Quella bomba di The Night Of

Quella bomba di The Night Of

The Night Of nasce nel 2012 come produzione fortemente voluta da James Gandolfini, che vi partecipa nelle vesti di attore e produttore. Dopo qualche tentennamento, la serie, che è ispirata alla britannica Criminal Justice, scritta dal crime novelist Richard Price e diretta da Steve Zaillian, riceve luce verde da parte di HBO. Nel frattempo, però, con pronto solo l'episodio pilota, Gandolfini ci lascia. Ma il progetto non si incarta del tutto, anzi, viene portato avanti anche con lo spirito di omaggio all'attore scomparso. Inizialmente, per rimpiazzarlo davanti alla macchina da presa, viene scelto Robert De Niro, che però poi rinuncia per conflitti con altri lavori, e subentra infine John Turturro. Fast forward di un paio d'anni e ci ritroviamo per le mani una fra le migliori serie del 2016, un John Turturro che si mangia tutto in una delle sue interpretazioni migliori, un Riz Ahmed rivelazionissima, il pensiero di chissà come sarebbe stata con Gandolfini e il dubbio che De Niro abbia rinunciato in favore di Lo stagista inaspettato o Nonno scatenato e veramente meriti solo gli schiaffi.

Ma che cos'è, The Night Of? Beh, innanzitutto, è una serie con uno fra gli episodi pilota più riusciti, convinti, sicuri e padroni del proprio destino che si siano mai visti. Un'ora di televisione trascinante, lancinante, girata in maniera scintillante, altre due o tre parole che finiscono in ante, davvero talmente mozzafiato da far fare un po' brutta figura alle sette puntate successive, tutte molto belle ma non alla sua altezza. Al di là di questo, è un gran bel poliziesco, che affonda gli artigli nei dettagli, nelle sfumature, nelle piccole procedure che caratterizzano un arresto, lo studio di un crimine, la costruzione di un caso, il lavoro degli avvocati, le mille sfumature di grigio in cui tutto si immerge. Ha un bello sviluppo, un buon modo di gestire dubbi e timori, una risoluzione finale eccellente. E questo nonostante l'elemento poliziesco sia dichiaratamente secondario, perché la serie è interessata a parlare d'altro.

The Night Of è soprattutto il racconto dei suoi fantastici personaggi, che quasi tutti nascono come macchiette, semplici cliché, ma trovano velocemente un senso più compiuto e corposo, mostrandosi in quanto esseri umani sfumati, grigi, aggrappati alle loro vite.  È la storia di come ogni singolo passaggio di tutta la burocrazia e le azioni che circondano un crimine, dalla scoperta, all'investigazione, fino poi a un arresto, un'interrogatorio, un'incarcerazione, un processo, una sentenza, abbia effetti profondamente stranianti, disumanizzanti, su chiunque venga coinvolto e finisca per diventare ingranaggio del macchinario. Ed è in fondo anche una riflessione su quel che ci aspettiamo da un poliziesco televisivo e su quanta distanza passi fra quel che siamo convinti di voler vedere e quel che invece davvero abbiamo bisogno di sentirci raccontare. È una miniserie stupenda, scritta, diretta e recitata alla grande, ed è una fra le cose più belle che siano passate in TV nel 2016. E ovviamente, immaginarsela senza John Turturro è impossibile.

Sky Atlantic ha finito di trasmettere la serie venerdì scorso, quindi, insomma, direi che ormai è bene o male disponibile per tutti anche in italiano. Che aspettate, ancora?

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