A caccia del vero Diablo III
Decidere quando cominciare a scrivere questa recensione è stato difficile quasi quanto scriverla. Diablo III, l’attesissimo seguito del gioco che da circa dodici anni intrattiene moltissimi appassionati e terzo capitolo della saga che ha, a tutti gli effetti, creato un genere, è un gioco particolare e atipico. Lo è perché, al contrario di molti altri, migliora col tempo, come un buon whisky invecchiato, e fermarmi per mettere nero su bianco un giudizio mi ha messo una certa inquietudine addosso, temendo che andando avanti il gioco avrebbe continuato a migliorare. Diablo III inizia lentamente, in maniera quasi noiosa (ho scritto quasi, calmi), e viene da chiedersi come faccia a tenerti incollato allo schermo per il primo paio d’ore. Inebriato dalla furiosa droga del clic sul tasto sinistro del mouse, mi rendevo conto che mancava qualcosa e non riuscivo a capire cosa di preciso, ma nemmeno a smettere di giocare. Poi è scattato qualcosa, intorno al livello 12 o giù di lì, quando il mio personaggio ha cominciato ad avere qualche abilità e qualche runa in più da gestire (approfondirò questo aspetto più avanti), e in quel momento mi sono reso conto che Diablo III aveva un potenziale di divertimento enorme.
Ambientato una ventina d’anni dopo gli eventi di del predecessore, che hanno portato alla distruzione di Tristam, Diablo III ripropone la familiare telecamera in 3D isometrico e le meccaniche di gioco basate sul clic del tasto del mouse per muoversi e per attaccare che sono alla base di questo genere. Le inquadrature della telecamera, limitate a quella standard e a una in zoom utile giusto per scattare foto, potrebbero sembrare anacronistiche al giorno d’oggi, ma si smette di farci caso molto in fretta, così come alla realizzazione tecnica tutto sommato sorpassata. Le cinque classi disponibili non sono molte a una prima occhiata, ma offrono stili di gioco diversi, vari e in grado di soddisfare i gusti di tutti i giocatori grazie al nuovo sistema di sviluppo dei personaggi che è, senza mezza termini, una delle trovate più indovinate nel campo dei giochi di ruolo in questi ultimi anni.

Il gioco è disseminato di eventi casuali da trovare e che sono collegati allo sblocco dei tantissimi achievement.
Gli sviluppatori hanno deciso di mandare in pensione il classico sistema di crescita ad albero e mai scelta fu più indovinata: al suo posto ora c’è un meccanismo che dà al giocatore la possibilità di scegliere sei abilità attive tra circa una trentina disponibili e tre passive tra una ventina. Quelle attive sono suddivise in altrettante categorie e permettono di dotare il personaggio con l’arsenale adatto a cavarsi d’impaccio in ogni occasione, con un misto di attacchi a bersaglio singolo o ad area e di mosse difensive e di controllo da adattare alle proprie preferenze. Come se non bastasse, ogni abilità attiva ha cinque rune che ne modificano le caratteristiche, per esempio aumentandone il danno a scapito della portata o aggiungendo un effetto curativo, cosa che dona al gioco un ulteriore, immenso livello di personalizzazione del nostro eroe. Ogni livello guadagnato è un’occasione per sperimentare con quella che in gergo chiamiamo “build”, vale a dire l’insieme di abilità e rune scelte per il personaggio. Sì, ed è questa la vera intuizione, così ovvia da farmi dire “Ma possibile che non ci avesse mai pensato nessuno?”, perché è possibile modificare le abilità e le rune in qualsiasi momento, ovunque ci si trovi. Niente più costi per cambiare le abilità scelte, niente requisiti minimi per indossare certi pezzi di equipaggiamento (l’assegnazione dei punti addizionali a caratteristiche come Forza e Vitalità è automatica, scelta gradita anche questa): noi giocatori siamo finalmente liberi dalle limitazioni forzate imposte dagli sviluppatori e possiamo divertirci a sperimentare ed esplorare il lungo e in largo il sistema di gioco. Inoltre, spuntando l’opzione “Modalità elettiva” nel menu, avremo una libertà di personalizzazione ancora maggiore e sarà possibile assegnare ai sei comandi una qualsiasi delle abilità attive, quale che sia la loro categoria.

Quandi giochiamo da soli, possiamo farci accompagnare da uno dei tre personaggi controllati dal computer, che sono più utili di quanto non sembri.
L’altro aspetto chiave di Diablo III è la sua integrazione online. Come ormai sa probabilmente anche il fruttivendolo in fondo alla mia via, Blizzard ha deciso di imporre ai giocatori di essere costantemente collegati ai server ufficiali del gioco. Questa scelta permette agli sviluppatori di controllare maggiormente il gioco e di evitare che si verifichino i fastidiosi casi di hacking e moltiplicazione degli oggetti che piagavano Diablo II (anche se ci sono già stati casi di intrusione e furto di account in questi giorni), ma obbliga i giocatori a essere collegati a Internet anche quando vogliono affrontare la campagna in solitario, limitando molto la nostra libertà. Questa non è altro che una forma di DRM, ma dà anche ai noi giocatori la possibilità di entrare e uscire in qualsiasi momento dalle partite dei nostri amici e altrettanto possono fare loro con noi, così da poterci aiutare per un boss particolarmente ostico, scambiare oggetti oppure ripulire allegramente in compagnia i tanti dungeon del gioco.
Ma è tutto rose, fiori, oro ed equipaggiamento leggendario? Beh, no. La generazione casuale delle statistiche dell’equipaggiamento potrebbe essere migliore, ho trovato che fin troppo spesso ci si ritrova con oggetti specializzati per certe classi che hanno caratteristiche completamente inutili, mentre la gestione dell’inventario è più una perdita di tempo che una vera sfida per il giocatore, dato che basta utilizzare l’incantesimo apposta per teletrasportarsi in città, svuotare la borsa e tornare esattamente dove eravamo rimasti. La storia non è niente di speciale e, nonostante cerchi in tutti i modi di essere drammatica e coinvolgente, l’ho trovata poco più di una scusa per massacrare senza pietà centinaia di mostri, o forse ero troppo rapito dalle meccaniche di gioco per riuscire a prestare la dovuta attenzione alla narrazione. Va detto, però, che le scene d’intermezzo in grafica computerizzata sono invece meravigliose e lasciano letteralmente a bocca aperta sia dal punto di vista tecnico che da quello artistico.

Le ambientazioni sono piuttosto varie e mettono in bella mostra le capacità degli artisti di Blizzard.
Come ho scritto all’inizio del pezzo, Diablo III dà il meglio di sé una volta completata la campagna a livello Normale, l’unico disponibile inizialmente (io ci ho messo poco meno di una trentina di ore, prendendomela molto con calma ed esplorando ogni angolo del mondo); a questo punto si sbloccherà il livello Incubo, da affrontare con il nostro personaggio con livello ed equipaggiamento conquistati fino a quel momento, e successivamente si sbloccheranno altri due livelli di difficoltà crescente. Mentre a livello Normale Diablo III è poco più che una passeggiata di salute, una sessione di allenamento durante la quale sono stati pochissimi i momenti capaci di mettermi in un minimo di difficoltà, a Incubo il gioco richiede un impegno decisamente superiore e una maggiore capacità di gestire le abilità del proprio personaggio. Non basta più buttarsi nel mezzo dei mostri e picchiare il più forte possibile tutto quello che capita a tiro, bisogna stare attenti a non farsi circondare e tenere sempre d’occhio eventuali mostri élite e miniboss che hanno nuovi incantesimi e fanno molto, ma molto più male di prima. A Incubo si ha la sensazione di giocare a un altro Diablo III, più interessante e gratificante e probabilmente quello vero e non la versione all’acqua di rose che abbiamo assaggiato al primo giro a Normale. L’aumentata difficoltà si sposa a meraviglia con il numero crescente di opzioni di personalizzazione del personaggio tra cui possiamo scegliere ed è una piccola, grande gioia videoludica modificare abilità e rune per vedere quale combinazione è più efficace e divertente.

Anche se graficamente non è particolarmente pesante, quando si gioca in quattro la grande quantità di effetti grafici potrebbero mettere in difficoltà i PC meno performanti.
È forse un peccato che il livello Normale sia per assurdo il peggio che Diablo III ha da offrire, e non vorrei che qualcuno facesse il madornale errore di metterlo da parte una volta completato il primo giro, perché così facendo si perderebbe un’esperienza di gioco che dona un piacere intenso e viscerale e che ti fa dire continuamente, anche alle tre del mattino, “Dai, ancora dieci minuti e poi smetto”. Per tutte le critiche che si possono muovere a Blizzard per la decisione di fare di Diablo III un gioco online, di aver riproposto meccaniche di gioco vecchie più di un decennio e per tutti i problemi che ancora affliggono il sistema di entrata sui server, dobbiamo anche lodare lo storico studio di sviluppo per aver realizzato ancora una volta un gioco curatissimo sotto tutti i punti di vista, un’esperienza di gioco inebriante e adrenalinica come poche. E se all’inizio qualcuno potrebbe pensare che forse avremmo potuto fare a meno di un altro Diablo nel 2012, basta sbloccare e provare il livello Incubo per capire quanto ci era mancato questo gioco.
Ho giocato a Diablo III in versione PC, usando una copia acquistata di tasca mia su uno dei tanti negozi online inglesi, sia da solo che in compagnia di amici (tra cui anche qualche nostro lettore). Fortunatamente non ho avuto troppi problemi ad accedere al gioco in questi giorni.
44 Commenti a A caccia del vero Diablo III
Ma che 9,9,9!
10 anni per sta mezza minchiata? Ma per favore! Sempre online???? Ma cristo, alle volte LAGGO IN SINGLE PLAYER, oppure mi disconnette. A me di giocare online con “gli amici” non me ne frega niente, se devo vedere gli amici me ne vado al bar.
La vera recensione?
“Allora ragazzi, è Diablo. Fine.”
Come si fa a dare 9 a un gioco che a distanza di così tanti anni esce senza il tanto annunciato PvP e le Aste?? Ma su siamo seri che hanno fatto uscire una beta e come al solito siamo noi a prenderlo ar*ulo.
“Come si fa a dare 9 a un gioco che a distanza di così tanti anni esce senza il tanto annunciato PvP e le Aste??”
Qualcuno potrebbe proseguire con “Come si fa a dare 9 ad un gioco con questi errori/bug” o “Come si fa a dare 9 ad un gioco che nonostante un’eccellente comparto artistico è tecnicamente non all’altezza del poco ottimizzato motore che lo fa girare?” o ancora “Come si fa a dare 9 ad un gioco che non innova quasi un tubo e rimane ancorato a stilemi ludici e grafici di 12 anni fa?” e si potrebbe andare avanti per ore.
Thing is: alla maggior parte di queste critiche si può rispondere, per molte di esse non si tratta di errori inconsapevoli ma di scelte precise per andare in una direzione molto precisa.
E’ molto difficile analizzare i difetti di Diablo 3 (perchè evidentemente ne ha) senza perdere di vista la visione complessiva del gioco ed il suo altissimo livello qualitativo.
Il tuo commento si può tradurre in:
“Ha catervate di bug, lagga, ed ha grafica e meccaniche di gioco vecchie di 10 anni perchè è na precisa scelta artistica di Blizzard, per andare in una direzione molto precisa”.
Sai che ti dico?
Che tutte ste fregnacce sulle “scelte ponderate e precise” mi hanno stufato da mò.
Semplicemente è un gioco vecchio, con meccaniche trite e ritrite, che prende un po di WoW e lo butta dentro a un single player laggoso. Tutto qua.
Dimmi 1 sola punto con “altissimo livello qualitativo”, perchè non ne vedo.
“Dimmi 1 sola punto con “altissimo livello qualitativo”, perchè non ne vedo.”
La produzione in generale è di altissimo livello.
Menu, sonoro, design, ricerca artistica, fluidità del gameflow e del gameplay.
Tutti aspetti che fanno una grossa differenza, per dire, rispetto a produzioni indie.
Ma che produzione Indie Produzione Indie de che???????
Ma lo hai visto quanto costa?
Ma lo paragoni a una produzione Indie????????
il gameflow e il gameplay? Ma che siamo, a Londra?
Ricerca artistica poi… L’ho scritto sopra, basta con sta storia che i videogiochi sono “artistici”.
Il paragone con i giochi indie l’han fatto altri, non io. Mi son limitato a reiterarlo ed argomentare il mio punto di vista a riguardo.
Sul prezzo non capisco cosa vuoi dire.
Costa 52€ su Amazon.
Guardando gli ultimi giochi che ho comprato:
TERA => 49€
Guild Wars 2 => 49€
Cataclysm => 39€ (ed è solo un’espansione)
FFXIII-2 => 59€ ( e non include i DLC)
Asura’s Wrath => 54€
Ninja Gaiden 3 => 59€
Vado avanti? A me sembra che il prezzo sia ampiamente in linea con i prezzi di tanti altri VG usciti di recente. A differenza di tanti altri Diablo non avrà DLC e nemmeno quote mensili. Cosa c’è che non va nel prezzo? Spiegati meglio per piacere.
La ricerca artistica c’è eccome e lo puoi vedere dal team di persone del gruppo artisti che c’hanno lavorato (numericamente piuttosto ampio come team) e dai lavori che hanno sviluppato sia qualitativamente che quantitativamente.
Se poi non vedi differenze fra il livello di produzione artistica di Diablo 3 e, chessò, Path of Exile, Torchlight o Ghost Recon allora temo che la discussione a riguardo potrà andare poco lontano ^^’
Ti consiglio comunque di fare un lungo respiro e ritrovare la calma. Dai tuoi ultimi post sembri particolarmente agitato.
Ma per forza mi agito,
vuoi argomentare il livello artistico?
The Witcher 2.
Quello è fatto come si deve, da un Team piccolo dove i “grandi nomi importanti” non hanno lavorato.
Il discorso degli indie poi… Manco è un tuo concetto, è campato per aria come paragone e comunque lo riproponi?
Un gioco Indie o Browser di qualità come potrebbe essere Kingdom Rush per la versione completa ho speso mi pare 1,25 Euro…
Anyway, resto dell’idea che è un buon More of the Same, ma si poteva (e in 12 anni si sarebbe dovuto…) fare molto di più.
“vuoi argomentare il livello artistico?”
Scusami, pensavo di averlo fatto.
Sei andato a guardarti i lavori realizzati per il gioco dall’ampio team di artisti che hanno collaborato?
Hai osservato con attenzione tutte le ambientazioni disponibili nel gioco o ti sei fermato a quelle, pure un po’ banalotte e ripetitive se vogliamo, che erano disponibili in beta?
Su The Witcher 2 e 1 non commento perchè non li ho giocati. Dal poco che ho visto mi son sempre sembrati due titoli di tutto rispetto realizzati da gente che la pensa come me in termini di rispetto dei giocatori (vedi la questione DRM etc)
“e comunque lo riproponi?”
Lo ripropongo perchè è stato un tormentone in diverse discussioni sul forum di Outcast, T@x sa benissimo a cosa mi riferisco.
In questi commenti perlopiù si paragonava D3 a titoli indie, paragone suggerito dalla scarsità tecnica del motore che fa girare Diablo, ma che a mio avviso è assolutamente ingeneroso e non rende assolutamente l’idea delle proporzioni completamente diverse che ci sono in D3 rispetto ad un gioco indie.
Ma a riguardo son già stati spesi fiumi di parole sul forum, preferirei non dilungarmi troppo. Se sei curioso puoi leggere lì, è ancora tutto presente. Scripta manent
Come faccio a criticare il gioco per il lag se a me non lagga a parte qualche rarissima occasione?
Le aste in valuta di gioco ci sono, e presto ci saranno anche quelle con denaro reale (anche se mi sembra un elemento totalmente accessorio al gioco), mentre è vero, non c’è il PvP, ma giocando non ne ho sentito per niente la mancanza.
“Come faccio a criticare il gioco per il lag se a me non lagga a parte qualche rarissima occasione?”
Criticarlo aspramente magari no, ma vista la grossa quantità di persone che millantano questi problemi magari poteva essere interessante prenderne atto e parlarne un po’ più approfonditamente (UN PO’, non troppo, non c’era bisogno di spenderci paginate o chissà quanti paragrafi)
Mi lascia un po’ perplesso poi la tua frase finale “non ne ho sentito la mancanza” relativamente al PVP.
Cioè… da una parte posso comprendere, alla fine questa è la TUA recensione, è la TUA opinione, è il TUO giudizio, quindi è lecito e giustissimo che tu parli delle TUE impressioni e di ciò di cui TU hai sentito la mancanza.
Tuttavia, pur senza sfiorare in idealistiche pretese di obiettività assoluta, è un dato di fatto che la modalità PVP (che non è un semplice orpello ma una modalità piuttosto importante e che nel corso del tempo acquisterà sempre più importanza, ragionevolmente) è completamente assente al momento, e a buon ragione (le classi sono sbilanciatissime in tal senso).
Cioè, secondo me il rischio è che si lascino passare tutti gli eventuali problemi o difetti del gioco dicendo “tanto non sono importanti”. Questo non è un atteggiamento particolarmente critico (intendo critico in senso positivo, ossia “l’arte e il metodo di esaminare e giudicare qualcosa in base alla sua bellezza, bontà, verità, utilità”) nei confronti del gioco, e da una recensione è secondo me auspicabile aspettarsi invece un atteggiamento critico, entro certi limiti s’intende, alla fine di tutto è giustissimo che prevalga la sogettività di chi scrive il pezzo
Sarà, ma pur con tutte le critiche legittime non provavo la sindrome dei “10 minuti e poi smetto” da molto (ma molto) tempo e mi basta questo
Per ora niente lag e anch’io lo sto giocando a Normale..rimedierò asap
Al di la dell’Always Online (su cui non mi esprimo) dalla review non mi è molto chiara quale sarebbe la “grande innovazione”.
La possibilità di cambiare “al volo” la build in ogni momento?
Se fosse così, non mi sembra chissà quale innovazione : si poteva già farlo in Borderlands pagando una cifra ridicola e in Dungeon Siege 3 (con qualche soldino di più).
Da quanto ho capito hanno semplificato ancora di più il gioco eliminando le stat.
Non ho giocato alla beta ne al gioco completo, ma a quanto leggo Blizzard è riuscita a mettere in piedi un sistema di progressione profondo ma al tempo stesso immediato come quello di Dungeon Siege 3 e inserirlo nelle loro meccaniche perfettamente oliate (DS3 ha 100.000 altri difetti che eclissano il sistema di build del personaggio).
Per quanto mi riguarda gioco interessante, ma aspetto di trovarlo in offerta.
Non ho giocato a DS3, ma il sistema di Borderlands non me lo ricordo così agile e intuitivo, mi sembrava molto più rigido, ma ammetto che è passato molto tempo e che ho pochi ricordi del gioco.
In Borderlands io giocavo per raccogliere equipaggiamento, in Diablo III gioco anche e soprattutto per provare le build.
Alcuni piccoli commenti sull’articolo di Alessandro adesso. Perdonami se sarò un po’ puntiglioso.
Indoro la pillola dicendo che ho trovato il tuo articolo conciso, breve, incisivo, efficace e complessivamente abbastanza sobrio.
) di poco spirito critico.
)
Nonostante questo però e nonostante in più passaggi tu cerchi di sottolineare alcune perplessità, secondo me hai peccato (se di “peccato” si può parlare eh, non prendere alla lettera quello che dico
Non c’era bisogno di fare un articolo enciclopedico a riguardo, però sarebbe stato bello vedere un punto di vista sobrio come il tuo ma leggermente più critico (critico in senso positivo), come si percepiva dal tuo primo hands-on.
Questo è importante perchè il tuo non è uno dei tanti articoli fotocopia che dicono tutti le stesse identiche cose che ormai sappiamo a memoria, e quindi a maggior ragione avrei trovato particolarmente coerente e gradito un maggiore spunto critico su certi punti che ti limiti a sfiorare appena (secondo me sei caduto nel circolo della droga diablesca, ormai sei irrecuperabile anche tu!
Complessivamente cmq ho apprezzato molto la tua capacità di sintesi, chapeau! ^^
Per entrare più nello specifico adesso:
)
1) “così come alla realizzazione tecnica tutto sommato sorpassata”
Avevi avuto modo di spendere più parole a riguardo nel tuo precedente articolo, forse non c’era bisogno di scrivere papiri ma un paio di righe in più ci stavano bene. E’ vero che Diablo compensa ampiamente le sue lacune tecnologiche con quelle artistiche (e molto altro), tuttavia non credo che ci si possa permettere di liquidare il comparto tecnico con una frase e basta. Ad altri giochi non si sarebbe riservato un eguale trattamento, ne convieni? (anche se si potrebbe discutere che ci siano davvero molto pochi giochi paragonabili a Diablo in termini di valore complessivo
2) “Modalità elettiva”
Si chiama Elective Mode in inglese, in italiano si chiama “Modalità libera”
3) “Ambientato una ventina d’anni dopo gli eventi di del predecessore”
Piccolissimo refuso
4) ” ma dà anche ai noi giocatori la possibilità di entrare e uscire in qualsiasi momento dalle partite dei nostri amici e altrettanto possono fare loro con noi, ”
Si ma non è solo una possibilità ed una libertà, ma anche un “vincolo”, visto che se voglio giocare e stare per i cazzi miei per un po’ (per motivi vari, a voi non capita mai?) non posso mettermi invisibile perchè Blizzard è contraria a politiche di questo tipo. Quindi tutti potranno vedermi online, e sarò costretto a negargli la possibilità di entrare dentro, alchè i miei amici si chiederanno perchè, e sarò costretto a giustificarmi, e blah blah.
Non sarebbe + semplice potermi mettere in modalità invisibile e farmi i cazzi miei per un po’?
Questo è cmq un discorso più ampio e che va oltre Diablo3, tuttavia anche Diablo3 ne è affetto essendo anche lui figlio di questa politica un po’ limitante della privacy degli utenti.
La smania di masscontrol di Blizzard ha questi effetti, nel bene e nel male.
5) “È forse un peccato che il livello Normale sia per assurdo il peggio che Diablo III ha da offrire”
Ne parli come se fosse un problema degli utenti che magari, peccando di superficialità, non si spingeranno oltre vedendo le reali potenzialità del titolo.
Questo però di fatto è un “difetto” del gioco, non dei giocatori ^^ La tua prospettiva secondo me è sbagliata, bisognava dare più peso a quello che di fatto adesso è un cattivo bilanciamento del gioco (assieme a tante altre cose bilanciate male – tutte cose che in futuro cambieranno e verranno risolte ma la recensione tu la stai facendo ora pensando al presente, non al futuro prossimo o remoto ^^)
“Blizzard è contraria a politiche di questo tipo. Quindi tutti potranno vedermi online, e sarò costretto a negargli la possibilità di entrare dentro, alchè i miei amici si chiederanno perchè, e sarò costretto a giustificarmi, e blah blah.”
Concordo perfettamente.
Nel giro tranquillo in solo, avrei preferito non dare picche ad alcuni amici che già l’avevano finito.
Fra l’altro all’inizio che li lasciavo entrare , ingenuamente mi skippavano i dialoghi a velocità disumana e mi perdevo i pezzi della (per carità abbastanza inutile) storia.
MORALE: nuovo char, nuova classe e richieste gentilmente declinate. ANTIPATICO.
Bastava una modalità invisibile ed invece ti devi spiegare: “il primo giro me lo vorrei godere con calma, da solo, in modo che non mi perdo parti della storia”.
Negativo
ehm, nella finestra amici, in alto, c’è un piccolo menu dove si possono settare le proprie opzioni, tipo online, non al pc, occupato…
Si ma non ti puoi mettere “invisibile”. La gente continuerà a vedere che sei online e che stai giocando a D3.
Così come non puoi impedire alla gente di addarti alla LORO friend list (è single-user e non mutual) e così via.
Non sto dicendo che ci sia un approccio giusto e uno sbagliato in queste cose, ogni scelta presenta pro e contro. Diciamo che Blizzard è da sempre molto poco attenta alla privacy dei propri utenti, ma questo porta altri vantaggi ovviamente, al costo della suddetta privacy.
“5) “È forse un peccato che il livello Normale sia per assurdo il peggio che Diablo III ha da offrire”
Ne parli come se fosse un problema degli utenti che magari, peccando di superficialità, non si spingeranno oltre vedendo le reali potenzialità del titolo.
Questo però di fatto è un “difetto” del gioco, non dei giocatori ^^”
Io ci ho letto esattamente quello che dici tu. Ovvero che è non è il miglior modo di presentare il gioco, costringere i giocatori a cominciare con la parte più “noiosa”.
Chi ne paga le conseguenze però, sono i giocatori che non continuano dopo il primo giro e rimangono “tagliati fuori” da ciò che di meglio il gioco ha da offrire.
Blizzard sbaglia e il giocatore paga. Sort of >_>
Scusate, ma solo a me pare una cosa fuori dal mondo avere all’inizio solo il livello di difficolta’ Normale, e solo dopo aver finito il gioco si sbloccano gli altri?! Solo a me pare una cosa fuori dal mondo che, guarda caso, proprio il livello Normale e’ quello che ‘rende’ peggio di tutti e solo ai livelli successivi il gioco da il meglio di se’?!
Cioe’ io rarissimamente mi rigioco un gioco dopo averlo finito la prima volta. Se ci sono diversi livelli di difficolta’ e le recensioni che leggo mi dicono “consiglio vivamente di iniziare il gioco ad Hard o Very Hard, perche’ a Normal e’ troppo facile o comunque non da il meglio di sé” io che faccio? Ok, lo inizio e me lo gioco ad Hard, tutto. Me lo finisco, e arrivederci. Ma qui all’inizio c’e’ solo Normal e puzza pure?! E poi me lo devo rifinire altre 2/3/4 volte?! Ma siamo pazzi?!??!
Bravo Deluxe, probabilmente avrei messo un’otto e mezzo punitivo su certe faccenducole come ad esempio propinarci quella palla di normal allo startup: una selezione tra LOW (attuale normal) e NORMAL (attuale incubo) avrebbe evitato parecchie perplessità ai giocatori.
Sonoo quisquiglie e concordo perfettamente con quanto hai scritto. Il nuovo sistema di abilità è proprio una figata.
Ho appena fatto un post nell’altro topic dove parlavo della “Modalità elettiva” che cambia davvero moltissimo l’approccio al personaggio e sono incredibilmente soddisfatto dal passaggio ad incubo: ieri non riuscivo a staccarmi dal monitor.
Gran bel gioco
Pingback: Rubati alcuni account di Diablo III | Outcast
Bella rece delu, il “lettore” ringrazia
Problemi di lag anche io ne ho raramente, per il PvP che manca… manca, che altro si può dire? Se ne parlerà quando lo mettono? L’AH c’è ed è la cosa che lagga di più e che sembra implementata peggio.
Per il resto non mi esprimo perché non riesco essere né coerente né obiettiva.
In che senso? Che sei Diablo addicted e ti stai facendo di droga pesa?
Zì ^^;;
Ahahah. Junkie!
Magallo
24/05/2012 at 09:49
Scusate, ma solo a me pare una cosa fuori dal mondo avere all’inizio solo il livello di difficolta’ Normale, e solo dopo aver finito il gioco si sbloccano gli altri?! Solo a me pare una cosa fuori dal mondo che, guarda caso, proprio il livello Normale e’ quello che ‘rende’ peggio di tutti e solo ai livelli successivi il gioco da il meglio di se’?!
Cioe’ io rarissimamente mi rigioco un gioco dopo averlo finito la prima volta. Se ci sono diversi livelli di difficolta’ e le recensioni che leggo mi dicono “consiglio vivamente di iniziare il gioco ad Hard o Very Hard, perche’ a Normal e’ troppo facile o comunque non da il meglio di sé” io che faccio? Ok, lo inizio e me lo gioco ad Hard, tutto. Me lo finisco, e arrivederci. Ma qui all’inizio c’e’ solo Normal e puzza pure?! E poi me lo devo rifinire altre 2/3/4 volte?! Ma siamo pazzi?!??!
Quante volte vuoi scriverla, ‘sta cosa?
Zorry, ho fatto casino con la gerarchizzazione dei commenti, e siccome non si possono cancella quelli ormai postati (o almeno io non ho ancora capito come si fa)….
Magallo Diablo non è un RPG con un inizio e una fine che si gioca, si finisce, e si mette in un angolino dello scaffale.
Cioè puoi farlo, ma ti saresti gustato un 5% di ciò che il titolo vuole offrire.
Diablo chiaramente NON nasce con quell’intento.
Faresti lo stesso discorso per World of Warcraft?
Diablo nasce con altri scopi e la trama è solo un qualcosa di “aggiunto”. La struttura è la stessa da sempre e hanno deciso di non cambiarla in questo episodio.
Tra l’altro è la stessa identica struttura anche di altri giochi per console, fra i quali posso citare Phantasy Star Online e tutti i suoi derivati.
Può piacere o non piacere, ma se fai un discorso come il tuo significa che non hai capito che tipo di gioco è Diablo. Hai giocato i precedenti per caso? Mi viene da pensare che tu non l’abbia fatto.
No no, assolutamente. Infatti la mia e’ proprio una critica in senso ampio. Giochi del genere non li toccherei nemmeno con un bastone da pollaio. Infatti non ho mai toccato di striscio ne Diablo 1, né tantomeno il 2 e ovviamente faro’ altrettanto col 3. Figuriamoci con WoW. E’ che sono proprio giochi che non rientrano nelle mie corde. Ricordo che andai piu’ volte a casa di un mio amico che all’epoca era super-iper mega addicted da Diablo 2 e me lo faceva vedere mentre giocava lui. Io vedo solamente questo mio amico cliccare come un ossesso qua’ e la’ per lo schermo e scendere in dungeon, tutti uguali. E poi ancora un altro, e un altro e un altro… All’infinito. E dissi: “naaah, questa non e’ proprio robbba per me!”. Ad ogni modo posso intuire il suo innegabile fascino “da dipendenza” che possa avere.
No ma guarda, per non essere frainteso, io non volevo delegittimare la tua opinione.
Ci mancherebbe altro!
Hai tutti i diritti di dire che un gioco di questo tipo ti fa cagare, solo che trovavo poco sensato criticare un gioco per essere ciò che vuole essere. Un po’ come lamentarsi con Gran Turismo per non essere un gioco alla Burnout, no? Gran Turismo non vuole esserlo, quindi è giusto che non lo sia.
Ah si si, per carita’.
OK però non facciamolo passare per roba della risma di Farmville e affini.
Anche se immagino possa dare quell’impressione visto dall’esterno.
Per come funziona ha più senso vederla così:
- In Diablo c’è un solo livello di difficoltà, non si può scegliere.
- Ci sono sedici atti (4×4) di difficoltà progressiva, com’è normale dato che anche le abilità del protagonista aumentano.
- I primi tre o quattro sono un po’ troppo facili, soprattutto se si sfrutta la casa d’aste.
Uh, bella questa descrizione, mi piace.
È un peccato che Diablo III dia del sul meglio dal secondo giro un poi, ma è un genere di giochi che si presta ed è pensato proprio per giri multipli.
SI ho capito, ma son quattro giri tutti uguali!
Ni. La “trama” e le ambientazioni complessivamente si. Ma le mappe vengono “randomizzate” (non è proprio una randomizzazione) ogni volta.
Ad ogni partita ci sono missioni secondarie diverse, mob diversi con abilità diverse e situazioni complessivamente diverse.
L’essenza del gioco è quella, hack n slash con item collecting
Beh no, tu hai abilità diverse, i nemici hanno abilità diverse, si trovano oggetti diversi (unici o set), si trovano altre subquests… Si ripetono storia ed elementi grafici, ma non è quello il focus del gioco.
Scusa Magallo, ma se non è roba per te, non hai mai giocato un Diablo e non ti interessa minimamente, che cavolo vieni in sto thread a dire che sti giochi non fanno per te? Io mica mi infilo nei thread di Pes o di Forza Motorsport a dire che i giochi sportivi o di corse mi fanno cagare.
intrigato dalle possibilità offerte dalla “Modalità Libera” dovrò darci un occhio
ovviamente concordo con quanto detto nella recensione, il comparto tecnico è solo “fintamente” antiquato – in realtà fa TUTTO quello che deve fare pur restando fedele agli archetipo della saga (e del genere, che ha fondato). Telecamere non orienatbili / modificabili? E chi se ne frega. A che pro, se non onanistico?
STILE E QUALITA’ da vendere, trasuda cesello e finiture in ogni dove. Nulla pare lasciato al caso.
Un appunto: avrei introdotto la modalità “PET” vista in Torchlight per scaricare il proprio LOOT senza abbandonare il dungeon. OK, è gratis e sempre disponibile. Ma è una routine sostanzialmente meccanica che a sto punto poteva essere eliminata del tutto (e si usavano i companion al posto del pet, così c’era anche una componente “strategica” da considerare: mi privo del mio pawn per quei 3/4/5 minuti mentre va a vendere la roba… occhio ai mob!)
Altra cosa: effettivamente il gioco poteva partire a incubo, come difficoltà. Ma credo faccia tutto parte del “grande schema delle cose” che prevede l’aggancio da dipendenza di più giocatori possibili, da poter convertire poi in utenti delle auction house (e – soprattutto – della auction house a soldi veri con margini attesi enormi x Blizzard)
Ecco infatti, io da utente esterno ed estraneo, quindi potrei pure sbagliare di brutto, la Blizzard non la vedo come una grande casa di vg portatrice di genio e innovazione videoludica, non la vedo, per esempio, come una Valve per il genio di Half Life e Portal, o come un Carmack o una id per il ‘manico’ tecnologico (ormai un po’ passato invero) o come una Bioware per l’approfondimento di storia/narrazione per esempio di Mass Effect o come la Nintendo per il magico gameplay sempre certosino e raffinato o altro. Insomma non la vedo come una software house da annoverare nell’olimpo di pochi eletti, ma la vedo piuttosto come una infernale macchina sforna soldi che ingegnerizza al massimo i propri vg al solo scopo di creare dipendenza nei giocatori e spillargli quanti piu’ soldi possibile. Poi magari sbaglio, ma da esterno, questo e’ il messaggio che Blizzard mi da.
Forse che i loro giochi creino dipendenza è vero, ma che spillino soldi proprio no. L’unico forse è WoW per via della sottoscrizione mensile, ma tutti gli altri non hanno mai avuto costi di abbonamento o espansioni rapaci come va tanto di moda adesso.
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