La Mensola di Shin X #38: Blazblue: Central Fiction - Tecnica per la distruzione dell'universo!

La Mensola di Shin X #38: Blazblue: Central Fiction - Tecnica per la distruzione dell'universo!

Da sempre sostenitore di titoli bistrattati dalla critica, Shin X è passato da “difensore dei poveri” a “masochista”, da “acquirente compulsivo” a “bastian contrario”. La verità è che a suo parere ogni titolo può dire qualcosa: c’è chi sbraita, chi sussurra e chi lo recita in versi. L’importante è avere lo spirito di voler ascoltare. E l’antro in cui riposano questi brutti anatroccoli è la sua mensola: l’unico luogo dove possono diventare cigni.

I picchiaduro a incontri, assoluti protagonisti della scena videoludica tra gli anni '80 e '90, stanno ritrovando ultimamente una certa popolarità fra gli appassionati. Dopo un lungo periodo di assenteismo, i mostri sacri del genere sono stati affiancati da esponenti più o meno blasonati, garantendo un discreto ventaglio di scelta. Pur non essendo un vero e proprio titolo da "mensola", Blazblue Central Fiction rischiava di essere oscurato dalla nuova ondata di beat 'em up, soprattutto per il suo "vizio" di riproporsi in nuove edizioni in luogo di auspicabili upgrade. Eppure, nonostante il modello di vendita furbetto, la saga non può essere ignorata, grazie a una mole di contenuti di altissima qualità.
 
Blazblue: Central Fiction dovrebbe essere, salvo smentite, l'ultimo capitolo della serie. Trattandosi di un picchiaduro degli Arc System Works, il condizionale è d'obbligo, tuttavia è palese come l'arco narrativo che coinvolge tutti i protagonisti della saga sia giunto ad un poderoso epilogo. 

Le signorine son tutte un ballonzolio continuo.

Differentemente da molti altri beat-em-up a incontri, Blazblue (come il suo ben più rinomato cugino, Guilty Gear) ha sempre puntato moltissimo sul contesto narrativo, dando assai spazio alle modalità single player. Parlare della storia in questa sede sarebbe decisamente inutile, nonché ridondante: vi basti sapere che lo spunto narrativo è simile a quanto già visto in diverse opere di stampo nipponico. Un'immensa e potente entità viene osteggiata da sei eroi e numerosi comprimari, tra paradossi, linee temporali sovrapposte e rivalità ataviche. 

Nonostante i voli pindarici e i salti carpiati della storia, le vicende di Blazblue sono appassionanti e ben strutturate e, nel caso non aveste accesso ai capitoli precedenti, Central Fiction offre un corposo riassunto in forma di anime-slideshow. Si tratta di un gigantesco pippone dalla durata di mezz'ora circa, che alterna centinaia di linee di testo a filmati anime e schermate fisse, ma vale comunque la pena dargli un'occhiata, soprattutto per chi fosse totalmente all'oscuro dei fatti. Il gioco, sia ben chiaro, è fruibilissimo anche saltando tutte le cutscene, tuttavia sarebbe un peccato, vista la volontà che c'è dietro di dare corpo alle vicende.

Le super, come al solito, possono ribaltare le sorti di un incontro.

Blazblue: Central Fiction è quindi un robusto e ricchissimo picchiaduro, capace di coinvolgere grazie a solide basi narrative, ma prima ancora (e soprattutto!) tramite una struttura ludica complessa e stratificata. Le solite parole che descrivono alcuni giochi come "accessibile per i neofiti", ma anche "profondo per i giocatori più tecnici", calzano a pennello per Blazblue. Parliamo del classico beat 'em up che necessita dedizione, allenamento e propensione alla sconfitta.

Chiaramente, tutto ciò scompare attivando le super-mosse automatiche o selezionando i livelli di difficoltà più bassi, ma basta non ricorrere a tali aiuti per trovarsi di fronte a un picchiaduro dalla profondità immane. Oltre alla massiccia modalità storia, fa bella mostra di sé il classico Arcade Mode, di questi tempi quasi un valore aggiunto, seguito da vari tipi di Time Attack. Ben più robusta è invece la modalità Abisso, una sequenza di incontri sempre più difficili, nella quale è possibile potenziare il proprio personaggio in stile action RPG. 

La scelta dei colori, la saturazione poderosa e il gran gusto estetico rendono gli stage davvero meravigliosi.

Per esercitarsi è presente un’apposita sezione, dove è possibile sviscerare le abilità di ogni lottatore tramite profondi tutorial e sfide di difficoltà crescente. Il gioco, infatti, offre un roster vario e differenziato, in cui ogni singolo protagonista possiede abilità peculiari, con relative barre, proiettili da accumulare o tecniche da alternare. Riguardo la modalità online, Arc System Works, ancora una volta, non delude. Dal netcode puntuale alla lobby personalizzabile tramite la moneta ludica del gioco, è impossibile rimanere delusi se amate il confronto competitivo. Restando in argomento, mi preme avvertirvi della presenza di veri e propri fenomeni sparsi per il mondo online di Blazblue. Nonostante il matchmaking si sforzi nell'accostare lottatori di pari livello, è possibile che spesso siate messi all'angolo, tenuti in aria da centinaia di colpi, finendo KO prima di capire cosa sia accaduto.


Questo non deve scoraggiarvi: se il vostro spirito competitivo è ben saldo, il gioco offre tutti i mezzi per assimilarne appieno le dinamiche. In ogni caso, l'offerta ludica è perfettamente plasmabile in accordo con le vostre attitudini. Dotato di una grafica semplicemente splendida, che alterna fondali poligonali a lottatori disegnati completamente a mano, Blazblue Central Fiction si presenta come un'opera tecnicamente meravigliosa. Al di là dello stile da anime, che può piacere o meno, a livello visivo e artistico siamo su livelli davvero enormi.

Vero e proprio punto di riferimento nel genere dei picchiaduro a incontri, Blazblue Central Fiction sgomita per farsi largo fra serie trentennali, forgiando un blasone magari più giovane e smargiasso, ma non per questo incapace di affermarsi come uno fra i migliori esponenti del settore.  

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