Se lo Switch ancora non c’ha Metroid, ci pensa Axiom Verge!

Se lo Switch ancora non c’ha Metroid, ci pensa Axiom Verge!

Ho sempre sentito parlare di Axiom Verge come di un gran gioco, uno dei migliori esponenti del genere dei metroidvania e, anche se dagli screenshot ammetto di non aver mai capito una fava dei temi del gioco, sono sempre stato tentato di acquistarlo e giocarci. Ma non lo ho mai fatto per un paio di ragioni: i metroidvania 2D preferisco giocarli su console portatili (e non ho PS Vita) e Axiom Verge ha l’aspetto di uno di quei giochi con anche la difficoltà old-school. E l’idea di un Metroid con un livello di difficoltà da gioco NES (tipo... Metroid per NES!) non mi ha mai entusiasmato. Ora che Axiom Verge è uscito su Switch, e con uno Switch in mio possesso, la prima scusa è venuta a mancare, e per la seconda, beh, non avevo capito nulla del gioco.

Nel comunicato stampa dello sviluppatore, Axiom Verge viene descritto come un metroidvania dal look classico ma dal gameplay moderno, e dopo averci giocato per una buona manciata di ore, lo sottoscrivo al 100%. Il gioco si presenta come un titolo molto classico, un action old-school, con visuali che sono una via di mezzo tra l’era degli 8 bit e quella dei 16 bit: la densità dei pixel punta più all’era SNES, la palette di colori a quella NES, mentre la musica è fin da subito moderna. Ma bastano pochi minuti per entrare al 100% nell’atmosfera metroidesca, con un look alieno molto vicino a quello del primissimo Metroid, nel quale i compromessi grafici da una parte e l’assenza di un immaginario sci-fi “forte” a cui fare riferimento dall’altra hanno concorso a creare un look & feel unici e fortemente distintivi. Axiom Verge fa lo stesso, ma con un bagaglio di trent'anni di videogiochi alla spalle, che se da un certo punto di vista è un bel vantaggio, perché hai un sacco di fonti di ispirazione e riferimenti, dall’altro rende molto più difficile realizzare qualcosa che risulti inaspettato e originale. Ebbene, Axiom Verge ci riesce, e ci riesce alla grande! Ha un protagonista originale, un mondo di gioco originale, un character design originale, una storia originale e anche un gameplay, pur con evidente ispirazione ai classici, dalle idee uniche. Tanto di cappello a Tom Happ, il one-man team alle spalle del gioco, che ci ha messo cuore e passione.

Andando con ordine, e senza fare troppi spoiler, diciamo che la formula di Axiom Verge si basa direi su tre pilastri interconnessi in modo perfetto: le abilità del personaggio, il visual design di mondo e nemici e la storia. Partiamo dalle prime, perché sono senz’altro l’aspetto più interessante e meno evidente a prima vista. Axiom Verge usa la struttura di un Metroid, non quella di un Castlevania, ovvero oggetti e abilità posizionati in punti specifici, senza loot random dei nemici. Il level design in questo senso è molto classico, anche se fin quasi da subito si notano ostacoli inusuali, che sarebbe impossibile superare con i classici power-up di un Metroid a caso (missili, rampino, armature speciali). Proseguendo nel gioco, e con i primi oggetti recuperati, appare evidente come Happ abbia fatto un notevole sforzo di originalità nel cercare specificatamente poteri unici e inusuali per questo tipo di giochi. Anche quando ci si imbatte in ostacoli “standard”, per esempio cunicoli, in cui una Samus a caso entrerebbe in versione morfosfera, Axiom Verge propone abilità originali per superarli, creando curiosità e aspettativa anche nei giocatori più scafati. Inoltre, c’è un intero segmento di abilità davvero peculiari, ovvero quelle che hanno a che fare con i “glitch” di Sutra, il mondo di Axiom Verge. Con un mossa un po’ da rottura del quarto muro, parte della storia e dei poteri di Trace, il protagonista, sono basati sul concetto che il mondo abbia una componente di codice, che dà luogo a glitch e può essere modificata in modo imprevedibile. Senza entrare troppo nei dettagli, vi posso dire che questo aspetto è trattato in modo calzante e naturale con tutto il resto, ed è un tocco singolare nel panorama di questo genere.

Passando alla storia e al mondo di gioco, Sutra è un luogo fantastico, ricco di scorci mozzafiato (per un gioco a 16 bit) e nemici bizzarri. Dopo l’introduzione, relativamente corposa, la parte narrativa passa in secondo piano e si affida quasi interamente alla caratterizzazione del mondo di gioco, con qualche intermezzo scritto qua e là, sotto forma di sporadici dialoghi o messaggi nascosti in punti difficilmente accessibili. È evidente che Axiom Verge ha alle spalle un corpus narrativo forte, lo si capisce dal design coerente dei mostri, delle aree di gioco e da scelte di character design distintive, ma non lo sbatte in faccia al giocatore, bensì lo tratteggia appena in messaggi criptici, lasciando intuire più o meno a tutti la vicenda principale, e solo ai più volenterosi i dettagli (chiaramente io non ci ho capito una mazza). Il mondo in sé mi è sembrato di ispirazione indiana, d’altronde si chiama Sutra e un bel po’ di altri nomi ricordano il sanscrito, ma si tratta comunque di una somiglianza superficiale, perché Axiom Verge contiene riferimenti al cyberpunk, all’horror, alla fantascienza classica, alla realtà virtuale e alla scienza in generale. È un pot pourri di vare ispirazioni, amalgamate in modo conveniente allo stile di gioco proposto, con un risultato finale imprevedibile, ma che riesce a parlare bene al pubblico del 2017, o quantomeno agli appassionati di titoli indie.

E tornando al mio preconcetto sulla difficoltà, Axiom Verge è un gioco dalla difficoltà “giusta”. Si muore spesso, ma i progressi vengono sempre salvati e le stanze di salvataggio sono posizionate piuttosto bene, per cui succede raramente di dover rifare enormi porzioni di livello per via di una morte inattesa. Ma se la difficoltà è senz’altro corretta, segnalo che, come da tradizione per questi giochi, di backtracking ce n’è da fare eccome, per quanto anche da questo punto di vista mi sia trovato piuttosto bene. La disposizione degli oggetti e il level design sono ben curati e non sono mai arrivato ad essere frustrato perché non capivo dove andare, cosa che invece mi è successa più volte in un gioco come Super Metroid. Senza nulla togliere al classico Nintendo, la struttura di Axiom Verge è più vicina a quella di un Samus Returns o un Fusion (o magari sono solo stato fortunato).

Per cui, insomma, pollice in su per tutto ciò che concerne Axiom Verge. D’altronde, che era un gran gioco già lo si sapeva, no? Passando ora alle particolarità della versione Switch, ebbene, non ce ne sono! O, meglio, non sono riuscito a capire cosa abbia di diverso questa edizione rispetto a quelle precedenti, per cui mi limito a elencarvi quello che c’è! Axiom Verge offre la modalità storia, con tre slot di salvataggio e una modalità speedrun pensata per streamer ed esperti, con delle opzioni specifiche per chi ama questo tipo di sfide. Non ci sono altre modalità extra e - nella versione scaricabile cui ho avuto accesso - nemmeno i contenuti della Multiverse Edition, ovvero un documentario sul gioco, OST e manuali, che sono puro appannaggio dell’edizione retail. Ma, intendiamoci, ci sta perfettamente, non scrivo questo per dire che l’offerta è scarsa, solo per chiarire i contenuti del pacchetto. Naturalmente, su Switch il gioco funziona alla perfezione sia in modalità portatile che TV, e in modalità portatile si può giocare anche con un solo Joy-Con, usando il corpo della console come una mini-TV. In questo caso ci sono dei compromessi con i controlli, mancando il secondo analogico che si usa per selezionare le armi, ma niente di insormontabile. L’unica critica che posso fare al gioco è che il tasto di conferma è associato al pulsante B, che in tutto il resto dell'interfaccia utente Switch serve invece per il comando Annulla/Indietro. Quindi, nei menù, spesso ci si incasina. Naturalmente si può cambiare la mappatura dei controlli, ma dato che la funzione di conferma è anche associata al comando salto, che invece sta benissimo sul B, la soluzione non è realmente praticabile, per cui bisogna tenersi la conferma sul B e amen. Naturalmente è un problema super minore, e vi può dare la dimensione di quanto tutto il resto sia invece superlativo!

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Axiom Verge è stato scaricato dall’eShop tramite un codice gentilmente fornito dallo sviluppatore e giocato principalmente in modalità portatile. Il gioco si presta perfettamente sia alla portabilità che al salotto, ed è davvero a casa sua su Nintendo Switch. Non mi sono cimentato nello speedrun, perché non sono il tipo, ma ho molto apprezzato la modalità di gioco principale e straconsiglio Axiom Verge a qualunque amante del genere, a meno che la grafica in stile retro non vi sia proprio indigesta. Axiom Verge è disponibile da tempo anche su PC, PlayStation 4, PlayStation Vita, Xbox One e Wii U. L'edizione fisica del gioco sarà disponibile a partire da novembre, in versione regolare e in Multiverse Edition. Come al solito, se la acquistate su Amazon UK passando dai nostri link, ci fate ricevere una piccola percentuale di quanto spendete, senza sovrapprezzi per voi. Trovate la Multiverse Edition per Switch a questo indirizzo, da cui potete comunque raggiungere anche le altre.

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