Outcast Chi?

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Outcast.it raccoglie sulle sue pagine digitali gente che ha gestito Games-on-Line, Console Keeper, PlayStation World, Joypad, Nextgame.it, Videogame.it, Spaziogames.it, PCZeta, PSM, altri personaggi che ancora gestiscono riviste e siti del calibro di Giochi per il mio Computer, Nintendo la Rivista Ufficiale, The Games Machine, GamesVillage, più soggetti che hanno a vario titolo collaborato con tutte le testate di cui sopra, più Win Magazine Giochi, PlayGeneration, Xbox Magazine Ufficiale, PSX2, PlayStation Power, PlayStation Magazine Ufficiale, Play Nation, Master Console, Jack, KataWeb, Computer Idea, AF Digitale, PS Mania 2.0, ZedMag, Happyweb, GameON, DailyRadar, Videogiochi, WE-eLe e una miriade di altre pubblicazioni, online e cartacee.

 

Insomma, mica gli ultimi scemi, così a occhio: leggete le biografie qui sotto e giudicate voi…

Amministratori

Simone Soletta

Un giorno, nel millenovecentonovantotto, un trillo gli ha aperto la finestra e ha raggiunto in volo l'isola che non c'è. Un giorno, nel duemiladodici, una raccomandata gli ha comunicato che ormai era cresciuto. Ma con quel po' di polvere di fata che gli è rimasta addosso, è diventato un Outcast. Ed è pronto a ricominciare!

Andrea Maderna

Non ha mai capito per quale motivo queste robe si debbano scrivere in terza persona, ma si adegua. Vorrebbe raccontare qualcosa di fico, ma è troppo impegnato a inseguire le gatte per casa. Fate prima a leggere, ascoltare e guardare il mare di roba che partorisce quotidianamente.

La bella gente

Alessandro Billeri

Da sempre cultore della scuola di pensiero "Ravioli, Pizza, Tiramisù" ne mostra i piacevoli effetti sulla sua silhouette. È stato fin da subito "il nonno" di questa ciurma videoludica e, perdendo tempo con i "giochini', ha rischiato di essere pure "il nonno" a ingegneria... Oggi è un Felice networkaro con la passione per il videogioco e per la Apple

Alessandro Martini

Ha iniziato a giocare quando c'erano i coin op a cento lire, e non ha ancora smesso, rinunciando a ogni parvenza di normalità nella sua vita. Nel mentre, si è spupazzato più o meno tutte le console e i computer apparsi sulle scene, tranne l'Atari Jaguar e il 3DO. Per queste due falle nella sue conoscenze videoludiche, non ha mai fatto parte della stampa che conta™.

Sebastiano Pupillo

Scrive di videogiochi, scrive canzoni, scatta foto, si improvvisa cuoco, tiene famiglia, cerca di dormire il più possibile e non ha ancora capito che cazzo deve fare *veramente* nella vita. Continuare a fare tutto quello che gli sembra divertente, senza preoccuparsi del mutuo, gli pare al momento l'unica via d'uscita. Da cosa? Boh. Intanto esce, poi si vede.

Andrea Babich

Babich è uno con la testa tra le nuvole, ma i piedi ben piantati nel vento. Siccome tutto è vanità, tanto valeva scegliersi una vanità confacente, cosa che Babich ha fatto scegliendo i videogiochi: giocandoli, disegnandoli, suonandoli, recensendoli, insegnandoli e infine pure sviluppandoli. Un "geniale dilettante in selvaggia parata".

Luigi Marrone

Lo hanno definito in molti modi: paragnosta, veggente, esper, Maestro, mistico del videogioco. Lui sa solo che gli piace un casino quando Gesù dice "Le sono perdonati i suoi peccati poiché ha molto amato. Ma a colui a cui poco viene perdonato, poco ama". Essendo lui un tipo che vorrebbe amare molto, perdonatelo tanto.

Francesco Destri

Dopo innumerevoli legnate da parte delle suore della scuola materna ed elementare perchè mancino, subisce uno shock e a otto anni si consola con il Commodore 64 tentando di usare inutilmente il joystick con la mano destra. Da quel momento divora migliaia di giochi, tenta di diventare una rockstar e gioca a tennis con i completini di Federer.

Alessandro De Luca

Un uomo e il suo lucernario, a due passi da Hyde Park e alla costante ricerca di un etto di focaccia. Possibilmente con la cipolla. Gioca a qualsiasi cosa, basta che non siano strategici in tempo reale o giochi di David Cage, in qual caso passerà tutto il tempo a fare commenti sarcastici sulla sceneggiatura e farà finta che non gli siano piaciuti per darsi un tono.

Marco Calcaterra

Quello che a nessuno verrebbe in mente di giocare, lui lo gioca, e a volte gli piace pure. Odia i tempi morti nei videogiochi. Amava i giochi musicali, prima che i tendini gli dicessero "è stato bello conoscerti". Il suo sogno nel cassetto è di fare un gioco basato sullo scattare fotografie a macchine imbottigliate nel traffico a tempo di musica.

Gianluca Ferioli

Nasce nel Giurassico a Ferrara, quindi consegue laurea e dottorato in Scienze della Terra e compra al lancio la prima NES della città. Il 31 dicembre del Cretaceo prevede che l’anno seguente sarebbe stato di grande prosperità per tutti. Nei mesi successivi, vagando per l’inverno nucleare, si accoppia non si sa come con una mammifera e genera il MiniGeo, suo futuro compagno di videogiochi.

Andrea Focacci

Una volta Andrea creò Fogman solo per schierarlo nelle risse da forum. Poi un giorno si confuse nel fare login e se lo ritrova ancora oggi fra le chiappe. I suoi fan dicono di lui: “Ho sempre trovato in Fogman una persona scurrile e volgare di basso livello, per nulla simpatico” e “Non mi è mai piaciuto, pensa di essere un grande, invece non è nessuno”. E io sono d’accordo

Lorenzo Antonelli

Nella beata inadeguatezza del linguaggio a descrivere l'importanza del medium videoludico tout court – e con particolare riferimento all'automobilismo digitale - c'è quello che si potrebbe definire il nuovo metro (e ottantatre) della critica giornalistica: Fotone. Ha perso gran parte dei capelli in un incidente al Nürburgring e crede di essere la moglie di Roland Barthes.

Fabio Bortolotti

A quattro anni spingeva la sedia verso il coin-op per giocare a Circus Charlie. A tredici impara a fare gli spaghetti all'amatriciana. A ventuno molla l'università per scrivere su note riviste di videogiochi. A ventisette inizia a suonare il Game Boy. A ventinove scrive di sé in terza persona.

Marco Mottura

Classe 1983, sviluppa sin dalla tenera età una passione viscerale per i videogame, subendo in particolare il fascino dei titoli più bizzarri e sperimentali. Ossessionato da Hieronymus Bosch, ama l'horror, i dinosauri e il sushi ed odia scrivere di sé in terza persona.

Gigi Ferioli

Figlio di DoctorGeo (T-Rex) e di una mammifera, è l’unico ibrido rettile-umano al mondo. Al compimento del diciottesimo anno il padre inizia a permettergli di giocare con giochi violenti, come i Pokèmon e Winnie the Pooh, solo per scoprire che già lo faceva di nascosto. Multipiattaforma convinto, è più selettivo in fatto di ragazze: basta che respirino.

Matteo Morbidelli

Si mormora che gli piaccia lavarsi al mare piuttosto che sotto la doccia, che sia una sorta di Neanderthal ma che abbia un Q.I. superiore alla media (di allora). Che alla tesi di laurea il padre in aula magna disse "come Nerone fece senatore un asino io ho fatto laureare un somaro" (questa è vera). Si mormora tanto, potremmo continuare per ore ma non ne uscirebbe niente di buono.

Lorenzo Baldo

Logorroico ciarliere del gameplay, caustico, in perenne conflitto con se stesso e il mondo che lo circonda. Polemico fino allo sfinimento (ma non il suo), sbraita concetti all'apparenza senza senso, ma in ogni delirio c'è una punta di verità. Figlio del non sequitur e dotato di memoria enciclopedica, infesta da anni la redazione come un fantasma.

Davide Giulivi

Inebriato dai vapori delle sostanze alcooliche quotidianamente versate, da anni vive nell'illusione di capirne di hardware e videogiochi, sottolineando persino una presunta superiorità dei PC rispetto alle altre robe. Assurdamente alcune autorevoli testate del settore gli consentono di dare sfogo, da oltre un decennio, a tali deliri, fornendogli anche i balocchi necessari ad assemblare macchine ripiene di acqua, rame e silicio barocco.

Elena Avesani

Elena (ma anche RuMiKa, RuMi per gli amici) si occupa di tecnologia e videogiochi per lavoro e spasso, ma non vi dirà da quanto tempo per non rivelare l'età. Tra le cose che preferisce segnaliamo: la sua gatta, le scarpe di Sergio Rossi, il sushi, le lenzuola pulite, il Kindle, ridere. Quando non sta attaccata a computer o smartphone, cucina per le persone a cui vuol bene e lavora a maglia. La sua fatality è segreta ai più.

Biagio Etna

Nato da un Maresciallo pacifista e una Casalinga guerrafondaia, si forgia con i flipper da 50 lire. Fiero sostenitore del videogioco, a 16 anni conosce l'unica "entità" in grado di offuscarlo. Ma è già troppo tardi. Dotato di uno smisurato ego, inferiore solo alle dimensioni del suo addome, scrive e legge di tutto, finanche menù ed elenchi telefonici.

Nikola Togut

Lucinichese D.O.C., è conosciuto dagli amici anche come quello che “si è costruito una casa attorno alla tv e a una rete gigabit”. Appassionato di videogiochi dalla più tenera età, ha maturato un’esperienza ormai decennale nel settore, sfociata nella conoscenza di tutto ciò che è tecnologia. Il suo motto è “equilibrio sempre”.

Davide Tosini

Appassionato di videogiochi da quando è nato, il ToSo suole divertirsi con Photoshop, Word, Excel, sparatutto, action adventure e titoli sportivi: l’importante è che non sia necessario spostarsi dal divano. Nel tempo libero realizza le più belle sigle del mondo, quelle per Outcast. Si dice non abbia mai tirato un sasso dal cavalcavia, né fatto stragi dal vivo, armato di shotgun.

Ugo Laviano

È arrivato il Surgo! Libera i tubi dai funghi, gli schermi dai blocchetti e le galassie dagli invasori! Donne, è arrivato il Surgo: corregge articoli, imposta riviste, fa tardi coi giochini e ne parla pure con gli amici. Se avete perdite di vite, lui ve le vince; se avete un problema che nessuno può risolvere vi chiama l’A-Team; se scrive in terza persona si sente un po’ Scilipoti!

Stefano Castelli

Morso da un pinguino radioattivo che gli ha trasferito il potere dell'altezza di un pinguino e l'incapacità di volare, asserisce di essere un esperto di videogame. Tramite questa menzogna ha pubblicato migliaia di articoli su svariati siti e riviste. Gestisce un blog sotto lo pseudonimo de Il Paradroide, scrive giochi da tavolo a tempo perso. È riuscito a sposarsi con successo.

Francesca Mazzotta

Lettrice onnivora, a tratti bulimica, appassionata di giochi da tavolo e di ruolo, aspirante fotografa, è una pessima videogiocatrice, una vorrei ma non posso del pad, del tipo: "vorrei TANTO giocare ad Halo ma non posso perché sono veramente TANTO impedita". Però ha letto i libri. Appunto. Dice suo marito "preferirei vederla entrare da Prada piuttosto che in una libreria".

Federico Pompili

Animale a/sociale si interessa prevalentemente di videogiochi, musica mediamente triste, serie tv e ha una passione viscerale per la neve e lo snowboard pur abitando al mare, furbo eh? Folgorato in tenera età da Doom predilige una buona campagna sigleplayer e adora le discussioni infinite al tavolo di un pub davanti ad una birra, l'argomento è superfluo.

Roberto Magistretti

Continua testardamente a considerare i videogiochi dei giganteschi sonagli elettronici e non il futuro della narrazione (o quel che è). Forse anche perché gli piacciono più i giocattoli dei videogiochi. Il suo sogno a occhi aperti è quello di andare a vivere a Siracusa, circondato da strumenti tecnologici tipo il pozzo e l’aratro. Come animale da compagnia, oltre a cani gatti oche e bestie buffe in genere, vorrebbe avere un asinello.

Raffaello Rusconi

Detto anche "Gruspola", il buon Raffaello ha la straordinaria capacità di appassionarsi a qualsiasi tipo di simulazione sportiva videoludica. Segni particolari: tifoso dei Packers/49ers/Celtics/Penguins/A's/A.C. Milan/Ferrari/Hulk Hogan/Stone Cold e Carlo Barone.

Gabriele Ciaccasassi

Dice che era un bell'uomo e veniva dal mare, poi si è scoperto che era lui stesso a mettere in giro certe voci. Giovane dentro, da grande vuole fare lo scrittore, il musicista, lo sviluppatore di videogiochi, il milionario, l'astronauta e il benzinaio. Soprattutto, non vuole decidersi. Divoratore di storie in qualunque forma esse arrivino, ama buttar giù questo bio perchè può scrivere in terza persona come Corona.

Erik Pede

Lo conoscono quasi tutti come Shrapnel, visto che è il nome che adotta da anni sulla carta stampata e in rete, ma dato che in realtà sono davvero pochi a esserselo filato nel corso della sua carriera da scribacchino la faccenda non pone problemi. Ha alle spalle un videogioco uscito in mezzo mondo e collaborazioni con la maggior parte delle riviste del settore, ma anche questo non è un problema sulla strada verso la fame.

Cristiano Bonora

Meglio noto come Cryu, il ninjerello con la vuvuzela, insieme a Wisky conduce WISKAST: Il podcast per videogiocatori gourmet perché da qualche anno è stufo di scrivere di vg. Ma vuole i vostri clic, quindi per Outcast farà un'eccezione. La sua rubrica avrebbe dovuto intitolarsi "In Outcast ce l’hanno piccolo", ma i più avrebbero gridato allo spoiler. giopep, per contro, aveva pronta la difesa d’ufficio: "non è che ce l’ho piccolo, è l’edizione per iPhone".

Mattia Ravanelli

Già calciatore professionista e rampante broker di Wall Street, Mattia Ravanelli si è talmente appassionato a questo fatto di scrivere di videogiochi, che ha lasciato perdere il corso di laurea in malinconia applicata. Con un'esperienza nel settore che ormai oltrepassa di netto i sei mesi, può con un certo orgoglio poter dire di aver insegnato a molti il mestiere. Un altro però.

Davide Moretto

Un anziano che gioca ancora ai videogiochi e ne parla pure. Tenutario del Podcast del Tentacolo Viola, Dave, grazie ai suoi acquisti senza il minimo ritegno, nel corso degli anni ha mantenuto praticamente da solo gran parte dell’industria videoludica. Vive per FPS e giochi di guida, ma non disdegna ogni tanto scorrazzare per le lande desolate di un GdR a caso.

Vincenzo Ercole

Tirare fuori dagli altri quello che non sanno di avere o che sanno di avere e non vogliono o non riescono a tirare fuori: ecco quello che gli riesce meglio. Sarà per questo che si occupa di regia teatrale. Da se stesso, invece, fatica a tirare fuori il classico ragno dal buco. Sarà la pigrizia. Gioca solo shoot’em up giapponesi vecchia scuola e strategici tattici giapponese vecchia scuola. Vive nella casina degli RPG e attraversa la vita come nel più classico dei Fushigi no Dungeon: a caso.

Stefano Talarico

Conosciuto dai più come Nabucodorozor e consapevole che almeno altrettanti facciano finta di non conoscerlo, dopo i suoi primi dieci anni di internet decide di non lasciare niente di intentato nella propria vita con risultati che sorprendono prima lui e poi gli altri. Trova più facile concludere un post di ennemila parole che trecento caratteri scritti in terza persona.

Pietro Battanta

A lungo devoto al gaming, a 16 anni perde la testa per la batteria, abbandona le console e intraprende la “Long Way to the Top if you wanna Rock’n’roll” suonando davanti a folle di metallari talvolta superiori alle venti persone. Come se non fosse un caso già abbastanza disperato, contrae una forma acuta e degenerativa di cinemania. Nel frattempo insegue risposte sul senso della vita, in particolare dove sia finito il pesce e se la trottola alla fine si fermi o continui a girare. Attualmente percuote le pelli nei Node, Soul Rape e Serendipity

Marco Salvaneschi

Noto ai più (o meno) come Salvano o Sal, ha navigato i burrascosi marosi della stampa specializzata a bordo di vari vascelli, alcuni pirata, prima di restare a terra dopo anni e anni di onorato e oneroso servizio. Outcast è la sua occasione per riprendere il mare magnum dell’online con fare borderline, riassaporando il proprio spirito free(lance) tra un grog e l’altro. Borderc(o)ast!

Gregory Raffa

Da sempre "cocco" della prof di lettere, gli altri insegnanti dicono di lui: "è bravo ma non si impegna", "terreno fertile per la malavita", "hey, dove si è nascosto?!". Vende videogiochi per 15 anni mentre scrive per un paio di noti siti italiani. Nel 2010 molla tutto dedicandosi a un lavoro serio, ma le brutte abitudini sono dure a morire, così nel 2012 fonda il movimento filosofico del "Grettapensiero" e si arruola in Outcast.it.

Art & coding

Marco Giammetti

Nel 98 decide di essere un grafico senza che nessuno gli abbia chiesto niente e comincia a girare l’italia ed il web mettendo il naso in tutto quello che riguarda il mondo videoludico. Diventa drogato di HTML e Web Design, passando per qualsiasi tipo di soluzione grafica che gli permetta di esprimere le sue idee. dal 2004 si rifugia su Beavers.it

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