Farming Simulator 17: l'amore ai tempi del trattore

Farming Simulator 17: l'amore ai tempi del trattore

Farming Simulator 17 è il miglior Farming Simulator tra tutti i Farming Simulator. Come a dire, insomma: quanto cazzo è fregno! Non è un videogioco in senso stretto, e non lo è neppure in senso lato. Si tratta di un prodotto bizzarrissimo, fuori dal tempo e da ogni logica del divertissement elettronico, che non diverte mai, neanche per sbaglio. Invece, è puro sacrificio, autentica abnegazione. Richiede astrazione e pazienza e fatica e astrazione e pazienza e fatica.

Farming Simulator 17 ha il sapore di un roshtello ben cotto, di una salopette abbinata a un copricapo di paglia, di una manovra perfetta nell'agganciare uno spargiliquami, del più vero "E a me che cazzo me ne freca a me?". È la gioia di azionare inquietanti macchinari agricoli, compiendo in questo gesto un esorcismo bello-bello in modo assurdo, totalmente anti-metropolitano.

Non essere un poveraccio di spirito, usa questo wallpaper sul tuo desktop!

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Farming Simulator 17, diciamolo chiaro e tondo, è un meccanismo di corrispondenza, ovvero presenta tutti i caratteri di un’attività di reincanto, attraverso cui cercare un indizio, un segnale di collegamento con la trascendenza, con il mondo sacro, con la natura e le sue squisite barbabietole.

Il perfetto fruitore di Farming Simualtor 17 è colui per il quale il gameplay agricolo costituisce un problema, che ne sperimenta la profondità, non la strumentalità o la sua bucolica bellezza. Se le sue meccaniche attengono alla realtà, questa non risiede nell’unità dei suoi metodi, ma nella solitudine dell’atto agricolo, affermato ormai come un atto di piena ascesi. Un tempo separati dalla dicotomia del giocatore e del suo avatar, Fabio Canonico reale e la sua controparte virtuale s'incontrano nella stessa condizione difficile, posti dinanzi allo stesso oggetto: la terra.   

Ora, gustatevi un attimo l'introduzione più epica mai creata dall'uomo

Le rivoluzioni introdotte dagli sviluppatori sono rivoluzioni microscopiche, minuscole, eppure cruciali. Ci sono i maiali cruciali, e ancora gli altrettanto cruciali girasoli e i semi di soia (cruciali anch’essi? Effrechete!). Farming Simulator sposta il focus dal necessario know-how per incrementare le performance di business verso un ben più pratico e succulento know-what. E sai cosa? La versione 17 si fregia persino dell'introduzione delle mod anche su console, in barba(bietola) alla Master Race, espandendo l'esperienza racchiusa nei suoi miseri tre gigabyte grazie alle creazioni dei fanatici worldwide (con mappe, macchinari o piccole modifiche estetiche ai trattori).

Oink, oink.

Oink, oink.

Snoccioliamo pure qualche numero, tanto per vantarsi del cazzo e della merda: 250 mezzi da manovrare, con attrezzi agricoli di 75 diversi produttori, per nuovi marchi blasonati quali  Challenger, Fendt, Valtra e Massey Ferguson. I trattori  sono di ogni tipo e di ogni foggia, con cingoli, ruote larghe o ruote doppie, enormi scarichi verticali, interni curati in ogni minimo dettaglio. Non mancano furgoncini per il trasporto di sementi, camion e rimorchi, oppure treni per trasporti eccezionali (carichi di legname o del succulento bestiame da trasformare in preziosi insaccati, cotolette impanate e fritte o hamburger di vitello scelto).

La novità più rilevante che introduce Farming Simulator 17 – e che imprime una gradevolissima sferzata di brio e positività sin dall’inizio dell’avventura - consiste nella possibilità di noleggiare l'attrezzatura necessaria. Tutto ciò consente ai contadini alle prime armi di sperimentare mezzi inarrivabili o saggiarne la bontà prima di acquistarli.

C’è anche un’altra piccola novità: ora, piuttosto che limitarsi ad affidare il proprio lavoro ai braccianti automatici (la scelta dei deboli di spirito e di calli), si può girovagare per una delle ambientazioni disponibili in cerca di missioni e/o mansioni per conto terzi. Le svolgi entro un tempo limite e riscuoti il bottino. Comodo, dinamico, ci sta.

Altra novità! Le contadine!!!

Altra novità! Le contadine!!!

Farming Simulator 17, in buona sostanza, espande e migliora sensibilmente le potenzialità sperimentate nella versione 2015, proponendo mappe ancora più vaste, ancora una volta dispersive, sulle quali perdersi e vagare per ore, senza capire cosa-dove-come-quando e, soprattutto, perché. Il suo è un gameplay empirico, fatto di tentoni (ci sono i tutorial, comunque, e c’è anche il fast travel, che sennò sai che bestemmie) e bestemmie interiori. Perché mentre la gente esplora gli infiniti universi procedurali a bordo di astronavi o guida delle Pagani Zonda R a Zandvoort, tu procedi a 3 km/h con uno spannocchiatore, spannocchiandoti anima e cazzo. Ma non importa. È una missione d'amore.

Farming Simulator 17 è abbastanza dispersivo, il giocatore alle prime armi non farà altro che guidare trattori, ascoltando le nuovissime stazioni radio, piene di musica country e assoli di banjo. I menu, se non altro, sono ora più semplici. Ma sono comunque tanti, forse anche troppi, e per giunta poco interconnessi tra loro. Ancora una volta, manca la possibilità di organizzare a piacimento i propri terreni, i silos e tutto il necessaire agricolo. Il gusto autentico e prelibato, però, sta tutto nell'apprendimento delle corrette e necessarie dinamiche agricole, del complesso sistema di controllo dei mezzi a disposizione, di una manovra perfetta col trattore e del riuscire a raccapezzarsi tra prezzi degli ortaggi e fluttuazioni del mercato, per vendere o acquistare da grandi campioni. 

Lui, le Zonda, le calpesta. 

Lui, le Zonda, le calpesta. 

Lo scopo è quello di portare la propria azienda alla massima redditività possibile, dissodando, seminando e occupandosi di crescita, raccolto, lavorazione degli scarti e aratura. Spannocchiando, trebbiando, spargendo liquami, raccogliendo uova, guidando e manovrando. Perché nel mondo di Farming Simulator, tutto si compie guidando.

Ah, ma tecnicamente, com'è? Guarda, Uncharted 4 è più bello, ci mancherebbe. Ma in generale se la cava molto bene. Fine. Farming Simulator 17 è un gioco lento, lentissimo, dai bioritmi dilatati, eterni! Una simulazione affascinante, che dispensa tanto appagamento, quanto sarà il sudore riversato sui suoi campi virtuali. 

Andiamo tutti a zappare con l'online fino a 16 contadini, forza!

Ho provato la versione PlayStation 4, con jeans Carhartt di tre taglie più grandi, cappello da alpino, camicia di flanella a quadri e pagliuzza in bocca. Abruzzo style, baby. Ah, come al solito, se acquistate il gioco su Amazon passando dai nostri link ci fate ricevere una piccola percentuale di quanto spendete, senza sovrapprezzi per voi. Potete farlo su Amazon Italia a questo indirizzo qui o su Amazon UK a quest'altro indirizzo qua.

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