Old! #182 – Ottobre 2006

Old! #182 – Ottobre 2006

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

A ottobre del 2006, escono circa centododicimila videogiochi. Ne ho selezionati alcuni. Per esempio, Metal Gear Solid 3: Subsistence, che porta avanti la tradizione delle riedizioni dei MGS, questa volta però non con la mossa delle missioni extra per il gioco in singolo vista nei due casi precedenti. Rispetto a Metal Gear Solid 3: Snake Eater, infatti, qui troviamo delle edizioni emulate dei primissimi due capitoli della saga (Metal Gear e Metal Gear 2: Solid Snake), una modalità multiplayer, una nuova telecamera controllabile interamente dal giocatore per il gioco principale e varie funzionalità pescate in giro dalle differenti edizioni di MGS 3.

Il 21 ottobre tocca invece a Tom Clancy’s Splinter Cell: Double Agent, quarto episodio nella serie di giochi d’azione stealth targata Ubisoft e primo ad apparire su Xbox 360 e Playstation 3 (oltre che su PC, chiaramente), con una versione “minore” e dal design sensibilmente diverso sviluppata a parte per PS2, Xbox e Wii. La storia, comunque, vede il solito Sam Fisher in crisi esistenziale per la morte della figlia e impegnato a sfogare il lutto in una missione sotto copertura, da infiltrato all’interno di un’organizzazione terroristica. Seguiranno i classici cliché di una storia del genere, con tutte le situazioni in cui l’eroe è costretto a lanciarsi in azioni dalla morale discutibile. Il gioco viene accolto favorevolmente, ma non proprio in un trionfo d’entusiasmo, e con l’episodio successivo Ubisoft inizierà a mettere pesantemente le mani sui concetti di base del gheimplei.

Il 24 ottobre 2006 escono due giochi di ruolo d’azione che non c’entrano molto l’uno con l’altro ma, insomma, che ci vogliamo fare. Abbiamo Dark Messiah of Might and Magic, che la butta in prima persona. Sviluppato da Arkane Studios, propone concetti sostanzialmente in linea con quelli che dieci anni dopo lo studio starà ancora portando avanti: diversi possibili approcci, una certa enfasi sullo stealth e varie possibili strade da intraprendere per lo sviluppo del personaggio. Il gioco riceve un’accoglienza fatta di pareri contrastanti, con la peculiarità di essere poco apprezzato negli USA e molto in Europa, manco fosse un film di Woody Allen. Un paio di anni dopo uscirà una conversione per Xbox 360 intitolata Dark Messiah of Might and Magic: Elements. Farà cagare.

L’altro gioco che esce il 24 ottobre è, come detto, un altro GdR sui generis, sostanzialmente un picchiaduro con statistiche o, se vogliamo, una specie di Diablo dei supereroi. Si tratta di Marvel: La grande alleanza, che in linea di massima recupera il format dei due X-Men Legends usciti nella precedente generazione di console e lo ripropone ampliando la mitologia al di fuori del microcosmo mutante. Il risultato non cambia di una virgola, con un gioco ancora una volta un po’ monotono, non particolarmente innovativo ma abbastanza divertente e delizioso per chi ama immergersi fra omaggi e citazioni a raffica dal mondo dei fumetti. Tre anni dopo arriverà anche un seguito.

Infine, il giorno dopo si manifesta sulle PlayStation 2 europee Canis Canem Edit, noto negli iuessei come Bully. Trattasi di applicazione del modello Rockstar Games al mondo studentesco, con il giovane James “Jimmy” Hopkins impegnato a seminare il caos, ma anche a seguire le lezioni, nella Bullworth Academy. Chiaramente Bully, accolto con favore da stampa e pubblico, non manca di scatenare le canoniche polemiche, del resto prevedibili e inevitabili, vista l’ambientazione. Ne viene addirittura vietata la vendita in Brasile! Nei dieci anni successivi alla pubblicazione, il capo supremo di Rockstar Dan Houser dirà a più riprese di stare ragionando su un seguito, ma per lungo tempo non se ne saprà nulla. Del futuro, però, non v’è certezza.

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