Racconti dall'ospizio #37: Virtua Fighter 5 varrà il prezzo di Yakuza 6

Racconti dall'ospizio #37: Virtua Fighter 5 varrà il prezzo di Yakuza 6

Racconti dall’ospizio è una rubrica in cui raccontiamo i giochi del passato con lo sguardo del presente. Lo sguardo di noi vecchietti.

Ma quanto cazzo era bello Virtua Fighter 5? No, davvero, se ci penso mi sale la voglia di Akira Yuki nelle vene. Ripetersi dopo la perfezione di Virtua Fighter 4 Evolution era difficile, ma Sega AM2 (sì, proprio lo studio di Out Run e Daytona USA) non era certamente l’ultima arrivata. La serie, nonostante sia stata tra le prime a portare i picchiaduro a incontri nelle tre dimensioni e ad aver dalla sua persino una (bruttissima) serie animata, non è mai stata tra le più popolari. Insomma, già all’epoca del terzo e quarto episodio, il mondo con gli occhi non a mandorla guardava con più favore ai vari Tekken e Soul Calibur di Namco, figuriamoci poi quando, negli anni di PS3, la scena dei picchiaduro godeva di pessima salute presso il grande pubblico. 

Eppure eccolo lì, prima sulla terza console casalinga Sony e poi, in versione riveduta e dotata di gioco online, su Xbox 360. Virtua Fighter 5 si inseriva direttamente nelle solide tracce del quarto episodio. Quindi sempre molto tecnico, ma leggermente più accessibile, senza pulsanti aggiuntivi come quello dedicato alle schivate e i dislivelli di Virtua Fighter 3tb, che mai mi avevano davvero convinto. Tanti personaggi (diciotto, più altri due nella versione Final Showdown) se la menano di santa ragione per motivi strampalati che importano a pochi, in variopinte arene che spesso offrono barriere, elementi distruttibili e possibilità di ring out.

Jeffry che se la prende con le ragazzine, ma resta una pippa.

Il sistema di controllo complesso, ma non complicato, si accompagna a scontri leggermente più lenti di quello del quarto episodio, con prese meno veloci e in generale un ritmo marziale che trova la sua massima espressione nella sensazione di pesantezza di pugni, calci e passi che raramente si riscontra in altre serie. Se non avete mai giocato a un Virtua Fighter, fate pure conto che è un Tekken decisamente più rigoroso, dove un bravo giocatore ti può far fuori in cinque secondi netti senza però eccedere in quelle orribili juggle infinite tipiche della serie Namco. Grande importanza, ancora una volta, riveste il sapersi muovere con perizia in tutte tre le dimensioni, con i passi laterali che danno vita ad attacchi e prese diversi da quelli frontali. Un esempio su tutti è Goh Hinogami, personaggio preso di peso da VF4 Evolution che basa il proprio stile di lotta su attacchi rapidi e proiezioni letali da sferrare mentre, con un rapido movimento, si è fatto andare a vuoto un colpo avversario.

Come fece Capcom con El Fuerte, anche AM2 si concesse un lottatore di Lucha Libre con El Blaze, dallo stile estremamente peculiare; l’altra aggiunta, la piccola Eileen, affondava invece il proprio arsenale offensivo nel monkey kung-fu che, come il nome fa intuire, replica i movimenti delle scimmie per riempire di sganassoni chi si trova davanti. Come accennato, la versione “definitiva” del gioco, denominata Final Showdon e approdata a metà 2012 sempre su PS3 e Xbox 360, aggiungeva lo storico Taka-Arashi e la francese karateka di primo pelo Jean Kujo, oltre a una sostanziale rivisitazione dei moveset di tutti gli altri lottatori per rendere il tutto più fresco, profondo ed equilibrato. Non che la versione base del gioco fosse poco rifinita, anzi, c'era l’eterno Quest Mode, in grado di rubarmi decine e decine di pomeriggi.

Akira è in grado di stendere il mondo con due cazzotti e una carezza.

Insomma, forse non è stato ricordato abbastanza, Virtua Fighter V, complici anche i ritorni di Street Fighter con il suo quarto episodio e con un nono Mortal Kombat che, oh, a me fece schifo come pochi altri giochi dell’epoca, ma che in giro sembra aver raccolto applausi a pioggia. Magari, con l’inclusione di Virtua Fighter 5 Evolution come “mini-gioco” all’interno di Yakuza 6, nuovi giocatori si avvicineranno e si appassioneranno alle lotte di Akira, Pai e Jacky. Io aspetto la release occidentale delle nuove avventure di Kazuma Kiryu solo per poter di nuovo mulinare i calci e i pugni del mio amato Lei-Fei.

Snake Pass è veramente una delizia

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