Rogue One: A Star Wars Story recensito in maniera sconclusionata, un po' come m'è venuto fuori

Rogue One: A Star Wars Story recensito in maniera sconclusionata, un po' come m'è venuto fuori

Quest'immagine che ho messo qua sopra fa un po' schifo ma ci sta bene, perché riassume quel che Rogue One doveva essere, ci avevano promesso che sarebbe stato e tutto sommato è, seppur nei limiti di quel che si può fare con il film di Guerre Stellari gestito dal comitatone Disney. È un film cupo e con protagonisti dalla moralità sfumata, nei limiti di cui sopra ma comunque tale, soprattutto per quelli che sono gli standard della serie. È il primo Star Wars che racconta e mette effettivamente in scena una "war", proponendosi quindi come film di guerra, anche piuttosto tradizionale nelle sue svolte e nei suoi cliché, seppur sempre all'interno di quei limiti sul piano della violenza, dei temi, dell'approccio. È il primo Star Wars che dà l'idea di stare raccontando una vicenda di guerra in cui la posta in palio è qualcosa di enorme, di ben più grosso rispetto alle vite dei personaggi, senza avere fra le palle le solite fregnacce della famiglia Skywalker. Ed è un film di Gareth Edwards, che esprime chiaramente il suo stile, la sua capacità folle di imprimere su schermo il senso di scala, di ometti piccoli di fronte all'immenso, ma anche il suo dono per la composizione di immagini stupende, quasi pittoriche, seppur sempre all'interno dei limiti bla bla bla. Insomma, è effettivamente lo spin-off che si distacca in una certa misura dai canoni della serie, anche se ovviamente non lo fa fino in fondo e in tanti aspetti rimane costretto e inquadrato. Un po' come i film dei Marvel Studios ma un po' di meno costretto e inquadrato rispetto ai film dei Marvel Studios.

E infatti, al di là di un avvio che ho trovato un po' frettoloso (ma io trovo frettolosi gli avvii di tutti 'sti blockbuster moderni, mica come ai miei tempi, quando c'era lui) e di una colonna sonora che mi è sembrata la versione Asylum delle colonne sonore di John Williams, quel che mi ha dato più fastidio di Rogue One, a tratti fino quasi a tirarmene fuori, è tutta la tarantella di gomitate, strizzatine d'occhio, omaggi, citazioni e collegamenti incrociati coi vecchi film della saga. Per carità, stiamo parlando di un prequel ambientato cinque minuti prima, era forse inevitabile, ma ho trovato il tutto gestito in maniera molto impacciata, posticcia, appiccicata un po' lì, e infatti mi viene da pensare che se davvero c'è stata un'ingerenza da parte della produzione, beh, stia lì. Voglio dire, un anno fa hanno incassato un impossibimiliardo di dollari con un film che era costituito al novanta per cento da questo genere di ruffianate. Alla luce di quel risultato, magari, l'idea dello spin-off molto scollegato, quasi arrogante nel suo voler essere un'altra cosa, è sembrata improvvisamente un po' cretina e, beh, ci sta che abbiano deciso di cambiare lievemente il tono da una parte (ma senza fare troppi danni, anche se quel "I rebel!" del primo trailer mi è mancato molto) e di infilare cosette del genere in ogni dove dall'altra.

Fatto sta che, come già un anno fa, il continuo menzionare, far apparire per due secondi, buttare dentro alla rinfusa questo e quel personaggio "noto" ha a tratti veramente l'eleganza del meme photoshoppato su Facebook e, a voler ben vedere, si poteva tranquillamente rinunciare a tutto. Ma proprio tutto, eh: anche le scene con l'exogino a forma di Peter Cushing (che in realtà hanno senso di esistere ma sono esteticamente inguardabili) e le appiccicatissime apparizioni di Darth Vader (davvero superflue). La sostanza del film non sarebbe cambiata di una virgola. Anzi, se lo chiedete a me, conservando magari solo la generalissima dei ribelli, senza dubbio inserita in maniera più elegante rispetto al resto, sarebbe stato un film migliore e meno pacchianello. Ma, insomma, vedo tutti gasati per Darth Vader che fa i numeri, quindi immagino che sia un problema mio. Del resto, ho il problema di stare in mezzo: se non noti queste cose, al di là dell'estetica di pongo di un paio di personaggi, non c'è problema; se le noti e ti piacciono, va tutto bene; io le noto, ma gestite in questa maniera mi fanno cagare. Capita.

Questo poster (finto) è più elegante di svariate apparizioni che si vedono nel film.

Però, ehi, c'è il fatto che i problemi finiscono qui e, sopratutto, non sono invadenti come quelli di un anno fa, fanno anzi da contorno a un film che tutto sommato, in larga misura, mantiene quelle promesse del primo trailer e conferma solo in parte le preoccupazioni che mi generavano i successiviRogue One è un bel film di guerra e di Guerre Stellari, con un cast azzeccato, personaggi accattivanti, caratterizzazioni davvero diverse dalla norma della serie, un ritmo eccellente, delle immagini affascinanti, un Donnie Yen che nonostante il guinzaglio fa ottimamente il suo, qualche bella emozione e un finale riuscitissimo (intendo il finale vero, non l'aggiunta conclusiva che, a questo punto si sarà capito, non mi ha detto nulla e mi ha anzi un po' rotto il bel momento). Inizia dignitosamente, prosegue bene e cresce senza mai fermarsi. È il nuovo arrivato sul podio della serie e, tutto sommato, lascia buone speranze per lo spirito con cui stanno affrontando questa faccenda degli spin-off. Onestamente, è molto meglio di quel che temessi, ed è il mio blockbusterone preferito dell'anno, con tanti saluti al dottor Strange. Poi, sì, non è proprio esattamente quel che speravo, ma tanto non ci credevo, quindi a posto così.

Miss Peregrine, i Nuovi Mutanti, le convinzioni sballate di Tim Burton e la sua scarsa voglia

Miss Peregrine, i Nuovi Mutanti, le convinzioni sballate di Tim Burton e la sua scarsa voglia

Il quinto episodio del Batman di Telltale è il capitolo conclusivo che ci meritiamo ma non quello di cui abbiamo bisogno

Il quinto episodio del Batman di Telltale è il capitolo conclusivo che ci meritiamo ma non quello di cui abbiamo bisogno