Dropmix: Yu-Gi-Oh incontra DJ Hero e fanno casino insieme

Dropmix: Yu-Gi-Oh incontra DJ Hero e fanno casino insieme

Lontano dal clamore e dalle sale affollate della GDC 2017, Harmonix e Hasbro ci hanno invitato a provare in anteprima la loro nuova misteriosa creatura nel mondo, parzialmente caduto in disgrazia, dei rhythm game. Io, Kenobit e Nabu ci rechiamo all’indirizzo dell’appuntamento e, dietro la classica anonima porta nera che caratterizza tante strade di San Francisco, scopriamo che si nasconde uno storico studio di registrazione della città californiana. Ad aspettarci all’interno c’è Dropmix, con il quale abbiamo potuto giocare per una mezz’ora in compagnia di alcuni degli sviluppatori del gioco.

È possibile descrivere Dropmix come un card game in realtà aumentata per dispositivi mobili, in particolare tablet. Harmonix è proprio affezionata alle sue periferiche plasticose e stavolta, grazie alla collaborazione con Hasbro, propone un dock nero con cinque slot in cui posizionare le carte, un pulsantone e tante lucine colorate che si muovono a ritmo di musica. Il dock presenta inoltre uno slot in cui inserire il tablet o il cellulare su cui stiamo giocando e comunica con esso tramite collegamento bluetooth. Nel nostro caso, l’iPad su cui giocavamo era collegato anche a un televisore e a un sistema di altoparlanti per rendere il tutto più pratico ed efficace ai fini della presentazione.

L'holo deck di Yu-Gi-Oh... ops... la plancia di gioco di Dropmix.

Parliamo ora delle carte vere e proprie: di dimensioni non molto diverse da quelle di Magic, rappresentano pattern e sample di canzoni e brani diversi, sono caratterizzate da un colore che rappresenta lo strumento (basso, batteria, voce, ecc... ), un valore di “volume” che va da 1 a 3 (il perché lo capirete tra un attimo) e al loro interno è presente un chip NFC per permettere al dock di riconoscerle anche quando impilate. Piccolo dettaglio: per quanto il design delle carte non fosse definitivo, le illustrazioni che abbiamo visto erano davvero bellissime e coloratissime.

Veniamo al software vero e proprio. Fin dal menu, è possibile interagire col gioco piazzando carte in uno dei cinque slot del dock, a patto che la carta sia dello stesso colore dello slot. Appoggiando una carta, il sample corrispondente viene riprodotto nel gioco e piazzando ulteriori carte, tutte queste vengono mescolate in un mix originale e creato al momento. La maestria di Harmonix in fatto di musica è palese, perché il risultato dal punto di vista musicale è abbastanza incredibile. Non avrei mai creduto che un mix costituito dalla batteria latina di un pezzo di Ricky Martin, la chitarra dei Disturbed e la voce dei CHVRCHES potesse risultare in qualche modo più che piacevole. I suoni e i pattern sembrano mescolarsi in maniera istantanea e senza forzature di sorta.

L’unica modalità di gioco che abbiamo visto, anche se altre saranno presenti all’uscita del gioco, è una sfida 2v2 in cui quattro giocatori si affrontano a coppie sui due lati, cercando di accumulare punti piazzando le proprie carte sul dock. Ogni giocatore può mettere, nel suo turno, una carta in uno degli slot liberi del dock, oppure sovrapporla a una già esistente, a patto che abbia una valore volume uguale o superiore a quello della precedente. Sono inoltre presenti carte speciali in grado di fornire punti extra, eliminare le carte degli avversari e in generale stravolgere in qualche modo l’andamento del gioco. Ogni squadra, inoltre, può fare ricorso, per due volte a partita, al pulsantone Dropmix presente alla base del dock, che scatenerà un momento Mike Bongiorno, con tanto di ruota della fortuna, nel tentativo di eliminare le carte degli avversari con un certo valore di volume. Durante la partita viene riprodotto il mix via via che i giocatori lo creano, ponendo le proprie carte sul dock e adattandosi ai vari stravolgimenti di campo. Interessante la possibilità di salvare i mix così creati, in modo da poterli risentire anche dopo la fine della partita. Il gioco, per quanto piacevole, ci è sembrato piuttosto poco profondo e in generale scemotto, ma magari avranno modo di aggiustare il tiro da questo punto di vista con altre modalità.

Riguardo la scelta di canzoni ed artisti, non c’è da stupirsi che Harmonix abbia voluto andare sul sicuro, proponendo carte basate su musica piuttosto commerciale, per quanto abbia apprezzato molto alcune delle scelte fatte in termini musicali.

All’uscita, intorno a fine anno, Dropmix verrà venduto insieme a un mazzo introduttivo di carte, ma ovviamente nei mesi successivi verranno messi in commercio anche mazzetti di espansione dedicati a generi e artisti diversi, che magari riusciranno a valorizzare un tipo di musica diversa da quella un po’ troppo banale che abbiamo visto nelle carte provate a San Francisco.

Nel complesso, Dropmix è un’idea carina e originale, che sfrutta la maestria dei ragazzi di Harmonix nel creare un motore in grado di generare al volo mix convincenti e divertenti. Tuttavia il gioco competitivo vero e proprio mi è sembrato un po’ troppo legnoso e superficiale per essere davvero divertente a lungo termine, anche se magari riusciranno a metterci una pezza prima dell’uscita definitiva. Allo stato attuale, sarebbe già divertente attaccarlo allo stereo per una festa e lasciare che gli ospiti possano liberamente creare il loro mix.

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