Yoshi & Poochy, il cane strafico

Yoshi & Poochy, il cane strafico

Che Wii U, la console ammiraglia di Nintendo, non sia stata un grande successo di pubblico è un fatto ormai acclarato. Sul perché di questa débâcle potremmo parlare per ore, ma è innegabile che per Wii U siano stati pubblicati alcuni fra i giochi che più mi hanno divertito della scorsa generazione di console. Basti pensare a titoli come Super Mario Maker, Bayonetta 2, Splatoon, Mario Kart 8 e Super Mario 3D World

Fra questi c’era indubbiamente anche Yoshi's Woolly World, un piccolo e delizioso capolavoro che mischiava, senza alcuna affettazione, un gameplay squisitamente retrò e un level design praticamente perfetto con una presentazione e una varietà di contenuti decisamente degne di un titolo moderno. Ho adorato Yoshi's Woolly World in quasi ogni aspetto: l’ambientazione coloratissima completamente costituita da fili e tessuti che si intrecciano a formare piattaforme, ostacoli e nemici, il gameplay geniale e ragionato di Yoshi’s Island per Super Nintendo, senza però la rottura di dover recuperare quel piagnone di baby Mario dopo ogni errore, la musica che spazia da suggestioni jazz (il basso fretless di Pastorius nei livelli boss e la fusion à la Spyro Gyra nei livelli tropicali sono deliziosi) al country, fino al vero e proprio heavy metal dei livelli di lava. 

Gli occhioni teneri dell’amiibo di Yoshi di lana che mi guardavano attraverso la plastica dell’imballaggio della Special Edition avevano anche fatto sì che scucissi una decina di euro in più. Soldi ben spesi, penso, ogni volta che lo guardo sulla sua postazione vicino al televisore di casa.

Guardatelo, cioè, guardatelo! Come si fa a dirgli di no?!?

Alla luce del parziale fallimento di Wii U, è naturale che Nintendo abbia iniziato a riproporre alcuni dei suoi titoli migliori su 3DS, forte di una base installata astronomicamente più elevata rispetto a quella della console casalinga. Questa tendenza a fare cassa con la sua console di maggiore successo è partita con Hyrule Warriors Legends, proseguita con Super Mario Maker For Nintendo 3DS e giunta alla terza occorrenza con Poochy & Yoshi's Woolly World.

Il gioco in questione è un fedele adattamento su console portatile dell’originale per Wii U, con alcune limitate aggiunte e qualche ritocco a certe meccaniche. Risulta immutato il già scoppiettante gameplay da platform 2D in cui dovremo guidare uno Yoshi di lana attraverso un mondo fatto di tessuti, bottoni, fili e altra merceria varia, alla ricerca dei suoi fratelli scuciti da un malvagio Magikoopa. Potremo a nostra volta utilizzare l’arma per eccellenza di Yoshi, la sua lingua dalla portata incredibile, per scucire nemici ed elementi del livello e formare gomitoli di lana. Potremo poi portare questi ultimi con noi, in modo da scaraventarli al momento giusto su altri nemici o sulle nuvolette sparse per i livelli, che riveleranno segreti ed elementi che ci permetteranno di proseguire nella nostra avventura lanosa. È sostanzialmente la stessa meccanica delle uova di Yoshi’s Island ma, di nuovo, senza dover portare in giro bimbi indifesi e lagnosi.

Immutato è anche il design generale, coi suoi geniali livelli colorati, fantasiosi e sempre vari. Certo, è comunque possibile notare una qualche riduzione nei dettagli, obbligatoria nel passaggio da una console ben più potente, ma le dimensioni dello schermo del 3DS, anche in versione XL, aiutano molto a nasconderla. Il tutto è molto fluido e, almeno sul mio New 3DS XL, non ha mai presentato alcun calo di frame dai classici 60 fps. Il fascino puccioso dell’originale è preservato in tutto e per tutto, nonostante il downgrade grafico.

Non lasciatevi ingannare da tutta questa pucciosità, però: il gioco non è una passeggiata e picchia molto più duro di quanto potrebbe sembrare, nonostante le vite infinite a disposizione del giocatore. Già dal secondo mondo di gioco, bisogna fronteggiare passaggi piuttosto ostici anche per un giocatore di lunga data, e la situazione non migliora se vogliamo raccogliere tutto, ma proprio tutto quello che è nascosto in ogni livello. Nintendo era sicuramente a conoscenza di una certa difficoltà altalenante nel gioco e infatti, già dalla versione per Wii U, aveva previsto una modalità di gioco Relax, senza alcuna penalità, se non sul proprio orgoglio di giocatore, in cui Yoshi è in possesso di ali grazie alle quali può planare senza problemi lungo i  livelli. Inoltre, era possibile scambiare le perline (la “moneta” del gioco) accumulate nei livelli con delle spille monouso, in grado di donare un potere particolare a Yoshi, come l’impossibilità di cadere giù dal livello, l’invulnerabilità al fuoco o la possibilità di sparare illimitati semi di cocomero. 

Qui veniamo ai primi cambiamenti nella versione 3DS del gioco:  le spille e la modalità Relax sono presenti, ma è ora possibile attivarle in ogni momento di un livello, e non solo all’inizio, toccando un pulsante apposito sul touchscreen della console. Questo contribuisce a rendere ancora più semplice la sfida presentata, poiché potremo adattare le nostre scelte in medias res. Ad esempio, alla trecentesima caduta in una pozza di lava, potremo decidere di attivare al volo l’immunità dal fuoco e scorrazzare allegramente per il livello, col nostro solo orgoglio intaccato. Inoltre, nella modalità “Relax”, i gomitoli sono sostituiti da dei botoli, presumibilmente i cuccioli del Poochy del titolo, che non solo torneranno da Yoshi ogni volta che li spareremo per il livello, eliminando la necessità di accumulare gomitoli, ma ci segnaleranno in maniera più o meno diretta i vari segreti nascosti.

Ora, come avrete potuto notare, ho quasi terminato la recensione senza nominare Poochy, il simpatico cane del titolo. Poochy il cane, tanto tenero quanto scemo, era già presente in alcuni livelli del gioco originale, oltre che nel sommo Yoshi’s Island. Yoshi poteva cavalcarlo per superare alcuni ostacoli o cercare di farsi seguire per recuperare oggetti nascosti in punti non raggiungibili direttamente. Qui è assurto a co-protagonista del gioco per due ragioni. La prima è che, oltre ai livelli a lui dedicati nel gioco originale, è possibile sbloccarne alcuni bonus in cui dovremo controllarlo direttamente. Questi livelli sono in autorun, quindi non avremo possibilità di controllare direzione e velocità del suo movimento, ma solo il suo salto. In questo modo, dovremo cercare di raccogliere più perline possibile nel livello e superare alcune sfide che ci vengono proposte, come passare da questo o quel punto o far scoppiare un certo numero di palloncini nascosti. Il tutto è carino e curato ma non particolarmente interessante o utile ai fini del gioco.

La seconda ragione è che ora nel gioco sono presenti delle mini animazioni in stop motion, sbloccabili ogni ventiquattro ore, in cui Yoshi e Poochy affrontano piccole avventure quotidiane nel mondo reale. Al termine del filmato ci verrà proposta una domanda su un particolare di quanto abbiamo visto e riceveremo una gratificazione in perline in caso di risposta esatta, un po’ come avviene in alcuni cartoni per bambini. Le animazioni sono di un grado di pucciosità fuori scala, col mio Q.I. che scende di vari punti mentre le guardo, un po’ come quando sono in presenza di un gatto. Tutto molto bello, ma ancora una volta poco utile nell’economia di gioco.

È scemo lo so, ma come si fa a dirgli di no!?!

Un’altra novità è il cambiamento della mappa di scelta dei livelli, che passa da una bella ma scomoda e onerosa sull’hardware, mappa in 3D a una più semplificata linea di livelli, come già visto in Super Mario 3D Land. La mappa originale del gioco su Wii U serviva anche come hub per le interazioni col Miiverse, nel quale il giocatore poteva disegnare utilizzando i timbrini sbloccati nei livelli di gioco e condividerli col mondo. Essendo assente questa funzionalità nel 3DS è naturale che Nintendo abbia proposto una semplificazione della mappa di gioco. Inoltre, al posto dei timbrini, ora il giocatore può sbloccare dei pattern che può utilizzare per personalizzare completamente il proprio Yoshi, funzionalità davvero carina che nella versione originale era limitata al solo uso di amiibo.

Nel complesso, Poochy and Yoshi’s Woolly World è sia un affettuoso omaggio di Nintendo nei confronti di uno dei suoi titoli migliori della scorsa generazione, sia una facile occasione per far guadagnare qualcosa in più a un gioco in gran parte snobbato, anche a causa degli insuccessi della console che lo ospitava. È la quintessenza di ciò che la casa di Kyoto fa meglio: produrre titoli che integrino al meglio semplicità e coesione nel gameplay, splendore visivo e qualche sorpresa. Il tutto in un mondo fiabesco che ci permette di evadere per qualche ora dal nostro... e forse per questo l’ambientazione realistica vista nel trailer di Super Mario Odissey stride così tanto coi nostri canoni e ha fatto storcere il naso a tanti.

In ogni caso, se non avete un Wii U o vi siete persi l’originale e preferite giocare a questo genere di giochi in giro, può essere l’occasione perfetta. O almeno recuperate l’originale, assolutamente!

Altrimenti, se avete già goduto della bellezza della versione originale, le aggiunte e i bonus di questa versione, per quanto benvenute, non giustificano assolutamente un nuovo acquisto.

Ho giocato a Poochy and Yoshi’s Woolly World su un New 3DS XL grazie a un codice fornito da Nintendo e l’ho terminato in poco più di dieci ore, raccogliendo segreti qui e lì, quando la mia pazienza e le mie abilità me lo hanno concesso. Ovviamente mettetene in conto altrettante se intendete recuperare ogni oggetto nascosto.

La battaglia di Hacksaw Ridge: bentornato, Mel

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Outcast: Chiacchiere Borderline #40 disponibile!

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