Old! #196 – Febbraio 1987

Old! #196 – Febbraio 1987

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

A febbraio del 1987, si manifestano due giochi giapponesi dei quali, lo ammetto, fino all’altro giorno non sapevo nulla. Uno si intitola Avenger, Avengers o Hissatsu Buraiken, a seconda del chiaro di luna, ed è un picchiaduro a scorrimento con visuale dall’alto targato Capcom. Ideato da Takashi Nishiyama, che poi andrà a creare Street Fighter e i primi picchiaduro a incontri SNK, il gioco ci vede impegnati a combattere tale Geshita, colpevole di aver rapito non una, non due, ma addirittura sei belle figliole. Nonostante la sua fama relativa, Avenger si manifesterà nel nuovo millennio in svariate operazioni nostalgia di Capcom. Buon per lui.

L’altro è pure lui un picchiaduro, anche se dal taglio radicalmente diverso. Si tratta di Wonder Momo, gioco a scorrimento orizzontale prodotto da Namco che prende in giro il filone dei nippo-supereroi à la Ultraman. Oltre a suo taglio demenziale, il gioco si distingue anche per l’attenzione riservata, ehm, alle mutandine della protagonista, pratica all’epoca ancora non diffusissima nel mondo dei videogiochi. Il gioco, pur rimanendo confinato al Giappone, riscuote un buon successo e viene convertito su PC Engine, in una versione che rivedremo parecchi anni più tardi sulla Virtual Console del Wii. La versione arcade, invece, verrà riproposta all’interno di Namco Museum Encore per PlayStation e la protagonista si costruirà una carriera da comparsa in svariati titoli Namco, oltre che da cantante J-Pop e da personaggio dei fumetti.

Il 15 febbraio del 1987 arriva sui NES europei Kid Icarus, uno fra i giochi della console a 8 bit Nintendo che verranno ricordati con maggior nostalgia. Nel gioco, un platform d'azione 2D con elementi da GdR, si controlla un ragazzetto alato armato di arco e frecce, alle prese con orde di mostri, pendii da scalare e fortezze labirintiche da esplorare. Pensato in origine per il Family Computer Disk System, Kid Icarus arriva ovviamente dalle nostre parti su cartuccia. Venticinque anni dopo, godrà di un remake nella linea 3D Classics per Nintendo 3DS. L’eroico Pit, però, oltre ad apparire come guest star in alcune produzioni Nintendo, sarà protagonista di altri due giochi: Kid Icarus: Of Myths and Monsters per Game Boy e Kid Icarus: Uprising per 3DS.

Il 20 febbraio si manifesta invece in sala giochi Contra, noto dalle nostre parti come Gryzor (Probotector nella conversione per NES di qualche anno dopo). Il gioco prodotto da Konami mette al controllo di due soldati (due robot in Probotector) in missione per sconfiggere un’organizzazione terroristica controllata da forme di vita aliene. L’azione si sviluppa su due tipi di livelli, alternando fasi a scorrimento orizzontale ad altre con una visuale in pseudo 3D. È possibile giocare in cooperativa e il sistema di controllo permette di fare fuoco in otto direzioni. Insomma, è un gioco d’azione, ma è tutto sommato abbastanza profondo e complesso. Contra riscuote un successone, viene convertito su tutti i sistemi possibili e immaginabili e finirà per dare vita a una serie dalla lunga durata, con nuovi episodi pubblicati addirittura quasi trent’anni dopo.

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