Deadlight: non il solito gioco di zombi
Diciamoci la verità, con grande franchezza e senza alcuna ipocrisia: da ormai qualche tempo a questa parte, i videogame con protagonisti gli zombi hanno sinceramente rotto i maroni. La misura é colma e quando é troppo é troppo, specie contando il fatto che la progressiva ed inesorabile invasione di non morti digitali risulta puntualmente declinata secondo i classici (ed abusatissimi) stilemi del genere: da una parte i lenti cadaveri ambulanti di romeriana memoria, dall’altra i feroci infetti corridori portati alla ribalta da 28 Giorni Dopo. Nel bel mezzo, cose più o meno riuscite, soluzioni particolarmente trash (vero Rise of Nightmares?) e decisamente poca fantasia.
Ed eccoci qui a parlare di Deadlight, l’ennesimo gioco di zombi che però – sorpresa! – non è neanche per sbaglio l’ennesimo gioco di zombi. Il motivo di tale unicità non è così immediato da spiegare: tecnicamente, l’opera prima degli Spagnoli Tequila Works non presenta infatti spunti di particolare originalità, mischiando in un unico calderone i morti viventi di Romero, The Road di Cormac McCarthy e suggestioni ludiche prese di peso dall’originale Prince of Persia e da Another World. Insomma, elementi già visti e stravisti.

Grazie anche ai suoi 1.96 GB di peso, il gioco mostra davvero i muscoli a livello visivo: incontrerete sul vostro cammino scenari mozzafiato, resi ancor più mirabili grazie a fini accortezze registiche ed eccezionali dettagli di contorno.
Il punto sta però tutto nel come il cocktail a base di Tequila è stato evidentemente shakerato: il risultato è infatti di una bellezza magnetica, di quelle capaci di ammaliare nel profondo. Basti citare un dettaglio più di qualsiasi altro: ho trascorso le quattro ore abbondanti che mi hanno accompagnato dall’inizio alla fine dell’avventura di Randall Wayne sull’orlo della poltrona e costantemente col fiato sospeso, vivendo praticamente in apnea una storia narrata in maniera ermeticamente magistrale.
Attenzione però, non pensate al solito videogame fatto di tensione palpabile e spaventi improvvisi: qui non siamo dalle parti di Resident Evil o di Dead Space, e nel buio non vi attendono creature pronte a ghermirvi di scatto facendovi saltare dalla sedia. Piuttosto Deadlight si presenta come uno straordinario viaggio emozionale, un’esperienza che si declina secondo sensazioni in tutto e per tutto a misura d’uomo. Immaginate un 1986 distopico, un mondo in cui la razza umana è sostanzialmente estinta a causa di un’apocalisse zombie.

Se cercate ad ogni costo un titolo in stile Metroidvania, guardate altrove: a differenza di Shadow Complex, Deadlight è un'avventura del tutto lineare, dove non esiste backtracking.
Sullo sfondo di una Seattle decaduta e marcescente, inserite la storia di una persona qualunque: non il solito soldato o l’eroe superfigaccione, quanto piuttosto un marito e un padre distrutto, che cerca di sopravvivere come può in un contesto fatto di oppressione, morte e rovina. Probabilmente il segreto di Deadlight è alla fine legato ad una questione di emozioni: anche se gli ingredienti sono ben noti, non si tratta dell’ennesimo videogame apertamente pronto a sfociare nei cliché dell’horror. E così troverete più tristezza che angoscia, più mancanza di speranza che terrore, più malinconia che brividi.
Una formula indubbiamente coinvolgente, capace di regalare suggestioni uniche anche in virtù degli sbalorditivi valori produttivi e della formidabile attenzione al dettaglio messi in campo dagli sviluppatori (gente che non a caso viene da Blizzard, Sony e Weta Digital). Dalle eccezionali transizioni tra una stanza e l’altra al monumentale sound design, passando per la pregevolissima direzione artistica, l’encomiabile doppiaggio e la qualità delle animazioni, tutto in Deadlight sembra concepito in maniera tale da lasciare il segno, distinguendosi per classe e personalità.
In maniera non del tutto dissimile da Limbo, l’effetto finale è in definitiva quello di una vera e propria esperienza, da vivere col cuore (prima che col joypad!) in mano. Con questo non intendo minimamente sminuire la valenza ludica dell’opera di Tequila Works, che comunque riesce a divertire e ad intrattenere grazie ad un buon ritmo, ad un level design ispirato e ad una serie di enigmi sfiziosi ma mai particolarmente impegnativi.

La sontuosa colonna sonora e il sound design curatissimo contribuiscono a dare una marcia in più ad una narrazione già di per sé entusiasmante.
In questo senso ho trovato davvero una grande affinità con Another World: così come avveniva nel capolavoro di Eric Chahi, anche qui si gioca più per immergersi in senso lato all’interno di un universo che per saltare, sparare o risolvere puzzle. Certo, volendo essere particolarmente pignoli e gelidamente insensibili si potrebbe sostenere che Deadlight non eccella davvero in nessuno di questi ambiti, e che in termini di puro gameplay l’offerta sia vagamente leggera.
Eppure tutto ciò non appare come un reale problema, considerando il fatto che il focus degli sviluppatori non era probabilmente arrivare a sfidare i mostri sacri del genere plaftorm/adventure, quanto piuttosto l’idea di regalare emozioni e di far vivere al giocatore una storia sulla propria pelle. E, visto il galvanizzante finale (un momento di autentica poesia, capace di portarmi quasi al limite della commozione come mai avvenuto prima d’ora con un videogame), la missione per quanto mi riguarda è più che riuscita.
Ho gentilmente ricevuto un codice per scaricare Deadlight direttamente da Tequila Works, e mi sono sparato l’avventura di Randall Wayne tutta d’un fiato, in un’unica sessione durata tra le 4 e le 5 ore che mi ha permesso di giungere alla fine con una percentuale di completamento dell’87%. Nella procedura ho goduto come un vecchio maiale.
33 Commenti a Deadlight: non il solito gioco di zombi
Adesso ho punti e spazio…che faccio, catto? xD Rece come al solito scritta in maniera magistrale, che m’ ha messo lo scimmione nella mutanda.
Che altro vuoi? Una fellatio della Canalis mentre il gioco è in download?
La Canalis non spompina.
O almeno, così lei aveva dichiarato alle Iene qualche anno fa.
Ricordo ancora lo sgomento e la rabbia di un mio caro amico, una volta appresa la notizia… gli è crollato un mito, poveretto.
Praticamente come me davanti a Ninja Gay 3! :’D
Meglio che non risponda…
No dai, non e’ possibile. Sara sta una frase cosi’ tanto per non affermare apertamente una cosa un po’ “intima”. Non ci potrei proprio credere.
Gran recensione…
Vediamo se questo “quasi perfect score” è meritato. Fortunatamente non ho alcuna aspettativa particolare riguardo il genere (ho letto che non è un platform, tanto mi basta).
E poi, l’unica volta che io stavo per piangere con un media, è stato con il film The Road… Credo proprio che mi piacerà.
The Road fa davvero venire il magone. Secondo me un pizzico di ispirazione da li c’è.
Bella recensione, trasferisce bene le sensazioni che dovresti aver provato giocando.
Non vedo l’ora che sia dopodomani.
AHAHAH, che minchione. XD
cribbio, addirittura un quasi “perfect score”
arrivare lassù senza poggiare su un gameplay da urlo (definito dallo stesso Marco forse un po’ leggero) sta a significare che i valori produttivi e narrativi sono davvero SUPERBI.
Qualcuno potrebbe obiettare che 4/5 ore per 1200 punti siano un po’ pochine… lo so, lo so sempre il solito discorso. A tal proposito, come stiamo messi a “rigiocabilità” ?? C’è un incentivo in tal senso oppure è proprio una splendida fiamma che arde fortissimissimo per quelle 4/5 ore poi più nulla?
cmq sia sarà chiaramente mio
Secondo me non è assolutamente rigiocabile: è una storia lineare da gustarsi -idealmente in un one shot, se potete- dall’inizio alla fine.
I discorsi sulla longevità li trovo in tutta sincerità piuttosto patetici: spendiamo 69 Euro senza batter ciglio per titoli che non durano quasi mai più di 10 ore, e poi facciamo le pulci ad una nuova IP, creata da uno studio appena nato, venduta a 15 Euro.
Quelli che poi “io aspetto che costi 43 Microsoft Points con incluso un posacenere per l’avatar”, prima non mi muovo veramente non li commento neanche, scusate.
Poi ognuno fa come vuole eh, ci mancherebbe… ma gente così SI MERITA le politiche du Capcom e tutte le porcherie varie viste in questa generazione.
‘Qualcuno potrebbe obiettare che 4/5 ore per 1200 punti siano un po’ pochine… lo so, lo so sempre il solito discorso.’
Da una parte si, è un pò sempre il solito discorso ma d’altro canto non è che per questo sia meno valido.
Come dicevo nel forum, per me – a fronte di un’esperienza compiuta e solida – il fattore tempo è diventato talmente relativo che oramai neppure più lo considero.
E a margine – ma questa è più una curiosità mia – mi piacerebbe fare un sondaggio tra chi compra serenamente roba arcade/PSN da 1200 punti (ed equivalente in euri) perchè ‘dura’ tanto e magari se la frolla dopo 4 ore e molla tutto lì, e chi a prescindere salta giochi ‘corti’ per via del rapporto prezzo-durata.
Edge gli ha dato 6… di chi mi fido?
Massì va, di Marco
Di Edge, di Edge, per carità.
Ottima recensa, che in linea di massima conferma tutto ciò che mi aspettavo da questo titolo.
L’acquisto è sostanzialmente certo ma, mio malgrado, mi toccherà saltare il day one.
Uff….a.
si diceva che Edge gli ha dato 6 e vabbè
KOTAKU invece se ne esce con questo
http://kotaku.com/5930018/deadlight-the-kotaku-review
e pnestamente resto proprio spiazzato
perchè vabbè magari un gioco così divide, e puo’ indispettire se uno si aspetta (come intuisco) un Shadow Complex 2 con gli Zombie, ma vedere un NO da kotaku che abitualmente appoggia anche lammerda conclamata mi disorienta
curioso di vedere altre recensioni, ma continuo a ipotizzare una fortissima varietà di giudizi a ‘sto punto
“Man, why can’t they just make Shadow Complex 2?”
Riassunto della tristezza del sito.
Fra l’altro vi siete beccati l’altro giorno l’ennesima figura di merda che hanno fatto?
quella che “FF Versus is no more!” ???
non è più il KOTAKU di una volta, questo è certo… con l’uscita di Crecente han perso tanto. Ma tanto
ehi, vi ho mai detto che ho una foto con Crecente?! cool
Appunto!
Soprattutto la rece di Destructoid è così… Imbronciata. Aw, più che di non comprare il gioco, mi vien voglia di offrire una birretta rigenerante al tizio che l’ha scritta.
Secondo voi uscirà, nel tempo, pure su PC?
Destructoid gli ha dato 4. A questo punto passo, o comunque di certo aspetto.
Con immutata stima nei confronti di Mdk7, di cui ammiro il genuino entusiasmo, ma la scottatura per l’acquisto al day one di From Dust dopo la sua rece è ancora vivida.
Io non passo manco per niente. Visti gli ZERO, gli 1. i 2 e i 3 appioppati da certe testate, figurati se non mi fido di Marco, ma di DESTRUCTOID.
Per me molti, troppi redattori bevono alla grande, ma non per questo titolo specifico, che non ho provato: parlo in generale.
C’è una superficialità di fondo che nasce da aspettative sbagliate, maniacalità nello scovare cavilli in ogni sciocchezza ed un totale disincanto nell’analizzare un titolo vivisezionandolo come una rana di laboratorio invece che nella sua interezza, magari emotiva, emozionale, trascinante. Non parlo delle menate di Cage, ma di concetti un po’ più ampi di: “non è un metroidvania-dura quattro ore”
Questa generazione ha vomitato le più SBALLATE e superficiali recensioni di sempre. Roba che titoli straordinari e divertenti hanno medie imbarazzanti. Deplorevole.
tu più di tutti puoi dirlo, bro’
daje de rumenta
Sono con te. E tutto in nome della nuova parolina magica da 4 anni a questa parte: GAMEPLAY. Non che prima non esistesse eh! è da quando leggeva K/Tgm che esisteva la giocabilità. Ma la giocabilità non era intesa come mero aspetto “tecnico” tipo “ah posso fare backtracking, guarda che simpa combattimento” ma come una somma globale che rendeva l’esperienza del gioco “viva”. Ora ok ci sono estremi solo iper-narrativi, ma se la giocabilità oggi è costruire robe e poi farle esplodere in un mondo tipo lego vivente, allora per me lo è pure una storia da paura che vivo ed esploro staccandomi dalla realtà, fosse pure un one shot memorabile di 4 ore. Ah fra le altre cose io amo i giochi che non durano più di 12/14 ore, sopporto i giochi lunghi solo se giustificati da una struttura open-gdr, odio tutti gli altri perché allungare il brodo è MALE (accade pure in quelli open, non ho mai finito san andreas bellissimo però oh cheppalle).
Destructoid è anche il sito che ha dato DIECI a Deadly Premonition. LOL
eh, questo incasina tutto davvero
Ma manco per niente. Dimostra la volontà di voler stare al centro dell’attenzione per garantirsi una robusta dose di click.
Perché con tutto il bene che voglio a Deadly Premonition (una delle tante “merde” che vi ho consigliato) non è certo un gioco da 10. O meglio: puoi scrivere che è un titolo intimamente perfetto, ma tanto le parole non se le caga nessuno. TUTTI guardano SOLO il numeretto. E allora 10. Boom, click.
E intanto, comprato.
Dopo pranzo scarico e gioco. :Q___ _
SPETTACOLARE.
Poi approfondisco.
Finito poco fa… Qualche problemino con i controlli (anche se la legnosità dei combattimenti è evidentemente voluta, ed il dover scappare dagli zombie, piuttosto che smaciullarli alla Dead Rising, è stata una cosa che ho apprezzato e che ha fatto molto atmosfera). Secondo atto (su tre e mezzo) abbastanza noioso. Storia telefonata, ma comunque alla fine m’ha coinvolto. In conclusione sarebbe potuta andare meglio, ma come debutto in fondo ci sta.
Sto gioco mi intrippa assai, peccato sia esclusiva 360. Ma per PSN lo faranno poi?! Spero abbia successo cosi’ poi magari ci pensano e lo fanno davvero, un po’ come accaduto per Braid e Limbo che ho apprezzato molto entrambi. Ottima rece Marco, molto appassionata e genuina, quindi si legge una favola, solo una cosa: alla fine non si capisce com’e’ sto gioco. Cioe’ e’ alla Another World cioe’ e’ in 3d ma si gioca in 2d? E’ tutto cosi’ o ci sono anche sezioni il 3d “pieno” oppure in cui l’inquadratura cambia o no? Comunque mi ispria molto come dicevo, artisticamente sembra davero eccelso. Ritornando al discorso prezzo/durata, devo dire che avete ragione pero’ c’e’ anche da dire che io per esempio non ho ancora preso Journey perche’ con quel che dura costa davvero troppo. Ma 1200 MS Points quanto sono?! Ma quanto sono ignoranti quelli di MS ad usare questi cavolo di Points?! Non potrebbero fare in soldi veri come fa il PSN!?!?!?!?