempre più le sensazioni di guida), MXGP 3 sa essere anche un gioco divertente, decisamente impegnativo e appagante.

Intanto, ci sono tutti i piloti, le moto e le piste della stagione 2016. La cicciosa modalità Carriera, inoltre, permette al giocatore che parte dalla categoria MX2, gara dopo gara, di accrescere la propria reputazione e competere con gli avversari per diventare il nuovo campione del MXGP World Championship. Torna il Monster Energy FIM Motocross of Nations, gara a punteggio che si svolge su sei tracciati, nelle categorie MXGP, MX2 e Open, in cui dovremo difendere i colori della nazione prescelta. Mancano, purtroppo, le Stadium Series (i quattro tracciati indoor che l’anno scorso donavano al tutto un pizzico di spettacolarità yankee). E, ancora, abbiamo più di 300 componenti ufficiali di oltre 75 brand tra cui scegliere, 10 nuovi modelli di moto a 2 tempi (novità richiesta dagli appassionati), caratterizzate da una fisica ed un audio dedicato, utilizzabili all’interno di tutte le modalità di gioco.

Boomshakalaka!

Boomshakalaka!

Veniamo al dunque. Come si guida, MXGP 3? Si guida bene, si guida veloce, in maniera sensibilmente differente rispetto al primo capitolo della serie (che per me resta il migliore, il più spigoloso, ruvido, acerbo, difficile e appagante dei tre). Tra le mani si impugna una sorta di evoluzione del secondo MXGP. Si cade meno e si va più forte, specie nei tornantini stretti, come se ci fosse un pizzico di arcade in più. Come sempre, la gestione della moto e del pilota è imperniata sull'utilizzo simultaneo dei due stick analogici (l'analogico sinistro è dedicato all'inclinazione della moto e quello destro al corpo del pilota). Non manca la frizione, da usare con parsimonia e un pizzico d'ingegno. In sostanza, come gli altri MXGP prima di lui, MXGP 3 è un godibilissimo gioco d'indipendenza di pollici, sia con le ruote a terra che (soprattutto) in aria (il sistema di scrubbing, ora, è anche più esigente e delicato da gestire in modo proficuo). Ben calibrato e caratterizzato da una curva d'apprendimento che, giro dopo giro, si fa sempre più gratificante.

Altro leit motiv del gioco: la gestione dei solchi tracciati dalle ruote, qui ulteriormente affinata e migliorata dal team di sviluppo, grazie al nuovo motore di deformazione del terreno, che viene progressivamente scavato, passaggio dopo passaggio, costringendo il giocatore a un ripensamento delle traiettorie. Oppure, a fregarsene bellamente, mettendo le ruote un po’ dove capita, ché non siamo tutti Antonio Cairoli e in fondo è solo un gioco.

Consiglierei MXGP 3, in versione console, ai miei amici? No. Consiglierei loro di prendere MXGP 2, che è nettamente più “solare” da guardare, ugualmente appagante da giocare, e restano anche due spiccioli in più per una bella pizzetta da Mafalda. Che ha texture migliori di MXGP 3.

Ho ricevuto un codice per il download su PlayStation 4 e l’ho giocato in questi pomeriggi assolati, per compensare certi stage eccessivamente tetri. Sto guardando un po’ di video della versione PC, che effettivamente mi sembra nettamente migliore e più brillante. Prendetelo là, se proprio. Il gioco è comunque disponibile anche su Xbox One. Ah, come al solito, se acquistate MXGP 3 su Amazon passando dai nostri link, ci fate ricevere una piccola percentuale di quanto spendete, senza sovrapprezzi per voi. Potete farlo su Amazon Italia a questo indirizzo qui o su Amazon UK a quest'altro indirizzo qua.

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