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Skyfront VR: Fletto i muscoli e sono nel (server) vuoto

Skyfront VR: Fletto i muscoli e sono nel (server) vuoto

È anche naturale che, con l’avvento e relativa diffusione della VR, si vogliano riprodurre schemi e formule consolidati in ambiente virtuale. Quella di adagiarsi sugli allori di una formula consolidata è sicuramente una pratica semplice, immediata e che riduce drasticamente gli sforzi in fase di pre-produzione, ma può condurre a risultati terribili se il genere non si presta all’approccio VR o non viene adattato con la dovuta cura.

Nel caso di Skyfront VR, pur nelle sue fasi di Accesso Anticipato su Steam, sembra che sia stato fatto un buon lavoro in questo senso, applicando soluzioni semplici ed efficaci ai tanti problemi che avrebbe potuto porre. Il titolo di Levity Play trae chiara ispirazione dagli sparatutto arena del decennio scorso, specialmente Quake III :Arena e Unreal Tournament, proponendo di traslare i ritmi frenetici da sparatutto competitivo in prima persona negli ambienti a tutto tondo della realtà virtuale. Il risultato, per quanto in fase embrionale, è ottimo: il giocatore è sospeso grazie a un jetpack in ampi ambienti nei quali fraggare quanti più giocatori avversari possibili in una manciata di diverse modalità di gioco. I sistemi di movimento del giocatore sono due: una pistola con cui direzionare i razzi del jetpack e un rampino. Il primo è il mezzo di locomozione standard, piuttosto lento ma totalmente libero a 360 gradi: basta puntare il controller e premere il grilletto nella direzione desiderata, anche variandola dinamicamente nel corso di una traiettoria. Il rampino è invece molto più rapido e permette di agganciarsi e raggiungere velocemente superfici vicine, al costo di un tempo di caricamento più lungo e della effettiva disponibilità di superfici vicine cui agganciarsi. La combinazione di questi due semplici principi permette movimenti piuttosto spettacolari nel vuoto delle mappe, specie dopo qualche partita di pratica. Chi ha provato un casco VR in passato sa benissimo che in questi casi il rischio di “vomitino” è dietro l’angolo, ma vi assicuro che è stato fatto tutto il possibile per ridurre al minimo ogni effetto nauseabondo, e non ho avuto alcun problema di motion sickness, anche dopo lunghe e indiavolate sessioni di gioco.

Certo, è bello muoversi all’interno delle mappe, ma cosa sarebbe uno sparatutto arena senza le armi? Al momento sono disponibili solo due classicissimi topos del genere: un mitragliatore e un lanciarazzi con un leggero effetto di ricerca del bersaglio, per aiutare a colpire qualcosa nelle immense mappe di gioco. Il feel con entrambe è buono ed entrambe risultano utili in situazioni diverse. Ho adorato il dettaglio del mirino olografico del mitragliatore che risulta visibile solo quando si avvicina fisicamente l’arma al volto e risulta anche molto utile in fase di combattimento. A volte la differenza fra un gioco raffazzonato e uno che dà almeno la parvenza di essere stato curato sta anche e soprattutto in queste piccolezze.

Per movimentare il tutto, gli sviluppatori hanno anche pensato a un set di poteri speciali intercambiabili, da usare in situazioni di emergenza e che si ricaricano dopo un po’. Al momento, a disposizione del giocatore ci sono uno scudo che lo rende invulnerabile per qualche secondo, ma anche incapace di sparare, e una sorta di onda energetica frontale utile per punire gli avversari troppo arditi da tentare un assalto frontale.

Il mio unico problema nella mia pur limitata esperienza con Skyfront VR sta nella base di giocatori. Trattandosi di un gioco in VR, per giunta in Accesso Anticipato, il numero di giocatori collegati ai server di gioco è davvero infimo. Spesso ho provato a giocare ma ho dovuto desistere, visti i server quasi sempre vuoti e la relativa inutilità dei bot che il gioco mette a disposizione. Ma quando sono riuscito a trovare qualcuno con cui scambiare proiettili e missili in faccia nel vuoto, è stata una vera goduria, nonostante l’acerbità generale del tutto.

Skyfront VR, anche se ben lontano dalla sua forma finale, tocca già le corde giuste del cuore nell’approcciare all'interno del difficile mondo VR il genere degli sparatutto arena. Pur con la rozzezza generale che contraddistingue un titolo in Accesso Anticipato, sembra sia già stato fatto tutto il possibile per assicurare una buona transizione a 360 gradi di un genere così frenetico.

Attenderò la versione definitiva, sperando che porti con sé una buona base di giocatori, per flettere i muscoli, lanciarmi nel vuoto e sperare di non rompere il televisore di casa mentre mi dimeno in un mondo virtuale.

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