Breached promette ma fatica a mantenere

Breached promette ma fatica a mantenere

A volte capita di trovarsi di fronte a giochi che rendono difficile dare un giudizio netto. Titoli che hanno dalla loro magari un’idea di base molto affascinante ma il cui sviluppo prende direzioni che non sono completamente sballate ma che al tempo stesso è difficile considerare come universalmente valide.

In questo caso Breached fa scuola di questa situazione ambivalente. Si parte da una situazione di partenza che è tra le più eccitanti che possa immaginare: ci si sveglia in una capsula di sopravvivenza coi sistemi vitali in avaria si deve prendere il controllo di droni esploratori per recuperare le risorse necessarie a rimettere in funzione tali sistemi e continuare a sopravvivere. Tutto qui, questo è l’intero fulcro di gioco di Breached, ma è il modo in cui è sviluppato a renderlo interessante.

Ad esempio, ammettendo di dover sintetizzare il carburante per alimentare il generatore, non si potrà trovare la risorsa “carburante” nel mondo, ma solo i suoi ingredienti, che dovranno poi essere calibrati e divisi in proporzioni. Niente di particolarmente complicato, ma il metodo che si deve seguire è piuttosto scientifico, si ha l’aiuto di strumenti che analizzano la purezza di quanto viene creato e questa percentuale dovrebbe aiutare a trovare la “ricetta” giusta. Peccato solo che ho usato il condizionale nella frase precedente perché per molti tentativi, almeno nel mio caso, ho ottenuto ripetutamente la stessa percentuale (83%), pur cambiando le proporzioni di tutti e tre le componenti, di fatto ritrovandomi privo di ogni base per poter scegliere come procedere. Certo, se si va a casaccio, prima o poi la soluzione si trova o la percentuale si sblocca, ma se si deve procedere a casaccio decade anche tutta la componente scientifica e di ricerca che si voleva dare all’esperienza.

L’esplorazione del mondo di gioco tramite i droni è anch’essa qualcosa che funziona e non funziona. Graficamente il mondo è affascinante e sembra raccontare una storia con le sue rovine, i suoi macchinari distrutti dal tempo e dalle intemperie e le anomalie che vagano minacciando di mandare in avaria i droni stessi, donano quel pizzico di adrenalina in un’atmosfera altrimenti troppo contemplativa. Peccato che queste anomalie stesse si muovano casualmente e che alla fine il mondo risulti semplicemente uno spoglio percorso a ostacoli che separa il drone dalle risorse che bisogna recuperare.

Infine vi è la trama, raccontata tramite log e pensieri del protagonista mentre è prigioniero nella capsula. Questa è forse la parte più stimolante dell’intero pacchetto, perché capire cosa sia successo e comprendere quale sia stata la “tragedia” che ha portato al collasso di quella che pare essere un’intera civiltà sono tutte attività che spingono ad andare in un’altra noiosa perlustrazione, a superare un altro sgangherato enigma che poteva essere molto più interessante se sviluppato in maniera appena diversa.

Quindi quale è il risultato finale? Un gioco che non posso consigliare a tutti. Anzi, un gioco che non consiglio affatto, a nessuno. Ma prima di abbandonarlo e passare oltre, forse è il caso di porsi delle domande. Il pensiero di essere l’unico sopravvissuto in un mondo alieno titilla la fantasia? L’idea di avere le chiavi per svelare un mistero interessante, pur nascosto dietro strati di ripetitività, è un’idea che attira inesorabilmente verso l’atmosfera aliena e vagamente onirica di Breached? Se si, allora, forse è meglio dargli una possibilità.

Ho sbloccato il gioco grazie a un codice Steam fornito dallo sviluppatore. Ho terminato l’avventura (non richiede più di una manciata di ore) e nel corso di questo breve lasso di tempo sono passato dall’entusiasmo alla noia, dalla curiosità all’apatia. Davvero un peccato, era un gioco che volevo farmi piacere.

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